Due leggende del cinema italiano alla Cinémathèque française: Claudia Cardinale e Lina Wertmüller in retrospettiva

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 7 Giugno 2026

Tempo stimato per la lettura: 5,7 minuti

L’estate 2026 della Cinémathèque française si tinge di italiano con due importanti retrospettive dedicate a Lina Wertmüller e Claudia Cardinale, due protagoniste che hanno contribuito in maniera decisiva alla storia del cinema mondiale. Non si tratta di un’unica rassegna, bensì di due percorsi distinti che si intrecciano nel calendario, offrendo al pubblico parigino un viaggio attraverso oltre sessant’anni di cinema. La retrospettiva dedicata alla regista romana si svolge dall’11 al 28 giugno 2026, mentre quella dedicata all’attrice italo-tunisina è in programma dal 24 giugno all’11 luglio 2026. Organizzate in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, le due iniziative rappresentano uno dei momenti più significativi della stagione culturale francese, riaffermando il ruolo della Cinémathèque come punto di riferimento internazionale nella valorizzazione del patrimonio cinematografico.

Lina Wertmüller, una regista rivoluzionaria che ha aperto nuove strade al cinema internazionale

La retrospettiva dedicata a Lina Wertmüller ripercorre l’intera carriera di un’autrice che ha saputo cambiare il volto del cinema italiano e internazionale. Nata a Roma nel 1928 e scomparsa nel 2021, Wertmüller è stata una pioniera sotto molti aspetti. Dopo gli esordi come assistente di Federico Fellini, ha sviluppato uno stile personalissimo nel quale commedia, satira politica, denuncia sociale e teatro convivono con una straordinaria libertà narrativa. Nel 1977 è entrata nella storia diventando la prima donna candidata all’Oscar per la miglior regia grazie a Pasqualino Settebellezze, un riconoscimento arrivato in un’epoca in cui il mestiere del regista era quasi esclusivamente maschile. La rassegna della Cinémathèque presenta copie restaurate di alcuni dei suoi capolavori, tra cui I basilischi, Mimì metallurgico ferito nell’onore, Film d’amore e d’anarchia, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto e naturalmente Pasqualino Settebellezze, permettendo di cogliere l’evoluzione di un cinema capace di affrontare i grandi temi della politica, della lotta di classe, del potere e dei rapporti tra uomini e donne con un linguaggio provocatorio e sorprendentemente moderno.

Il coraggio di una regista fuori dagli schemi

Rivedere oggi i film di Lina Wertmüller significa confrontarsi con un cinema che continua a interrogare lo spettatore. Le sue opere hanno spesso diviso la critica, ma nessuno ha mai potuto negarne l’originalità. I personaggi sono eccessivi, i dialoghi taglienti, le situazioni al limite del grottesco; dietro questa apparente esuberanza si nasconde però una lucida analisi della società italiana e dei suoi conflitti. Wertmüller ha raccontato come pochi altri le contraddizioni del Novecento, affrontando il fascismo, il maschilismo, le disuguaglianze economiche e il rapporto tra ideologia e potere senza mai rinunciare all’ironia. La retrospettiva parigina restituisce così la complessità di una regista che ha influenzato generazioni di autori e che oggi viene sempre più riconosciuta come una delle grandi firme del cinema europeo del secondo dopoguerra.

Claudia Cardinale, il fascino e il talento di una diva senza tempo

Dal 24 giugno all’11 luglio 2026 la Cinémathèque française dedica una grande retrospettiva a Claudia Cardinale, una delle attrici più amate della storia del cinema italiano. L’omaggio assume un valore ancora più significativo perché arriva a pochi mesi dalla sua scomparsa, avvenuta nel settembre 2025, e rappresenta una celebrazione della sua straordinaria eredità artistica. Il programma riunisce oltre venti film che raccontano una carriera eccezionale, iniziata alla fine degli anni Cinquanta e proseguita per oltre sei decenni. Cardinale non è stata soltanto una delle grandi dive del cinema europeo, ma un’interprete capace di attraversare generi diversi mantenendo sempre una forte identità artistica. Il pubblico francese potrà riscoprirla nei film che l’hanno resa celebre, ma anche in opere meno conosciute che testimoniano la sua versatilità e il suo continuo desiderio di sperimentare.

Dai grandi maestri italiani ai set internazionali

Poche attrici possono vantare una filmografia paragonabile a quella di Claudia Cardinale. La sua carriera si intreccia con i nomi più prestigiosi della storia del cinema: Luchino Visconti, Federico Fellini, Mario Monicelli, Pietro Germi, Mauro Bolognini, Valerio Zurlini, Sergio Leone, Luigi Comencini e molti altri. Film come Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo, , La ragazza con la valigia e C’era una volta il West appartengono ormai al patrimonio universale del cinema. Cardinale ha saputo interpretare donne forti, fragili, ironiche e drammatiche con una naturalezza rara, evitando di essere imprigionata nell’immagine della semplice diva. Il suo volto è diventato uno dei simboli del cinema italiano degli anni Sessanta, ma la sua forza interpretativa le ha permesso di costruire una carriera molto più ampia e complessa, lavorando anche in Francia, negli Stati Uniti e in numerose produzioni internazionali.

Due protagoniste, due percorsi diversi, un’unica eredità culturale

Accostare Lina Wertmüller e Claudia Cardinale significa mettere in dialogo due esperienze artistiche differenti ma complementari. La prima ha rivoluzionato il linguaggio della regia, imponendo uno sguardo femminile libero e anticonformista in un settore dominato dagli uomini; la seconda ha ridefinito il ruolo dell’attrice nel cinema moderno, collaborando con alcuni dei più grandi autori del Novecento e dando vita a personaggi che hanno segnato l’immaginario collettivo. Entrambe hanno contribuito a diffondere nel mondo un’immagine dell’Italia ricca di contraddizioni, passione e vitalità culturale. Le loro opere continuano a essere studiate nelle scuole di cinema e amate da nuove generazioni di spettatori, dimostrando come il grande cinema sappia attraversare il tempo senza perdere forza espressiva.

Un mese dedicato al grande cinema italiano

Con queste due retrospettive la Cinémathèque française conferma la propria attenzione nei confronti del cinema italiano, da sempre considerato uno dei pilastri della cultura cinematografica europea. La contemporanea presenza dei cicli dedicati a Lina Wertmüller e Claudia Cardinale offre un’occasione rara per riscoprire due figure fondamentali che, da prospettive diverse, hanno contribuito a scrivere pagine decisive della storia della settima arte. Regista e attrice, autrice e interprete, innovazione e tradizione si incontrano in un programma che restituisce tutta la ricchezza di una stagione irripetibile del nostro cinema. Per il pubblico francese e internazionale è un invito a rivedere grandi classici sul grande schermo, ma anche a riflettere sull’attualità di due percorsi artistici che continuano a parlare al presente. In un’epoca in cui il ruolo delle donne nel cinema è finalmente al centro del dibattito culturale, la scelta della Cinémathèque assume anche un valore simbolico: celebra due protagoniste che, con talento, determinazione e straordinaria personalità, hanno aperto nuove strade e lasciato un’eredità destinata a rimanere viva ancora per molto tempo.

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L’estate 2026 della Cinémathèque française si tinge di italiano con due importanti retrospettive dedicate a Lina Wertmüller e Claudia Cardinale, due protagoniste che hanno contribuito in maniera decisiva alla storia del cinema mondiale. Non si tratta di un’unica rassegna, bensì di due percorsi distinti che si intrecciano nel calendario, offrendo al pubblico parigino un viaggio attraverso oltre sessant’anni di cinema. La retrospettiva dedicata alla regista romana si svolge dall’11 al 28 giugno 2026, mentre quella dedicata all’attrice italo-tunisina è in programma dal 24 giugno all’11 luglio 2026. Organizzate in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, le due iniziative rappresentano uno dei momenti più significativi della stagione culturale francese, riaffermando il ruolo della Cinémathèque come punto di riferimento internazionale nella valorizzazione del patrimonio cinematografico.

Lina Wertmüller, una regista rivoluzionaria che ha aperto nuove strade al cinema internazionale

La retrospettiva dedicata a Lina Wertmüller ripercorre l’intera carriera di un’autrice che ha saputo cambiare il volto del cinema italiano e internazionale. Nata a Roma nel 1928 e scomparsa nel 2021, Wertmüller è stata una pioniera sotto molti aspetti. Dopo gli esordi come assistente di Federico Fellini, ha sviluppato uno stile personalissimo nel quale commedia, satira politica, denuncia sociale e teatro convivono con una straordinaria libertà narrativa. Nel 1977 è entrata nella storia diventando la prima donna candidata all’Oscar per la miglior regia grazie a Pasqualino Settebellezze, un riconoscimento arrivato in un’epoca in cui il mestiere del regista era quasi esclusivamente maschile. La rassegna della Cinémathèque presenta copie restaurate di alcuni dei suoi capolavori, tra cui I basilischi, Mimì metallurgico ferito nell’onore, Film d’amore e d’anarchia, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto e naturalmente Pasqualino Settebellezze, permettendo di cogliere l’evoluzione di un cinema capace di affrontare i grandi temi della politica, della lotta di classe, del potere e dei rapporti tra uomini e donne con un linguaggio provocatorio e sorprendentemente moderno.

Il coraggio di una regista fuori dagli schemi

Rivedere oggi i film di Lina Wertmüller significa confrontarsi con un cinema che continua a interrogare lo spettatore. Le sue opere hanno spesso diviso la critica, ma nessuno ha mai potuto negarne l’originalità. I personaggi sono eccessivi, i dialoghi taglienti, le situazioni al limite del grottesco; dietro questa apparente esuberanza si nasconde però una lucida analisi della società italiana e dei suoi conflitti. Wertmüller ha raccontato come pochi altri le contraddizioni del Novecento, affrontando il fascismo, il maschilismo, le disuguaglianze economiche e il rapporto tra ideologia e potere senza mai rinunciare all’ironia. La retrospettiva parigina restituisce così la complessità di una regista che ha influenzato generazioni di autori e che oggi viene sempre più riconosciuta come una delle grandi firme del cinema europeo del secondo dopoguerra.

Claudia Cardinale, il fascino e il talento di una diva senza tempo

Dal 24 giugno all’11 luglio 2026 la Cinémathèque française dedica una grande retrospettiva a Claudia Cardinale, una delle attrici più amate della storia del cinema italiano. L’omaggio assume un valore ancora più significativo perché arriva a pochi mesi dalla sua scomparsa, avvenuta nel settembre 2025, e rappresenta una celebrazione della sua straordinaria eredità artistica. Il programma riunisce oltre venti film che raccontano una carriera eccezionale, iniziata alla fine degli anni Cinquanta e proseguita per oltre sei decenni. Cardinale non è stata soltanto una delle grandi dive del cinema europeo, ma un’interprete capace di attraversare generi diversi mantenendo sempre una forte identità artistica. Il pubblico francese potrà riscoprirla nei film che l’hanno resa celebre, ma anche in opere meno conosciute che testimoniano la sua versatilità e il suo continuo desiderio di sperimentare.

Dai grandi maestri italiani ai set internazionali

Poche attrici possono vantare una filmografia paragonabile a quella di Claudia Cardinale. La sua carriera si intreccia con i nomi più prestigiosi della storia del cinema: Luchino Visconti, Federico Fellini, Mario Monicelli, Pietro Germi, Mauro Bolognini, Valerio Zurlini, Sergio Leone, Luigi Comencini e molti altri. Film come Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo, , La ragazza con la valigia e C’era una volta il West appartengono ormai al patrimonio universale del cinema. Cardinale ha saputo interpretare donne forti, fragili, ironiche e drammatiche con una naturalezza rara, evitando di essere imprigionata nell’immagine della semplice diva. Il suo volto è diventato uno dei simboli del cinema italiano degli anni Sessanta, ma la sua forza interpretativa le ha permesso di costruire una carriera molto più ampia e complessa, lavorando anche in Francia, negli Stati Uniti e in numerose produzioni internazionali.

Due protagoniste, due percorsi diversi, un’unica eredità culturale

Accostare Lina Wertmüller e Claudia Cardinale significa mettere in dialogo due esperienze artistiche differenti ma complementari. La prima ha rivoluzionato il linguaggio della regia, imponendo uno sguardo femminile libero e anticonformista in un settore dominato dagli uomini; la seconda ha ridefinito il ruolo dell’attrice nel cinema moderno, collaborando con alcuni dei più grandi autori del Novecento e dando vita a personaggi che hanno segnato l’immaginario collettivo. Entrambe hanno contribuito a diffondere nel mondo un’immagine dell’Italia ricca di contraddizioni, passione e vitalità culturale. Le loro opere continuano a essere studiate nelle scuole di cinema e amate da nuove generazioni di spettatori, dimostrando come il grande cinema sappia attraversare il tempo senza perdere forza espressiva.

Un mese dedicato al grande cinema italiano

Con queste due retrospettive la Cinémathèque française conferma la propria attenzione nei confronti del cinema italiano, da sempre considerato uno dei pilastri della cultura cinematografica europea. La contemporanea presenza dei cicli dedicati a Lina Wertmüller e Claudia Cardinale offre un’occasione rara per riscoprire due figure fondamentali che, da prospettive diverse, hanno contribuito a scrivere pagine decisive della storia della settima arte. Regista e attrice, autrice e interprete, innovazione e tradizione si incontrano in un programma che restituisce tutta la ricchezza di una stagione irripetibile del nostro cinema. Per il pubblico francese e internazionale è un invito a rivedere grandi classici sul grande schermo, ma anche a riflettere sull’attualità di due percorsi artistici che continuano a parlare al presente. In un’epoca in cui il ruolo delle donne nel cinema è finalmente al centro del dibattito culturale, la scelta della Cinémathèque assume anche un valore simbolico: celebra due protagoniste che, con talento, determinazione e straordinaria personalità, hanno aperto nuove strade e lasciato un’eredità destinata a rimanere viva ancora per molto tempo.

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