City Ravioli, a Roma Est il cibo diventa una mappa culturale

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 5 Ottobre 2026

Tempo stimato per la lettura: 3,8 minuti

Dal 16 al 31 ottobre 2026 Pigneto, Torpignattara e Centocelle diventano un unico grande spazio culturale. È City Ravioli – Culture alla carta, festival diffuso ideato e curato da TWM Factory, che mette insieme arte, cucina e comunità attraverso laboratori, performance, talk, degustazioni, mostre, proiezioni e momenti conviviali. Più che un festival gastronomico, un modo per attraversare Roma Est partendo da ciò che si mangia e, soprattutto, da chi lo prepara e lo racconta.

Un raviolo, molte città

Il raviolo è il pretesto e il filo rosso. Una forma riconoscibile che cambia nome, impasto e ripieno a seconda delle geografie e delle memorie. Da qui parte un programma che mette in relazione ravioli cinesi, cucina curdo-meticcia, tradizioni palestinesi e ricette familiari. Nel Municipio Roma V, dove secondo i dati di Roma Capitale al 31 dicembre 2025 il 18,3% dei residenti ha cittadinanza straniera, il cibo diventa così un modo concreto per parlare di una città già profondamente plurale.

La città fuori dai percorsi abituali

City Ravioli non costruisce un unico itinerario. Il pubblico è invitato a comporre il proprio percorso tra ristoranti, botteghe, librerie, studi d’artista e spazi culturali. Una mappa, disponibile online e nei luoghi del festival, permette di passare da un quartiere all’altro scegliendo liberamente le tappe. Il risultato è una geografia culturale dal basso, fatta di attività che esistono già e che per due settimane vengono messe in relazione.

Pigneto, tra ceramica e ravioli cinesi

Al Pigneto il festival comincia il 16 ottobre con L’ombelico di Venere di UTOL Ceramica, laboratorio dedicato alla modellazione e ispirato alla forma del tortellino. Da Mercurio Pigneto un talk mette invece in dialogo gli artisti di Condotto 48 con la chef e creator Irene Volpe. Il 17 ottobre Spazio Cosmo propone cinema e cucina vegana con la proiezione di Maledetti Vegani. Il giorno successivo BBQ Ken porta il pubblico dentro la preparazione dei ravioli cinesi, dalla lavorazione della pasta alla chiusura fino alla degustazione.

Torpignattara, le ricette come memoria

A Torpignattara il festival entra ancora più direttamente nelle storie delle comunità. Il 23 ottobre Bazar Taverna Curdo Meticcia ospita Dal Kurdistan a Torpignattara, incontro sulle culture migranti e diasporiche accompagnato da un buffet curdo-meticcio. Alla Libreria Tempesta in Testa, il 24 ottobre, una lettura animata per bambini diventa l’occasione per parlare di dim sum e creatività.

Tra il 24 e il 25 ottobre Okapi propone invece Archivio presente e Il ricettario della domenica, un progetto costruito attraverso ricette, fotografie d’epoca, testimonianze e liste della spesa. Al Parco Sangalli, il 25 ottobre, SOS Sangalli Open Sagra porta il festival nello spazio pubblico con un pranzo sociale realizzato insieme alle realtà del quartiere.

Centocelle, dalla tavola alla performance

Anche Centocelle costruisce il proprio menù. Il 24 ottobre L’Arte Perfetta e Menabò dedicano una giornata alla tavola e all’impiattamento, tra pittura su porcellana, dimostrazioni e aperitivo. Studio Palmira ospita invece IDENTITeat – ML, Much Love, Much Laugh, performance di Progetto Fatuo organizzata come un picnic sensoriale.

Alla Libreria El Topo, Pop Palestine unisce libri, conversazione, pop-up stand e buffet palestinese. Ancora una volta il cibo non arriva come semplice accompagnamento, ma come parte del racconto culturale.

Un festival senza biglietto d’ingresso

Una delle caratteristiche più interessanti di City Ravioli è la scelta di mantenere gran parte delle iniziative gratuite. Alcuni appuntamenti richiedono la prenotazione e possono prevedere un costo, ma l’idea generale è quella di costruire occasioni di incontro accessibili, fuori dalla logica dell’evento gastronomico come esperienza da consumare.

Il progetto nasce con il contributo di Roma Capitale – Municipio Roma V nell’ambito di“Quartieri in scena – Cultura, Comunità e Tradizione nel Municipio Roma V e affianca ai 13 appuntamenti curati direttamente da TWM Factory un Circuito OFF composto dalle iniziative delle realtà locali.

Roma Est si racconta a tavola

Il punto interessante di City Ravioli è forse proprio questo: non inventare una comunità, ma provare a renderla visibile. Per due settimane Pigneto, Torpignattara e Centocelle diventano tappe di un percorso costruito attraverso piatti, racconti, laboratori e persone. Il raviolo serve da guida, ma il vero tema è la città: quella che si riconosce nelle cucine di casa, nelle botteghe, nei nuovi locali e nelle associazioni, e che trova attorno a un tavolo un modo semplice per conoscersi.

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Published On: 5 Ottobre 2026

About the Author: Redazione ViviCreativo

Tempo stimato per la lettura: 11 minuti

Dal 16 al 31 ottobre 2026 Pigneto, Torpignattara e Centocelle diventano un unico grande spazio culturale. È City Ravioli – Culture alla carta, festival diffuso ideato e curato da TWM Factory, che mette insieme arte, cucina e comunità attraverso laboratori, performance, talk, degustazioni, mostre, proiezioni e momenti conviviali. Più che un festival gastronomico, un modo per attraversare Roma Est partendo da ciò che si mangia e, soprattutto, da chi lo prepara e lo racconta.

Un raviolo, molte città

Il raviolo è il pretesto e il filo rosso. Una forma riconoscibile che cambia nome, impasto e ripieno a seconda delle geografie e delle memorie. Da qui parte un programma che mette in relazione ravioli cinesi, cucina curdo-meticcia, tradizioni palestinesi e ricette familiari. Nel Municipio Roma V, dove secondo i dati di Roma Capitale al 31 dicembre 2025 il 18,3% dei residenti ha cittadinanza straniera, il cibo diventa così un modo concreto per parlare di una città già profondamente plurale.

La città fuori dai percorsi abituali

City Ravioli non costruisce un unico itinerario. Il pubblico è invitato a comporre il proprio percorso tra ristoranti, botteghe, librerie, studi d’artista e spazi culturali. Una mappa, disponibile online e nei luoghi del festival, permette di passare da un quartiere all’altro scegliendo liberamente le tappe. Il risultato è una geografia culturale dal basso, fatta di attività che esistono già e che per due settimane vengono messe in relazione.

Pigneto, tra ceramica e ravioli cinesi

Al Pigneto il festival comincia il 16 ottobre con L’ombelico di Venere di UTOL Ceramica, laboratorio dedicato alla modellazione e ispirato alla forma del tortellino. Da Mercurio Pigneto un talk mette invece in dialogo gli artisti di Condotto 48 con la chef e creator Irene Volpe. Il 17 ottobre Spazio Cosmo propone cinema e cucina vegana con la proiezione di Maledetti Vegani. Il giorno successivo BBQ Ken porta il pubblico dentro la preparazione dei ravioli cinesi, dalla lavorazione della pasta alla chiusura fino alla degustazione.

Torpignattara, le ricette come memoria

A Torpignattara il festival entra ancora più direttamente nelle storie delle comunità. Il 23 ottobre Bazar Taverna Curdo Meticcia ospita Dal Kurdistan a Torpignattara, incontro sulle culture migranti e diasporiche accompagnato da un buffet curdo-meticcio. Alla Libreria Tempesta in Testa, il 24 ottobre, una lettura animata per bambini diventa l’occasione per parlare di dim sum e creatività.

Tra il 24 e il 25 ottobre Okapi propone invece Archivio presente e Il ricettario della domenica, un progetto costruito attraverso ricette, fotografie d’epoca, testimonianze e liste della spesa. Al Parco Sangalli, il 25 ottobre, SOS Sangalli Open Sagra porta il festival nello spazio pubblico con un pranzo sociale realizzato insieme alle realtà del quartiere.

Centocelle, dalla tavola alla performance

Anche Centocelle costruisce il proprio menù. Il 24 ottobre L’Arte Perfetta e Menabò dedicano una giornata alla tavola e all’impiattamento, tra pittura su porcellana, dimostrazioni e aperitivo. Studio Palmira ospita invece IDENTITeat – ML, Much Love, Much Laugh, performance di Progetto Fatuo organizzata come un picnic sensoriale.

Alla Libreria El Topo, Pop Palestine unisce libri, conversazione, pop-up stand e buffet palestinese. Ancora una volta il cibo non arriva come semplice accompagnamento, ma come parte del racconto culturale.

Un festival senza biglietto d’ingresso

Una delle caratteristiche più interessanti di City Ravioli è la scelta di mantenere gran parte delle iniziative gratuite. Alcuni appuntamenti richiedono la prenotazione e possono prevedere un costo, ma l’idea generale è quella di costruire occasioni di incontro accessibili, fuori dalla logica dell’evento gastronomico come esperienza da consumare.

Il progetto nasce con il contributo di Roma Capitale – Municipio Roma V nell’ambito di“Quartieri in scena – Cultura, Comunità e Tradizione nel Municipio Roma V e affianca ai 13 appuntamenti curati direttamente da TWM Factory un Circuito OFF composto dalle iniziative delle realtà locali.

Roma Est si racconta a tavola

Il punto interessante di City Ravioli è forse proprio questo: non inventare una comunità, ma provare a renderla visibile. Per due settimane Pigneto, Torpignattara e Centocelle diventano tappe di un percorso costruito attraverso piatti, racconti, laboratori e persone. Il raviolo serve da guida, ma il vero tema è la città: quella che si riconosce nelle cucine di casa, nelle botteghe, nei nuovi locali e nelle associazioni, e che trova attorno a un tavolo un modo semplice per conoscersi.

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