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Alan Moore

Alan Moore

Chi controlla i controllori?

Alan Oswald Moore nasce in Gran Bretagna il 18 novembre  del 1953 in un quartiere popolare, i genitori sono entrambi operai ed è per questo che a crescerlo è la nonna. Cieco da un occhio e sordo ad un orecchio, sopravvive leggendo soprattutto di miti e leggende. A nove anni scopre i supereroi, Superman, ma anche I fantastici quattro.

Alan Moore

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A scuola non è quello che si dice uno studente modello, marina spesso le lezioni per seguire insieme agli amici le prime fiere fumettistiche e a 17 anni viene sospeso quando il preside scopre il suo spaccio di LSD. Non tornerà mai più sui banchi.

Tra un lavoro e un altro coltiva con grande dedizione la sua passione per il fumetto, prima vendendo le sue strisce ad alcuni settimanali e riviste dedicate e poi concentrandosi totalmente sul racconto di storie. Lavora per gli speciali della Marvel UK come Doctor Who e per 2000AD, fino ad approdare alla nascente Warrior.

Nel 1983, per la rivista di  Dez Skinn, scrive uno dei suoi più grandi successi e, ancora oggi, tra le migliori graphic novel di tutti i tempi, V for Vendetta in cui trasferisce tutte le atmosfere e i personaggi cupi che avevano caratterizzato fin dall’inizio il suo stile. La serie, disegnata da David Lloyd, è una protesta, non troppo velata, contro la politica della Lady di Ferro, Margaret Thatcher.

Nel 1986 per la DC Comics crea la serie Watchmen in 12 albi, disegnata da Dave Gibbson, l’unico fumetto ad essere inserito nella lista dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi”. Per la prima volta i supereroi erano visti come persone ordinarie, spesso fragili e vulnerabili. Nel 1988 scrive la serie  Batman: The Killing Joke.

Incomprensioni e malumori lo allontanarono sia dalla DC sia dalla Marvel, ma è in quel momento che realizza l’ennesimo ed ultimo vero capolavoro, From Hell, rilettura dei delitti di Jack lo Squartatore,  disegnato da Eddie Campbell.

Nel giorno del suo 40esimo compleanno si autoproclama mago e inizia a mettere in scena spettacoli teatrali che sono veri e propri riti iniziatici.

Alan Moore non ha mai apprezzato nessuno adattamento cinematografico dei suoi lavori, da cui si è sempre pubblicamente dissociato.

La sceneggiatura è imbecille. Ci sono dei buchi di sceneggiatura così grossi che non sarebbero accettabili neppure in un fumetto di Tiramolla” sulla trasposizione cinematografica di V for Vendetta

 

 

 

Il creautore

Redazione ViviCreativo

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La redazione ospita il contributo di autori differenti che hanno scelto di collaborare con il progetto #vivicreativo regalandoci il proprio talento!

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