Flash Art Italia Award 2026: ecco tutti i vincitori della seconda edizione

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 7 Febbraio 2026

Tempo stimato per la lettura: 9,9 minuti

Il Cinema Modernissimo di Bologna si è trasformato, il 6 febbraio 2026, in un osservatorio sull’arte contemporanea italiana. Qui si è svolta la cerimonia della seconda edizione del Flash Art Italia Award, il riconoscimento ideato e promosso da Flash Art Italia sotto la direzione di Cristiano Seganfreddo.

Più che una semplice premiazione, la serata ha assunto la forma di un momento collettivo: artisti, curatori, galleristi, istituzioni, operatori culturali e pubblico si sono ritrovati dentro uno stesso spazio per riconoscere pratiche e figure che stanno contribuendo a definire il presente dell’arte italiana.

Un premio che vuole leggere il presente

Il Flash Art Italia Award nasce con un’ambizione precisa: non limitarsi a celebrare il sistema dell’arte, ma osservarlo criticamente. Le nove categorie del premio compongono una mappa volutamente ampia, nella quale convivono artisti, curatori, gallerie, project space, istituzioni, moda, territori e scrittura.

Il riconoscimento diventa così uno strumento per mettere in relazione realtà differenti e fotografare un sistema culturale che, pur frammentato, continua a produrre ricerca, sperimentazione e nuovi modelli di relazione tra arte e società.

La collaborazione con Arte Fiera rafforza inoltre il ruolo di Bologna durante i giorni di ART CITY, quando la città diventa uno dei principali punti di incontro italiani per il sistema dell’arte contemporanea.

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, il premio speciale

Ad aprire la serata è stato un riconoscimento a sorpresa a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, premiata per il ruolo centrale e generativo svolto nello sviluppo dell’arte contemporanea negli ultimi trent’anni.

Una scelta particolarmente significativa, anche perché Sandretto Re Rebaudengo ha presieduto la giuria di questa seconda edizione. Il premio speciale riconosce una figura che ha contribuito alla costruzione di un sistema nel quale collezionismo, produzione culturale, sostegno agli artisti e istituzioni possono dialogare.

La sua presenza alla guida della giuria aggiunge dunque alla serata una sorta di doppio movimento: da una parte il riconoscimento di una carriera ormai storica, dall’altra lo sguardo rivolto alle generazioni e alle pratiche che stanno costruendo il prossimo capitolo dell’arte italiana.

Benni Bosetto è l’artista dell’anno

Il Premio Artista è stato assegnato a Benni Bosetto, riconoscendo una ricerca che attraversa materia, corpo e immaginario attraverso processi stratificati e lontani da una narrazione lineare. La giuria ha sottolineato la capacità dell’artista di costruire un linguaggio personale e riconoscibile, capace di confrontarsi con il presente senza ricorrere a semplificazioni formali o tematiche.

È una scelta che premia una pratica nella quale il corpo non è soltanto soggetto, ma diventa superficie di trasformazione, archivio e campo di tensione. L’opera si costruisce per accumulo, attraverso associazioni e slittamenti che lasciano spazio all’ambiguità.

Marta Papini, la curatela come spazio di ricerca

Il Premio Curatore va a Marta Papini, per una pratica curatoriale attenta ai processi, ai contesti e alle relazioni che si stabiliscono tra le opere. La motivazione insiste su un aspetto oggi particolarmente rilevante: la curatela non come semplice organizzazione di mostre, ma come forma di accompagnamento alla ricerca. Papini viene riconosciuta per la capacità di costruire esposizioni come luoghi di pensiero, mantenendo insieme rigore critico e sensibilità progettuale.

In un sistema sempre più veloce, dove spesso la mostra rischia di diventare un prodotto, il premio riconosce il valore di una curatela capace invece di lasciare tempo alle opere e ai processi.

MATTA, una galleria per le ricerche non convenzionali

Il Premio Galleria d’Arte è stato assegnato a MATTA, riconosciuta per un’attività espositiva indipendente e costantemente orientata alla sperimentazione. La galleria viene premiata per il sostegno a pratiche e posizioni non convenzionali e per la capacità di contribuire alla costruzione di un sistema dell’arte attento alla qualità dei percorsi oltre che alla visibilità immediata.

In un mercato nel quale la galleria rischia facilmente di essere identificata con la sola funzione commerciale, il riconoscimento ne sottolinea invece il ruolo culturale: costruire contesti, accompagnare artisti e rendere possibile la ricerca.

Centrale Fies, arte e territorio senza gerarchie

Il Premio Arte e Territorio va a Centrale Fies, realtà trentina diventata negli anni una delle piattaforme più interessanti per la ricerca performativa contemporanea. La giuria ha riconosciuto il modello sviluppato dal centro, capace di intrecciare produzione artistica, sperimentazione e rapporto con il territorio. Un luogo che non utilizza il paesaggio come semplice cornice, ma lo trasforma in interlocutore.

Centrale Fies dimostra così come un progetto culturale possa essere contemporaneamente radicato e internazionale, capace di lavorare sulle comunità locali senza rinunciare al confronto con la scena artistica globale.

Gelateria Sogni di Ghiaccio e la forza del project space

Il Premio Project Space è stato assegnato a Gelateria Sogni di Ghiaccio, riconosciuta per un modello curatoriale agile, accessibile e indipendente. La scelta sottolinea l’importanza degli spazi non convenzionali all’interno dell’ecosistema dell’arte contemporanea. Luoghi piccoli, spesso lontani dalle strutture istituzionali, nei quali è possibile sperimentare formati e linguaggi con una maggiore libertà.

Gelateria Sogni di Ghiaccio viene premiata proprio per la capacità di trasformare un formato leggero in una presenza culturale continuativa, mantenendo qualità e attenzione alla ricerca.

Museion, il museo come laboratorio

Il Premio Istituzione è andato a Museion, il museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, per una programmazione aperta e sperimentale capace di mantenere un dialogo costante tra scena internazionale e contesto locale.

La motivazione mette al centro una concezione del museo come luogo di ricerca e produzione, oltre che di conservazione ed esposizione. È una distinzione importante: nell’attuale sistema culturale il museo non può più essere soltanto il luogo nel quale le opere vengono mostrate. Deve essere anche uno spazio nel quale le domande contemporanee vengono formulate, discusse e messe alla prova.

Valentino, quando la moda diventa cultura visiva

Il Premio Arte e Moda è stato assegnato a Valentino per un percorso che ha integrato in maniera strutturata arte, moda e cultura visiva. Il riconoscimento prende in considerazione il ruolo culturale assunto dal brand, andando oltre la dimensione commerciale. Il rapporto tra moda e arte, infatti, è diventato negli ultimi anni uno dei territori più dinamici della cultura visiva contemporanea.

La sfida consiste nel trasformare la collaborazione in un progetto culturale reale, evitando che l’arte diventi soltanto uno strumento decorativo o di comunicazione. La motivazione del premio riconosce a Valentino una presenza continuativa e consapevole in questo campo.

Greta Schödl, una carriera finalmente riletta

Il Premio alla Carriera è stato assegnato a Greta Schödl, artista dalla ricerca rigorosa e coerente che ha attraversato per decenni linguaggio, segno e scrittura come forme di pensiero visivo. La sua è una storia segnata anche da una certa distanza dai circuiti più rumorosi del sistema dell’arte. Una posizione appartata che oggi appare quasi controcorrente, soprattutto in un’epoca dominata dalla necessità di essere costantemente visibili.

Il premio assume quindi il significato di una riscoperta. Non soltanto un omaggio alla lunga carriera dell’artista, ma il riconoscimento della rilevanza storica e concettuale di una ricerca rimasta a lungo ai margini dei riflettori.

Vincenzo Estremo, la scrittura come pratica critica

A Vincenzo Estremo va il Premio alla Scrittura d’Arte, assegnato per una pratica che unisce analisi critica, attenzione al contesto e responsabilità politica del linguaggio. In un momento nel quale la critica d’arte deve confrontarsi con una crescente velocità della comunicazione, il riconoscimento restituisce alla scrittura il suo ruolo di strumento di analisi.

Scrivere d’arte significa infatti costruire interpretazioni, mettere in discussione gerarchie, creare connessioni. La parola critica non accompagna semplicemente l’opera: può contribuire a determinarne la ricezione e a inserirla dentro una storia più ampia.

La giuria e i criteri di selezione

I vincitori sono stati scelti da una giuria presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e composta da Enea Righi, Francesco Stocchi, Mariuccia Casadio, Alberto Salvadori, Pierluigi Sacco e Lorenzo Balbi. La selezione ha preso in considerazione la qualità della ricerca, la capacità di incidere sul contesto culturale e la rilevanza del lavoro sviluppato nell’ultimo anno.

Ne emerge una visione dell’eccellenza che non coincide necessariamente con la notorietà. Il premio prova infatti a riconoscere non soltanto chi occupa già una posizione centrale, ma anche chi sta contribuendo a modificare le strutture, i linguaggi e le modalità attraverso cui il sistema dell’arte produce valore.

Nove categorie per raccontare un sistema

Artista, Curatore, Galleria d’Arte, Arte e Territorio, Project Space, Istituzione, Arte e Moda, Premio alla Carriera e Scrittura d’Arte: le nove categorie del Flash Art Italia Award funzionano quasi come capitoli di una stessa storia.

Nessuna di queste figure opera realmente in isolamento. Un artista ha bisogno di spazi, curatori, gallerie, istituzioni e critici; un museo dipende dalla relazione con gli artisti e con il pubblico; un project space può diventare un incubatore di pratiche che successivamente entrano nei grandi circuiti internazionali. Il valore dell’edizione 2026 sta dunque anche nella sua capacità di mettere queste componenti sullo stesso piano, riconoscendole come parti interdipendenti di un ecosistema.

Bologna, ancora una volta centro dell’arte contemporanea

La scelta del Cinema Modernissimo come sede della cerimonia rafforza il rapporto tra il premio e Bologna, città che durante ART CITY diventa uno dei principali luoghi di incontro per il sistema dell’arte contemporanea italiana. La collaborazione con Arte Fiera, Cineteca di Bologna e Future Food Institute amplia ulteriormente il perimetro del progetto, creando un dialogo tra arte, cultura, cinema e ricerca.

Il Modernissimo, con la sua natura di spazio cinematografico e pubblico, ha offerto alla premiazione un contesto diverso da quello abituale delle istituzioni artistiche: più teatrale, collettivo, quasi performativo.

A sessant’anni da Flash Art

La seconda edizione del Flash Art Italia Award arriva inoltre in un momento simbolico: a sessant’anni dalla nascita di Flash Art. Il premio si inserisce quindi dentro una storia lunga, quella di una rivista che ha contribuito a raccontare e interpretare l’evoluzione dell’arte contemporanea, assumendo nel tempo anche il ruolo di osservatorio sulle trasformazioni del sistema culturale.

Il riconoscimento del 2026 prosegue questa vocazione attraverso una formula che prova a tenere insieme critica e celebrazione, senza rinunciare alla responsabilità dello sguardo.

Una fotografia, non un podio

Alla fine, il Flash Art Italia Award 2026 dice qualcosa di più dei nove nomi premiati. Benni Bosetto, Marta Papini, MATTA, Centrale Fies, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Museion, Valentino, Greta Schödl e Vincenzo Estremo rappresentano nove modi diversi di produrre cultura contemporanea. Insieme compongono una fotografia dell’arte italiana che non pretende di essere definitiva, ma che mostra un sistema attraversato da ricerca, indipendenza, memoria e nuove forme di collaborazione.

È forse questo il senso più interessante di un premio nato come “gesto di responsabilità critica”: non stabilire una gerarchia immutabile, ma fermarsi per un momento a osservare chi, attraverso opere, mostre, istituzioni, spazi, scrittura e territori, sta contribuendo a costruire il presente. E a Bologna, per una sera, quella mappa è diventata visibile.

Articoli recenti

condividi su

Nanni Balestrini: la rivolta come linguaggio visivo
Wine Paris & Vinexpo Paris 2026. Il palcoscenico mondiale del vino

Il tuo sito web è accessibile?

SCOPRILO CON IL TEST GRATUITO

I tools AccessiWeb sono inclusi nella Web Accessibility Evaluation Tools List
del W3C Web Accessibility Initiative (WAI) - Italia.

W3C does not endorse specific vendor products. Inclusion of products in this list does not indicate endorsement by W3C.
Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
Vai al test di accessibilità
Scopri se il tuo sito è accessibile con il test gratuito di accessibilità

Related Posts

Flash Art Italia Award 2026: ecco tutti i vincitori della seconda edizione

Published On: 7 Febbraio 2026

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 30 minuti

Il Cinema Modernissimo di Bologna si è trasformato, il 6 febbraio 2026, in un osservatorio sull’arte contemporanea italiana. Qui si è svolta la cerimonia della seconda edizione del Flash Art Italia Award, il riconoscimento ideato e promosso da Flash Art Italia sotto la direzione di Cristiano Seganfreddo.

Più che una semplice premiazione, la serata ha assunto la forma di un momento collettivo: artisti, curatori, galleristi, istituzioni, operatori culturali e pubblico si sono ritrovati dentro uno stesso spazio per riconoscere pratiche e figure che stanno contribuendo a definire il presente dell’arte italiana.

Un premio che vuole leggere il presente

Il Flash Art Italia Award nasce con un’ambizione precisa: non limitarsi a celebrare il sistema dell’arte, ma osservarlo criticamente. Le nove categorie del premio compongono una mappa volutamente ampia, nella quale convivono artisti, curatori, gallerie, project space, istituzioni, moda, territori e scrittura.

Il riconoscimento diventa così uno strumento per mettere in relazione realtà differenti e fotografare un sistema culturale che, pur frammentato, continua a produrre ricerca, sperimentazione e nuovi modelli di relazione tra arte e società.

La collaborazione con Arte Fiera rafforza inoltre il ruolo di Bologna durante i giorni di ART CITY, quando la città diventa uno dei principali punti di incontro italiani per il sistema dell’arte contemporanea.

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, il premio speciale

Ad aprire la serata è stato un riconoscimento a sorpresa a Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, premiata per il ruolo centrale e generativo svolto nello sviluppo dell’arte contemporanea negli ultimi trent’anni.

Una scelta particolarmente significativa, anche perché Sandretto Re Rebaudengo ha presieduto la giuria di questa seconda edizione. Il premio speciale riconosce una figura che ha contribuito alla costruzione di un sistema nel quale collezionismo, produzione culturale, sostegno agli artisti e istituzioni possono dialogare.

La sua presenza alla guida della giuria aggiunge dunque alla serata una sorta di doppio movimento: da una parte il riconoscimento di una carriera ormai storica, dall’altra lo sguardo rivolto alle generazioni e alle pratiche che stanno costruendo il prossimo capitolo dell’arte italiana.

Benni Bosetto è l’artista dell’anno

Il Premio Artista è stato assegnato a Benni Bosetto, riconoscendo una ricerca che attraversa materia, corpo e immaginario attraverso processi stratificati e lontani da una narrazione lineare. La giuria ha sottolineato la capacità dell’artista di costruire un linguaggio personale e riconoscibile, capace di confrontarsi con il presente senza ricorrere a semplificazioni formali o tematiche.

È una scelta che premia una pratica nella quale il corpo non è soltanto soggetto, ma diventa superficie di trasformazione, archivio e campo di tensione. L’opera si costruisce per accumulo, attraverso associazioni e slittamenti che lasciano spazio all’ambiguità.

Marta Papini, la curatela come spazio di ricerca

Il Premio Curatore va a Marta Papini, per una pratica curatoriale attenta ai processi, ai contesti e alle relazioni che si stabiliscono tra le opere. La motivazione insiste su un aspetto oggi particolarmente rilevante: la curatela non come semplice organizzazione di mostre, ma come forma di accompagnamento alla ricerca. Papini viene riconosciuta per la capacità di costruire esposizioni come luoghi di pensiero, mantenendo insieme rigore critico e sensibilità progettuale.

In un sistema sempre più veloce, dove spesso la mostra rischia di diventare un prodotto, il premio riconosce il valore di una curatela capace invece di lasciare tempo alle opere e ai processi.

MATTA, una galleria per le ricerche non convenzionali

Il Premio Galleria d’Arte è stato assegnato a MATTA, riconosciuta per un’attività espositiva indipendente e costantemente orientata alla sperimentazione. La galleria viene premiata per il sostegno a pratiche e posizioni non convenzionali e per la capacità di contribuire alla costruzione di un sistema dell’arte attento alla qualità dei percorsi oltre che alla visibilità immediata.

In un mercato nel quale la galleria rischia facilmente di essere identificata con la sola funzione commerciale, il riconoscimento ne sottolinea invece il ruolo culturale: costruire contesti, accompagnare artisti e rendere possibile la ricerca.

Centrale Fies, arte e territorio senza gerarchie

Il Premio Arte e Territorio va a Centrale Fies, realtà trentina diventata negli anni una delle piattaforme più interessanti per la ricerca performativa contemporanea. La giuria ha riconosciuto il modello sviluppato dal centro, capace di intrecciare produzione artistica, sperimentazione e rapporto con il territorio. Un luogo che non utilizza il paesaggio come semplice cornice, ma lo trasforma in interlocutore.

Centrale Fies dimostra così come un progetto culturale possa essere contemporaneamente radicato e internazionale, capace di lavorare sulle comunità locali senza rinunciare al confronto con la scena artistica globale.

Gelateria Sogni di Ghiaccio e la forza del project space

Il Premio Project Space è stato assegnato a Gelateria Sogni di Ghiaccio, riconosciuta per un modello curatoriale agile, accessibile e indipendente. La scelta sottolinea l’importanza degli spazi non convenzionali all’interno dell’ecosistema dell’arte contemporanea. Luoghi piccoli, spesso lontani dalle strutture istituzionali, nei quali è possibile sperimentare formati e linguaggi con una maggiore libertà.

Gelateria Sogni di Ghiaccio viene premiata proprio per la capacità di trasformare un formato leggero in una presenza culturale continuativa, mantenendo qualità e attenzione alla ricerca.

Museion, il museo come laboratorio

Il Premio Istituzione è andato a Museion, il museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, per una programmazione aperta e sperimentale capace di mantenere un dialogo costante tra scena internazionale e contesto locale.

La motivazione mette al centro una concezione del museo come luogo di ricerca e produzione, oltre che di conservazione ed esposizione. È una distinzione importante: nell’attuale sistema culturale il museo non può più essere soltanto il luogo nel quale le opere vengono mostrate. Deve essere anche uno spazio nel quale le domande contemporanee vengono formulate, discusse e messe alla prova.

Valentino, quando la moda diventa cultura visiva

Il Premio Arte e Moda è stato assegnato a Valentino per un percorso che ha integrato in maniera strutturata arte, moda e cultura visiva. Il riconoscimento prende in considerazione il ruolo culturale assunto dal brand, andando oltre la dimensione commerciale. Il rapporto tra moda e arte, infatti, è diventato negli ultimi anni uno dei territori più dinamici della cultura visiva contemporanea.

La sfida consiste nel trasformare la collaborazione in un progetto culturale reale, evitando che l’arte diventi soltanto uno strumento decorativo o di comunicazione. La motivazione del premio riconosce a Valentino una presenza continuativa e consapevole in questo campo.

Greta Schödl, una carriera finalmente riletta

Il Premio alla Carriera è stato assegnato a Greta Schödl, artista dalla ricerca rigorosa e coerente che ha attraversato per decenni linguaggio, segno e scrittura come forme di pensiero visivo. La sua è una storia segnata anche da una certa distanza dai circuiti più rumorosi del sistema dell’arte. Una posizione appartata che oggi appare quasi controcorrente, soprattutto in un’epoca dominata dalla necessità di essere costantemente visibili.

Il premio assume quindi il significato di una riscoperta. Non soltanto un omaggio alla lunga carriera dell’artista, ma il riconoscimento della rilevanza storica e concettuale di una ricerca rimasta a lungo ai margini dei riflettori.

Vincenzo Estremo, la scrittura come pratica critica

A Vincenzo Estremo va il Premio alla Scrittura d’Arte, assegnato per una pratica che unisce analisi critica, attenzione al contesto e responsabilità politica del linguaggio. In un momento nel quale la critica d’arte deve confrontarsi con una crescente velocità della comunicazione, il riconoscimento restituisce alla scrittura il suo ruolo di strumento di analisi.

Scrivere d’arte significa infatti costruire interpretazioni, mettere in discussione gerarchie, creare connessioni. La parola critica non accompagna semplicemente l’opera: può contribuire a determinarne la ricezione e a inserirla dentro una storia più ampia.

La giuria e i criteri di selezione

I vincitori sono stati scelti da una giuria presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e composta da Enea Righi, Francesco Stocchi, Mariuccia Casadio, Alberto Salvadori, Pierluigi Sacco e Lorenzo Balbi. La selezione ha preso in considerazione la qualità della ricerca, la capacità di incidere sul contesto culturale e la rilevanza del lavoro sviluppato nell’ultimo anno.

Ne emerge una visione dell’eccellenza che non coincide necessariamente con la notorietà. Il premio prova infatti a riconoscere non soltanto chi occupa già una posizione centrale, ma anche chi sta contribuendo a modificare le strutture, i linguaggi e le modalità attraverso cui il sistema dell’arte produce valore.

Nove categorie per raccontare un sistema

Artista, Curatore, Galleria d’Arte, Arte e Territorio, Project Space, Istituzione, Arte e Moda, Premio alla Carriera e Scrittura d’Arte: le nove categorie del Flash Art Italia Award funzionano quasi come capitoli di una stessa storia.

Nessuna di queste figure opera realmente in isolamento. Un artista ha bisogno di spazi, curatori, gallerie, istituzioni e critici; un museo dipende dalla relazione con gli artisti e con il pubblico; un project space può diventare un incubatore di pratiche che successivamente entrano nei grandi circuiti internazionali. Il valore dell’edizione 2026 sta dunque anche nella sua capacità di mettere queste componenti sullo stesso piano, riconoscendole come parti interdipendenti di un ecosistema.

Bologna, ancora una volta centro dell’arte contemporanea

La scelta del Cinema Modernissimo come sede della cerimonia rafforza il rapporto tra il premio e Bologna, città che durante ART CITY diventa uno dei principali luoghi di incontro per il sistema dell’arte contemporanea italiana. La collaborazione con Arte Fiera, Cineteca di Bologna e Future Food Institute amplia ulteriormente il perimetro del progetto, creando un dialogo tra arte, cultura, cinema e ricerca.

Il Modernissimo, con la sua natura di spazio cinematografico e pubblico, ha offerto alla premiazione un contesto diverso da quello abituale delle istituzioni artistiche: più teatrale, collettivo, quasi performativo.

A sessant’anni da Flash Art

La seconda edizione del Flash Art Italia Award arriva inoltre in un momento simbolico: a sessant’anni dalla nascita di Flash Art. Il premio si inserisce quindi dentro una storia lunga, quella di una rivista che ha contribuito a raccontare e interpretare l’evoluzione dell’arte contemporanea, assumendo nel tempo anche il ruolo di osservatorio sulle trasformazioni del sistema culturale.

Il riconoscimento del 2026 prosegue questa vocazione attraverso una formula che prova a tenere insieme critica e celebrazione, senza rinunciare alla responsabilità dello sguardo.

Una fotografia, non un podio

Alla fine, il Flash Art Italia Award 2026 dice qualcosa di più dei nove nomi premiati. Benni Bosetto, Marta Papini, MATTA, Centrale Fies, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Museion, Valentino, Greta Schödl e Vincenzo Estremo rappresentano nove modi diversi di produrre cultura contemporanea. Insieme compongono una fotografia dell’arte italiana che non pretende di essere definitiva, ma che mostra un sistema attraversato da ricerca, indipendenza, memoria e nuove forme di collaborazione.

È forse questo il senso più interessante di un premio nato come “gesto di responsabilità critica”: non stabilire una gerarchia immutabile, ma fermarsi per un momento a osservare chi, attraverso opere, mostre, istituzioni, spazi, scrittura e territori, sta contribuendo a costruire il presente. E a Bologna, per una sera, quella mappa è diventata visibile.

Il tuo sito web è accessibile?

SCOPRILO CON IL TEST GRATUITO

I tools AccessiWeb sono inclusi nella Web Accessibility Evaluation Tools List
del W3C Web Accessibility Initiative (WAI) - Italia.

W3C does not endorse specific vendor products. Inclusion of products in this list does not indicate endorsement by W3C.
Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
Vai al test di accessibilità
Scopri se il tuo sito è accessibile con il test gratuito di accessibilità