Baudelaire Charles

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 1 Febbraio 2017

Tempo stimato per la lettura: 1,4 minuti

( Parigi 9 aprile 1821 – Parigi 31 agosto 1867 )

“Dio è l’unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere”.

Charles Pierre Baudelaire rappresenta una dei più importanti poeti del XIX secolo, fu un grande innovatore, poeta, scrittore, saggista, esponente del simbolismo e anticipatore del decadentismo.

Baudelaire simboleggia il ribelle bohemien per eccellenza, un vero e proprio poeta maledetto amante degli accessi della notte, cupo e al contempo rivoluzionario.

La sua poetica è riassumibile in una sola parola, il così detto “Spleen”, una sensazione di perenne conflitto interiore, un disagio esistenziale che rende complesso e spesso impossibile un adattamento del poeta alle dinamiche della vita reale. La parola “Spleen” deriva dal greco e in inglese significa “milza”, organo produttore della bile, che grazie a Baudelaire ha ormai assunto il significato di “malinconia”, “disgusto”.

Tutto il suo lavoro si riassume in un unica e fondamentale raccolta di poesie, Fleurs du Mal, ovvero i fiori del male. Il titolo del libro riassume alla perfezione la poetica dell’artista: il male, proprio come il bene, ha le sue bellezze, che sono però molto più attraenti e intriganti. L’opera evoca un viaggio mentale che attraversa diverse fasi, partendo dall’ angoscia di vivere o mal du vivre (Spleen), contrapposta a una componente divina, una sorta di bellezza ideale (Idéal). All’interno delle poesie emerge spesso il concetto di morte, intesa come unica fuga da una realtà maligna e quindi unica fonte di salvezza.

“Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste”.

 

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( Parigi 9 aprile 1821 – Parigi 31 agosto 1867 )

“Dio è l’unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere”.

Charles Pierre Baudelaire rappresenta una dei più importanti poeti del XIX secolo, fu un grande innovatore, poeta, scrittore, saggista, esponente del simbolismo e anticipatore del decadentismo.

Baudelaire simboleggia il ribelle bohemien per eccellenza, un vero e proprio poeta maledetto amante degli accessi della notte, cupo e al contempo rivoluzionario.

La sua poetica è riassumibile in una sola parola, il così detto “Spleen”, una sensazione di perenne conflitto interiore, un disagio esistenziale che rende complesso e spesso impossibile un adattamento del poeta alle dinamiche della vita reale. La parola “Spleen” deriva dal greco e in inglese significa “milza”, organo produttore della bile, che grazie a Baudelaire ha ormai assunto il significato di “malinconia”, “disgusto”.

Tutto il suo lavoro si riassume in un unica e fondamentale raccolta di poesie, Fleurs du Mal, ovvero i fiori del male. Il titolo del libro riassume alla perfezione la poetica dell’artista: il male, proprio come il bene, ha le sue bellezze, che sono però molto più attraenti e intriganti. L’opera evoca un viaggio mentale che attraversa diverse fasi, partendo dall’ angoscia di vivere o mal du vivre (Spleen), contrapposta a una componente divina, una sorta di bellezza ideale (Idéal). All’interno delle poesie emerge spesso il concetto di morte, intesa come unica fuga da una realtà maligna e quindi unica fonte di salvezza.

“Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste”.

 

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