Artecinema 2026, l’arte contemporanea passa dallo schermo

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 5 Ottobre 2026

Tempo stimato per la lettura: 4,1 minuti

Dal 8 all’11 ottobre 2026 Napoli torna a trasformarsi in una sala cinematografica dedicata all’arte. La 31ª edizione di Artecinema, festival internazionale di film sull’arte contemporanea nato nel 1996, porta al Teatro San Carlo e al Teatro Augusteo documentari, ritratti d’artista e film d’archivio che attraversano arte, fotografia, architettura e design. Un programma internazionale che usa il cinema per avvicinarsi agli artisti, ai loro gesti e ai luoghi in cui il lavoro prende forma.

Fontana apre il festival

Si comincia l’8 ottobre al Teatro San Carlo con Lucio Fontana — The Final Cut di Andrea Bettinetti. Il film ripercorre la vita e la ricerca dell’artista attraverso materiali d’archivio, opere e testimonianze, dal suo studio di Comabbio alla Milano del dopoguerra, fino all’Argentina e ai musei europei. Un viaggio dentro l’artista dei tagli, ma anche dentro il rapporto fra materia, spazio e gesto che ha cambiato l’arte del Novecento.

Donne, memoria, riscoperte

Il 9 ottobre il programma si muove tra figure che la storia dell’arte ha raccontato in modo diseguale. The Double Life of Hilma af Klint riporta al centro la pittrice svedese e la sua vicenda artistica; Tenga duro signorina! Isabella Ducrot Unlimited segue invece la ricerca di Isabella Ducrot. Nella stessa giornata arriva Anna and the Infinite Line — The Forgotten Her Story, mentre Elisabetta Di Maggio. Leaves of Me, presentato in anteprima mondiale, entra nel mondo dell’artista attraverso il suo lavoro.

Leggi anche: Hilma af Klint, l’astrazione prima dell’astrazione: il tempo ritrovato al Grand Palais

L’arte come gesto

Una delle linee più interessanti dell’edizione è Klash! L’art en acte, serie di brevi film dedicati ad azioni artistiche radicali. In programma compaiono Olafur Eliasson, Klaus Littmann, Gianni Motti e Vanessa Beecroft, seguiti il giorno dopo da Kimsooja, Regina José Galindo, ORLAN e Valie Export. Pochi minuti per artista, senza troppe spiegazioni: resta l’azione, e con essa la domanda su cosa possa ancora fare un gesto artistico nello spazio pubblico.

Da Ai Weiwei a Tomás Saraceno

Il 10 ottobre il programma allarga ulteriormente lo sguardo. Ai Weiwei’s Turandot racconta il rapporto dell’artista cinese con l’opera di Puccini e con il teatro; Yoichi Ohira: Japan in Murano mette invece in relazione la tradizione del vetro veneziano con la ricerca del maestro giapponese. Ci sono poi Ragnar Kjartansson e Tomás Saraceno, due artisti contemporanei raccontati attraverso gli episodi di Art21.

Napoli, l’architettura e la memoria

Una presenza particolarmente interessante è quella di Corvino+Multari. La nostra opera non esiste, anteprima mondiale dedicata ai due architetti napoletani. Il film ripercorre trent’anni di progetti, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte al Pirelli di Milano, passando per Mantova Hub e Piazza dei Bruzi a Cosenza. Più che celebrare le opere, il documentario mette in discussione il significato stesso del costruire oggi: come trasformare una città senza cancellarne la memoria?

Anche la fotografia diventa racconto

La sezione fotografia porta al festival storie molto diverse. Tina: Art, Love, and Revolution ricostruisce la vita della fotografa Tina Modotti, tra ricerca artistica, impegno politico e relazioni con Edward Weston e Vittorio Vidali. L’11 ottobre arriva invece Ferdinando Scianna — Il fotografo dell’ombra, dedicato a uno dei grandi nomi della fotografia italiana. Non soltanto immagini, dunque, ma le vite, le scelte e le ossessioni che stanno dietro a quelle immagini.

Leggi anche: Tina Modotti al Jeu de Paume: la fotografia come gesto politico

Le donne cancellate dalla storia dell’architettura

Tra gli appuntamenti da segnare c’è anche Out of the Picture, in anteprima italiana. Il film di An.Ash Smolar parte da una domanda semplice e ancora scomoda: dove sono finite le donne che hanno progettato l’architettura contemporanea? Il documentario recupera figure rimaste ai margini di una storia dominata dagli uomini, tra cui Denise Scott Brown, e prova a rimettere in ordine una memoria professionale fatta anche di omissioni.

Quattro giorni per guardare l’arte da vicino

È questa, in fondo, la formula di Artecinema: documentari, biografie, materiali d’archivio e film girati negli atelier o dietro le quinte di grandi progetti. Un festival che non pretende di sostituire il museo, ma usa il cinema per avvicinarsi a ciò che nel museo spesso rimane fuori campo: l’artista al lavoro, il dubbio, il fallimento, il cantiere, la vita prima e dopo l’opera. Quest’autunno, a Napoli, il cinema diventa ancora una volta un modo per entrare nell’arte senza doverla necessariamente spiegare.

 

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Published On: 5 Ottobre 2026

About the Author: Redazione ViviCreativo

Tempo stimato per la lettura: 12 minuti

Dal 8 all’11 ottobre 2026 Napoli torna a trasformarsi in una sala cinematografica dedicata all’arte. La 31ª edizione di Artecinema, festival internazionale di film sull’arte contemporanea nato nel 1996, porta al Teatro San Carlo e al Teatro Augusteo documentari, ritratti d’artista e film d’archivio che attraversano arte, fotografia, architettura e design. Un programma internazionale che usa il cinema per avvicinarsi agli artisti, ai loro gesti e ai luoghi in cui il lavoro prende forma.

Fontana apre il festival

Si comincia l’8 ottobre al Teatro San Carlo con Lucio Fontana — The Final Cut di Andrea Bettinetti. Il film ripercorre la vita e la ricerca dell’artista attraverso materiali d’archivio, opere e testimonianze, dal suo studio di Comabbio alla Milano del dopoguerra, fino all’Argentina e ai musei europei. Un viaggio dentro l’artista dei tagli, ma anche dentro il rapporto fra materia, spazio e gesto che ha cambiato l’arte del Novecento.

Donne, memoria, riscoperte

Il 9 ottobre il programma si muove tra figure che la storia dell’arte ha raccontato in modo diseguale. The Double Life of Hilma af Klint riporta al centro la pittrice svedese e la sua vicenda artistica; Tenga duro signorina! Isabella Ducrot Unlimited segue invece la ricerca di Isabella Ducrot. Nella stessa giornata arriva Anna and the Infinite Line — The Forgotten Her Story, mentre Elisabetta Di Maggio. Leaves of Me, presentato in anteprima mondiale, entra nel mondo dell’artista attraverso il suo lavoro.

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L’arte come gesto

Una delle linee più interessanti dell’edizione è Klash! L’art en acte, serie di brevi film dedicati ad azioni artistiche radicali. In programma compaiono Olafur Eliasson, Klaus Littmann, Gianni Motti e Vanessa Beecroft, seguiti il giorno dopo da Kimsooja, Regina José Galindo, ORLAN e Valie Export. Pochi minuti per artista, senza troppe spiegazioni: resta l’azione, e con essa la domanda su cosa possa ancora fare un gesto artistico nello spazio pubblico.

Da Ai Weiwei a Tomás Saraceno

Il 10 ottobre il programma allarga ulteriormente lo sguardo. Ai Weiwei’s Turandot racconta il rapporto dell’artista cinese con l’opera di Puccini e con il teatro; Yoichi Ohira: Japan in Murano mette invece in relazione la tradizione del vetro veneziano con la ricerca del maestro giapponese. Ci sono poi Ragnar Kjartansson e Tomás Saraceno, due artisti contemporanei raccontati attraverso gli episodi di Art21.

Napoli, l’architettura e la memoria

Una presenza particolarmente interessante è quella di Corvino+Multari. La nostra opera non esiste, anteprima mondiale dedicata ai due architetti napoletani. Il film ripercorre trent’anni di progetti, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte al Pirelli di Milano, passando per Mantova Hub e Piazza dei Bruzi a Cosenza. Più che celebrare le opere, il documentario mette in discussione il significato stesso del costruire oggi: come trasformare una città senza cancellarne la memoria?

Anche la fotografia diventa racconto

La sezione fotografia porta al festival storie molto diverse. Tina: Art, Love, and Revolution ricostruisce la vita della fotografa Tina Modotti, tra ricerca artistica, impegno politico e relazioni con Edward Weston e Vittorio Vidali. L’11 ottobre arriva invece Ferdinando Scianna — Il fotografo dell’ombra, dedicato a uno dei grandi nomi della fotografia italiana. Non soltanto immagini, dunque, ma le vite, le scelte e le ossessioni che stanno dietro a quelle immagini.

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Le donne cancellate dalla storia dell’architettura

Tra gli appuntamenti da segnare c’è anche Out of the Picture, in anteprima italiana. Il film di An.Ash Smolar parte da una domanda semplice e ancora scomoda: dove sono finite le donne che hanno progettato l’architettura contemporanea? Il documentario recupera figure rimaste ai margini di una storia dominata dagli uomini, tra cui Denise Scott Brown, e prova a rimettere in ordine una memoria professionale fatta anche di omissioni.

Quattro giorni per guardare l’arte da vicino

È questa, in fondo, la formula di Artecinema: documentari, biografie, materiali d’archivio e film girati negli atelier o dietro le quinte di grandi progetti. Un festival che non pretende di sostituire il museo, ma usa il cinema per avvicinarsi a ciò che nel museo spesso rimane fuori campo: l’artista al lavoro, il dubbio, il fallimento, il cantiere, la vita prima e dopo l’opera. Quest’autunno, a Napoli, il cinema diventa ancora una volta un modo per entrare nell’arte senza doverla necessariamente spiegare.

 

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