Roma contemporanea: la Capitale si racconta oltre il mito della città eterna

Tempo stimato per la lettura: 4 minuti
Venerdì 26 giugno 2026, alle ore 10, la Sala della Protomoteca in Campidoglio ospiterà Roma contemporanea, un incontro dedicato al rapporto tra città, architettura e contemporaneità. L’iniziativa si propone di avviare una riflessione sulla trasformazione urbana della Capitale e sulla sua capacità di essere letta non soltanto come custode di un patrimonio millenario, ma anche come luogo dinamico di sperimentazione culturale e progettuale. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Roberto Gualtieri e dell’ambasciatore Umberto Vattani, il dibattito vedrà la partecipazione di studiosi, architetti e rappresentanti delle istituzioni culturali, chiamati a discutere il futuro di una città che continua a ridefinire la propria identità tra memoria e innovazione.
Leggi anche: Roma Terzo Millennio: la città che rinasce nel tempo presente
Superare la città-museo: una nuova narrazione per Roma
Per decenni Roma è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso il suo passato. Guide turistiche, itinerari culturali e immaginari collettivi hanno privilegiato la città antica e monumentale, riducendo la complessità della Capitale a un insieme di icone storiche. Il progetto Roma Terzo Millennio nasce proprio dalla volontà di superare questa visione limitante. L’obiettivo è restituire visibilità a una città che non ha mai smesso di evolversi e che continua a produrre architettura, cultura e innovazione. Roma viene così interpretata come organismo vivo, in continua trasformazione, capace di mettere in dialogo le proprie stratificazioni storiche con le sfide del presente. Una prospettiva che invita cittadini e visitatori a guardare oltre il centro storico per scoprire nuove geografie urbane.
Dalla Farnesina all’arte contemporanea: la costruzione di una nuova identità urbana
Uno dei passaggi fondamentali di questa riflessione riguarda il Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri e simbolo dell’architettura italiana del Novecento. Per lungo tempo percepito esclusivamente come edificio istituzionale, il complesso ha acquisito una nuova centralità culturale grazie all’introduzione della Collezione Farnesina. Circa trent’anni fa, opere d’arte contemporanea, installazioni e sculture hanno iniziato a dialogare con gli spazi architettonici del palazzo, modificandone profondamente la percezione. In un periodo in cui l’Italia non disponeva ancora di musei pubblici dedicati all’arte contemporanea, la Farnesina rappresentò un esperimento pionieristico che contribuì a inserire il linguaggio artistico del Novecento all’interno della vita istituzionale del Paese.
Il Tevere e il Distretto del Contemporaneo: la nuova geografia culturale della città
Il progetto Roma Terzo Millennio individua nel Tevere il principale asse di sviluppo della città contemporanea. Da semplice sfondo urbano, il fiume viene reinterpretato come infrastruttura culturale e territoriale capace di collegare architetture, quartieri e sistemi urbani differenti. Lungo la sua grande ansa settentrionale si concentra infatti un patrimonio straordinario che comprende il Foro Italico, le opere di Pier Luigi Nervi, gli interventi di Renzo Piano e le architetture firmate da Zaha Hadid. Questo insieme di luoghi e progettualità costituisce oggi il Distretto del Contemporaneo, una nuova chiave di lettura della Roma moderna che mette in evidenza il contributo dell’architettura del Novecento e del XXI secolo alla costruzione dell’identità urbana della Capitale.
Roma come una cometa proiettata verso il Mediterraneo
Dalla valorizzazione del Distretto del Contemporaneo emerge una visione ancora più ampia della città. Roma viene immaginata come una cometa: la testa coincide con il sistema culturale contemporaneo sviluppato lungo il Tevere, mentre la scia attraversa l’EUR, raggiunge Ostia e si apre verso il Mediterraneo. In questa prospettiva la Capitale recupera una vocazione strategica che supera i confini urbani e si collega alle grandi reti economiche e culturali internazionali. Il sistema portuale che si estende da Civitavecchia a Gaeta diventa parte integrante di una nuova idea di sviluppo territoriale. Roma non è più soltanto il centro della memoria storica italiana, ma una piattaforma capace di dialogare con il Mediterraneo contemporaneo e con le principali trasformazioni geopolitiche del nostro tempo.
La mostra Roma Terzo Millennio: un invito a scoprire la città del futuro
A sostenere questa riflessione contribuisce la mostra Roma Terzo Millennio, visitabile gratuitamente presso lo Spazio WeGil fino al 30 giugno 2026. L’esposizione propone una lettura inedita della Capitale attraverso progetti, immagini e narrazioni che mettono in evidenza il volto contemporaneo della città. Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19, inclusi i weekend, la mostra rappresenta un’occasione preziosa per approfondire i temi discussi durante l’incontro in Campidoglio. Più che un semplice percorso espositivo, il progetto si configura come un manifesto culturale che invita a ripensare Roma come una città in continua evoluzione, capace di custodire il proprio passato senza rinunciare a costruire il proprio futuro.
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Roma contemporanea: la Capitale si racconta oltre il mito della città eterna
Tempo stimato per la lettura: 12 minuti
Venerdì 26 giugno 2026, alle ore 10, la Sala della Protomoteca in Campidoglio ospiterà Roma contemporanea, un incontro dedicato al rapporto tra città, architettura e contemporaneità. L’iniziativa si propone di avviare una riflessione sulla trasformazione urbana della Capitale e sulla sua capacità di essere letta non soltanto come custode di un patrimonio millenario, ma anche come luogo dinamico di sperimentazione culturale e progettuale. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Roberto Gualtieri e dell’ambasciatore Umberto Vattani, il dibattito vedrà la partecipazione di studiosi, architetti e rappresentanti delle istituzioni culturali, chiamati a discutere il futuro di una città che continua a ridefinire la propria identità tra memoria e innovazione.
Leggi anche: Roma Terzo Millennio: la città che rinasce nel tempo presente
Superare la città-museo: una nuova narrazione per Roma
Per decenni Roma è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso il suo passato. Guide turistiche, itinerari culturali e immaginari collettivi hanno privilegiato la città antica e monumentale, riducendo la complessità della Capitale a un insieme di icone storiche. Il progetto Roma Terzo Millennio nasce proprio dalla volontà di superare questa visione limitante. L’obiettivo è restituire visibilità a una città che non ha mai smesso di evolversi e che continua a produrre architettura, cultura e innovazione. Roma viene così interpretata come organismo vivo, in continua trasformazione, capace di mettere in dialogo le proprie stratificazioni storiche con le sfide del presente. Una prospettiva che invita cittadini e visitatori a guardare oltre il centro storico per scoprire nuove geografie urbane.
Dalla Farnesina all’arte contemporanea: la costruzione di una nuova identità urbana
Uno dei passaggi fondamentali di questa riflessione riguarda il Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri e simbolo dell’architettura italiana del Novecento. Per lungo tempo percepito esclusivamente come edificio istituzionale, il complesso ha acquisito una nuova centralità culturale grazie all’introduzione della Collezione Farnesina. Circa trent’anni fa, opere d’arte contemporanea, installazioni e sculture hanno iniziato a dialogare con gli spazi architettonici del palazzo, modificandone profondamente la percezione. In un periodo in cui l’Italia non disponeva ancora di musei pubblici dedicati all’arte contemporanea, la Farnesina rappresentò un esperimento pionieristico che contribuì a inserire il linguaggio artistico del Novecento all’interno della vita istituzionale del Paese.
Il Tevere e il Distretto del Contemporaneo: la nuova geografia culturale della città
Il progetto Roma Terzo Millennio individua nel Tevere il principale asse di sviluppo della città contemporanea. Da semplice sfondo urbano, il fiume viene reinterpretato come infrastruttura culturale e territoriale capace di collegare architetture, quartieri e sistemi urbani differenti. Lungo la sua grande ansa settentrionale si concentra infatti un patrimonio straordinario che comprende il Foro Italico, le opere di Pier Luigi Nervi, gli interventi di Renzo Piano e le architetture firmate da Zaha Hadid. Questo insieme di luoghi e progettualità costituisce oggi il Distretto del Contemporaneo, una nuova chiave di lettura della Roma moderna che mette in evidenza il contributo dell’architettura del Novecento e del XXI secolo alla costruzione dell’identità urbana della Capitale.
Roma come una cometa proiettata verso il Mediterraneo
Dalla valorizzazione del Distretto del Contemporaneo emerge una visione ancora più ampia della città. Roma viene immaginata come una cometa: la testa coincide con il sistema culturale contemporaneo sviluppato lungo il Tevere, mentre la scia attraversa l’EUR, raggiunge Ostia e si apre verso il Mediterraneo. In questa prospettiva la Capitale recupera una vocazione strategica che supera i confini urbani e si collega alle grandi reti economiche e culturali internazionali. Il sistema portuale che si estende da Civitavecchia a Gaeta diventa parte integrante di una nuova idea di sviluppo territoriale. Roma non è più soltanto il centro della memoria storica italiana, ma una piattaforma capace di dialogare con il Mediterraneo contemporaneo e con le principali trasformazioni geopolitiche del nostro tempo.
La mostra Roma Terzo Millennio: un invito a scoprire la città del futuro
A sostenere questa riflessione contribuisce la mostra Roma Terzo Millennio, visitabile gratuitamente presso lo Spazio WeGil fino al 30 giugno 2026. L’esposizione propone una lettura inedita della Capitale attraverso progetti, immagini e narrazioni che mettono in evidenza il volto contemporaneo della città. Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19, inclusi i weekend, la mostra rappresenta un’occasione preziosa per approfondire i temi discussi durante l’incontro in Campidoglio. Più che un semplice percorso espositivo, il progetto si configura come un manifesto culturale che invita a ripensare Roma come una città in continua evoluzione, capace di custodire il proprio passato senza rinunciare a costruire il proprio futuro.






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