CORRISPONDENZE è il titolo del ciclo di video-interviste nello spazio non profit Base / Progetti per l’arte di Firenze

About the Author: Alessia

Published On: 16 Maggio 2024

Tempo stimato per la lettura: 4,5 minuti

CORRISPONDENZE è il titolo del ciclo di video-interviste, a cura di Lorenzo Bruni, per lo spazio non profit Base / Progetti per l’arte di Firenze realizzato per i 25 anni della sua attività. Il ciclo prevede 50 conversazioni – la cui programmazione è indicata sui social dedicati – e di cui 30 sono già disponibili sul canale Youtube di Base. Le interviste in questione attenzionano quegli artisti, giornalisti, curatori, artist run space, spazi non profit, mediatori culturali, art sharer, direttori di musei e di istituzioni che si sono contraddistinti nel panorama internazionale per individuare una metodologia di lavoro che rifletta sulla natura e sul ruolo del progetto indipendente. L’elemento che accomuna tutte le video-interviste, già realizzate e future, è quello di analizzare in tutte le sue sfaccettature possibili cosa possiamo intendere oggi – al tempo della illusoria democrazia dell’informazione delle piattaforme digitali – per progetto autonomo; oltre a indagare le effettive possibilità che ha la cultura di raggiungere – per un dialogo reale – un pubblico più ampio e non solo specialistico. Tali domande puntano a sollevare, prima di tutto, la necessità di creare una rete di esperienze dirette che possano dialogare tra loro non solo su obbiettivi comuni, ma anche sul come portarli a termine.

Gli spazi non profit, i collettivi curatoriali o artistici e gli artist run space a cui sono state fatte le prime dieci interviste sono: Montecristo project (artist run space attivo in Sardegna dal 2013); E il topo (Artist run space attivo a Milano dal 1992); Edicola Notte (Spazio non profit aperto a Roma nel 1990); Aarduork (Artist space attivo a Venezia dal 2018); BACO arte contemporanea (associazione non profit attiva a Bergamo dal 2011); Neon (associazione culturale e galleria aperta a Bologna nel 1981); Hypermaremma (associazione culturale attiva nel territorio della maremma dal 2019); Parsec studio (Collettivo interdisciplinare attivo a Bologna dal 2020); Post Disaster Rooftops (Progetto interdisciplinare attivo sui tetti di Taranto dal 2018); Siliqoon (Artist-run agency attiva a Milano dal 2014).

I progetti giornalistici, curatoriali e di direzione sperimentale di musei che hanno contribuito a riflettere, con le prime dieci interviste, sulle potenzialità di una mediazione culturale allargata al tempo dei social media sono: Elisabetta Roncati (Content creator e Art Sharer @artnomademilan); Marco Roberto Marelli (Direttore della piattaforma Forme Uniche e redattore di ArteIn); Damiana Leoni (Fondatrice del festival Videocittà e curatrice del libro Vera su 8 spazi non profit e 54 studi di artisti a Roma); Gian Maria Tosatti (Artista, scrittore e direttore artistico della Quadriennale di Roma e del festival quorum a cui hanno partecipato una selezione di spazi non profit); Leonardo Caffo (Filosofo, scrittore, opinionista italiano e insegnante); Danilo Ruggeri (Untitled Association piattaforma che mette in rete attività espositive); Camilla Bruni (Art Sharer @unacamillacontemporanea); Giorgio De Finis (Antropologo, artista, curatore e ideatore del MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove); Nicolas Ballario (Giornalista, autore e conduttore di programmi di arte contemporanea di Radio Uno Rai e di Sky Arte); Elena Bordignon (Giornalista e Fondatrice del sito ATPdiary).

Le video-interviste agli artisti internazionali che hanno realizzato una mostra a Base, invece, hanno messo in evidenza la loro personale scelta di aderire ad un progetto non profit – modalità differente dal solito agire per una mostra in un museo o in una galleria – per riflettere sul possibile ruolo dell’artista al tempo del sistema globale dell’arte e partecipare attivamente a una comunità specifica. Le prime dieci interviste agli artisti presi in questione sono: Pavel Büchler (2022); Francesco Arena (2020); Mircea Cantor (2022); Roman Ondak (2018); Patrick Tuttofuoco (2021); Runo Lagomarsino (2023); Francesco Jodice (2022); Christiane Löhr (2023); Ian Kiaer (2019); Armin Linke (2009).

La scelta degli intervistati all’interno del ciclo “corrispondenze” rispecchia due esigenze specifiche. La prima è quella di mappare una serie di attività e di spazi in Italia che hanno come comune denominatore quello di creare un progetto alternativo al sistema ufficiale al fine di proporre una rete per un dibattito collettivo. Il secondo è quello di far emergere non solo le biografie degli intervistati, ma soprattutto di dare importanza al metodo che hanno adottato per realizzare la loro visione indipendente. L’obbiettivo finale del progetto è quello, da una parte, di creare un archivio di esperienze e di percorsi – come una cassetta di attrezzi – utili per chi sceglierà in futuro di intraprendere questo percorso di progetto indipendente. Dall’altra parte è quello di riflettere proprio su come interpretiamo oggi questo termine. Definizione che deve fare i conti con la tradizione degli anni ’60 in cui gli spazi non profit nascevano per opporsi al nascente strapotere dell’influenza del mercato nel sistema dell’arte, ma anche con quella degli spazi fondati a metà anni 2000 e che corrispondeva a creare un nuovo senso di comunità rispetto a un territorio specifico per reagire al nuovo panorama globale messo in connessione dalla comunicazione digitale di internet che si stava sistematizzando proprio in quel momento.

Il programma di video-interviste del progetto Corrispondenze, diffuse sul canale YouTube di Base, riprenderà nei primi giorni di Gennaio 2024.

Il progetto CORRISPONDENZE è stato realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze.

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CORRISPONDENZE è il titolo del ciclo di video-interviste nello spazio non profit Base / Progetti per l’arte di Firenze

Published On: 16 Maggio 2024

About the Author: Alessia

Tempo stimato per la lettura: 13 minuti

CORRISPONDENZE è il titolo del ciclo di video-interviste, a cura di Lorenzo Bruni, per lo spazio non profit Base / Progetti per l’arte di Firenze realizzato per i 25 anni della sua attività. Il ciclo prevede 50 conversazioni – la cui programmazione è indicata sui social dedicati – e di cui 30 sono già disponibili sul canale Youtube di Base. Le interviste in questione attenzionano quegli artisti, giornalisti, curatori, artist run space, spazi non profit, mediatori culturali, art sharer, direttori di musei e di istituzioni che si sono contraddistinti nel panorama internazionale per individuare una metodologia di lavoro che rifletta sulla natura e sul ruolo del progetto indipendente. L’elemento che accomuna tutte le video-interviste, già realizzate e future, è quello di analizzare in tutte le sue sfaccettature possibili cosa possiamo intendere oggi – al tempo della illusoria democrazia dell’informazione delle piattaforme digitali – per progetto autonomo; oltre a indagare le effettive possibilità che ha la cultura di raggiungere – per un dialogo reale – un pubblico più ampio e non solo specialistico. Tali domande puntano a sollevare, prima di tutto, la necessità di creare una rete di esperienze dirette che possano dialogare tra loro non solo su obbiettivi comuni, ma anche sul come portarli a termine.

Gli spazi non profit, i collettivi curatoriali o artistici e gli artist run space a cui sono state fatte le prime dieci interviste sono: Montecristo project (artist run space attivo in Sardegna dal 2013); E il topo (Artist run space attivo a Milano dal 1992); Edicola Notte (Spazio non profit aperto a Roma nel 1990); Aarduork (Artist space attivo a Venezia dal 2018); BACO arte contemporanea (associazione non profit attiva a Bergamo dal 2011); Neon (associazione culturale e galleria aperta a Bologna nel 1981); Hypermaremma (associazione culturale attiva nel territorio della maremma dal 2019); Parsec studio (Collettivo interdisciplinare attivo a Bologna dal 2020); Post Disaster Rooftops (Progetto interdisciplinare attivo sui tetti di Taranto dal 2018); Siliqoon (Artist-run agency attiva a Milano dal 2014).

I progetti giornalistici, curatoriali e di direzione sperimentale di musei che hanno contribuito a riflettere, con le prime dieci interviste, sulle potenzialità di una mediazione culturale allargata al tempo dei social media sono: Elisabetta Roncati (Content creator e Art Sharer @artnomademilan); Marco Roberto Marelli (Direttore della piattaforma Forme Uniche e redattore di ArteIn); Damiana Leoni (Fondatrice del festival Videocittà e curatrice del libro Vera su 8 spazi non profit e 54 studi di artisti a Roma); Gian Maria Tosatti (Artista, scrittore e direttore artistico della Quadriennale di Roma e del festival quorum a cui hanno partecipato una selezione di spazi non profit); Leonardo Caffo (Filosofo, scrittore, opinionista italiano e insegnante); Danilo Ruggeri (Untitled Association piattaforma che mette in rete attività espositive); Camilla Bruni (Art Sharer @unacamillacontemporanea); Giorgio De Finis (Antropologo, artista, curatore e ideatore del MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove); Nicolas Ballario (Giornalista, autore e conduttore di programmi di arte contemporanea di Radio Uno Rai e di Sky Arte); Elena Bordignon (Giornalista e Fondatrice del sito ATPdiary).

Le video-interviste agli artisti internazionali che hanno realizzato una mostra a Base, invece, hanno messo in evidenza la loro personale scelta di aderire ad un progetto non profit – modalità differente dal solito agire per una mostra in un museo o in una galleria – per riflettere sul possibile ruolo dell’artista al tempo del sistema globale dell’arte e partecipare attivamente a una comunità specifica. Le prime dieci interviste agli artisti presi in questione sono: Pavel Büchler (2022); Francesco Arena (2020); Mircea Cantor (2022); Roman Ondak (2018); Patrick Tuttofuoco (2021); Runo Lagomarsino (2023); Francesco Jodice (2022); Christiane Löhr (2023); Ian Kiaer (2019); Armin Linke (2009).

La scelta degli intervistati all’interno del ciclo “corrispondenze” rispecchia due esigenze specifiche. La prima è quella di mappare una serie di attività e di spazi in Italia che hanno come comune denominatore quello di creare un progetto alternativo al sistema ufficiale al fine di proporre una rete per un dibattito collettivo. Il secondo è quello di far emergere non solo le biografie degli intervistati, ma soprattutto di dare importanza al metodo che hanno adottato per realizzare la loro visione indipendente. L’obbiettivo finale del progetto è quello, da una parte, di creare un archivio di esperienze e di percorsi – come una cassetta di attrezzi – utili per chi sceglierà in futuro di intraprendere questo percorso di progetto indipendente. Dall’altra parte è quello di riflettere proprio su come interpretiamo oggi questo termine. Definizione che deve fare i conti con la tradizione degli anni ’60 in cui gli spazi non profit nascevano per opporsi al nascente strapotere dell’influenza del mercato nel sistema dell’arte, ma anche con quella degli spazi fondati a metà anni 2000 e che corrispondeva a creare un nuovo senso di comunità rispetto a un territorio specifico per reagire al nuovo panorama globale messo in connessione dalla comunicazione digitale di internet che si stava sistematizzando proprio in quel momento.

Il programma di video-interviste del progetto Corrispondenze, diffuse sul canale YouTube di Base, riprenderà nei primi giorni di Gennaio 2024.

Il progetto CORRISPONDENZE è stato realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze.

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