Festival di Film di Villa Medici 2026: il cinema che reinventa le immagini

Tempo stimato per la lettura: 4,5 minuti
A Villa Medici il cinema non si limita a raccontare storie: osserva il mondo, ne mette in discussione le immagini e prova a reinventarne le forme. Dal 16 al 20 settembre 2026 torna a Roma il Festival di Film di Villa Medici, giunto alla sua sesta edizione. Cinque giorni, oltre 40 proiezioni, incontri con artisti e cineasti e una programmazione che attraversa film d’artista, documentari, fiction, saggi e opere sperimentali. Un festival che, fin dalla sua nascita nel 2021, ha fatto della contaminazione tra cinema e arte contemporanea il proprio territorio d’elezione.
Un festival senza frontiere
Qui le categorie contano poco. Cortometraggi e lungometraggi, cinema sperimentale e documentario, immagini d’archivio e nuove forme narrative convivono in una programmazione costruita per sorprendere. L’obiettivo non è stabilire gerarchie, ma creare cortocircuiti. Le opere selezionate arrivano da geografie e pratiche differenti e interrogano il rapporto, sempre più complesso, fra immagini, realtà e immaginazione.
Ogni sera, inoltre, il Piazzale di Villa Medici diventa una sala cinematografica a cielo aperto. Tra i giardini e la facciata storica dell’edificio, il pubblico potrà assistere a un’anteprima, a un film recente o a un classico del cinema restituito in una nuova versione. Una programmazione pensata per far dialogare il patrimonio cinematografico con la creazione contemporanea.
Dodici film in concorso
Il cuore della manifestazione è il concorso internazionale, che quest’anno presenta dodici film recenti. A giudicarli sarà una giuria capace di attraversare linguaggi e mondi diversi: l’attrice, produttrice e regista franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, l’artista italiana Rosa Barba e il cineasta rumeno Radu Jude.
Tre sguardi differenti, riuniti da una stessa curiosità per un cinema che non ama stare al proprio posto. Al termine del festival verranno assegnati il Premio Villa Medici al Miglior film e il Premio speciale della Giuria, rispettivamente del valore di 5.000 e 3.000 euro. I riconoscimenti comprendono anche la possibilità per i registi premiati di soggiornare in residenza presso Villa Medici.
Il cinema secondo tre autori
La sezione Focus amplia ulteriormente il campo. Le tre Cartes blanches, affidate ai membri della giuria, permettono a Zar Amir Ebrahimi, Rosa Barba e Radu Jude di costruire personali costellazioni di immagini, mettendo in relazione il proprio lavoro con quello di altri artisti e cineasti.
A queste si aggiungono i Contrechamps, dedicati al dialogo fra opere contemporanee e storiche, con particolare attenzione ai film realizzati dagli artisti e dai registi in residenza a Villa Medici. Il risultato è un programma che procede per associazioni, contrasti e scoperte, lontano dalla logica della semplice successione di proiezioni.
Un omaggio a Lili Hinstin
Questa sesta edizione è attraversata da un’assenza. Il festival è dedicato alla memoria di Lili Hinstin, scomparsa nel 2026 a 49 anni, figura importante della programmazione cinematografica internazionale e presenza costante nella storia della manifestazione.
Hinstin aveva iniziato proprio a Villa Medici, dove era stata programmatrice cinematografica dal 2005 al 2010. In seguito aveva diretto il Festival Entrevues di Belfort e, dal 2018 al 2020, il Locarno Film Festival. Dal 2023 era responsabile della programmazione del Festival international du film de Biarritz Nouvelles Vagues. Ma il legame con Villa Medici non si era mai interrotto: aveva accompagnato la nascita del Festival di Film e partecipato, fin dalla prima edizione, ai suoi comitati di selezione e organizzazione.
Quarant’anni di cinema in una sola settimana
La lista degli artisti coinvolti restituisce la vocazione internazionale della manifestazione. Tra gli autori presenti figurano Majid Al-Remaihi, Marwa Arsanios, Rosa Barba, Louidgi Beltrame, Maeve Brennan, Lukas Dhont, Koji Fukada, Amandine Gay, Gessica Généus, Beatrice Gibson, Arthur Harari, Radu Jude, Daria Kim, Mariia Lapidus, Phill Niblock, Sanaz Sohrabi, Céline Sciamma, Aura Satz e Ana Vaz, accanto a molti altri.
È una geografia cinematografica volutamente irregolare, dove i confini fra artista visivo e regista, fra cinema e installazione, fra documento e finzione diventano porosi. Ed è proprio in questa zona d’incertezza che il festival trova la sua ragion d’essere.
Quando il cinema esce dalla sala
Con circa 4.000 spettatori nell’edizione 2025, il Festival di Film di Villa Medici ha ormai costruito un pubblico curioso, disposto a lasciarsi sorprendere da forme che non sempre trovano spazio nei circuiti cinematografici tradizionali. Tre sale, una delle quali all’aperto, potranno accogliere fino a 500 spettatori ogni sera.
Ci sarà anche una selezione di libri dedicati al cinema, realizzata in collaborazione con la Libreria 7L, e numerosi incontri con registi e artisti. Perché qui il film non è mai soltanto un punto d’arrivo: è l’inizio di una conversazione.
Guardare ancora
È forse questo il vero lusso di un festival come quello di Villa Medici: restituire alle immagini il tempo di sorprenderci. Loin des formats calibrés et des certitudes, il cinema vi ritrova una libertà quasi artigianale, capace di far dialogare un film, un’opera d’arte, un ricordo, un’idea. In un paesaggio saturo di immagini, non è poco. Ci sono film che raccontano il mondo e altri che, più semplicemente, ci insegnano a guardarlo di nuovo.
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Festival di Film di Villa Medici 2026: il cinema che reinventa le immagini
Tempo stimato per la lettura: 13 minuti
A Villa Medici il cinema non si limita a raccontare storie: osserva il mondo, ne mette in discussione le immagini e prova a reinventarne le forme. Dal 16 al 20 settembre 2026 torna a Roma il Festival di Film di Villa Medici, giunto alla sua sesta edizione. Cinque giorni, oltre 40 proiezioni, incontri con artisti e cineasti e una programmazione che attraversa film d’artista, documentari, fiction, saggi e opere sperimentali. Un festival che, fin dalla sua nascita nel 2021, ha fatto della contaminazione tra cinema e arte contemporanea il proprio territorio d’elezione.
Un festival senza frontiere
Qui le categorie contano poco. Cortometraggi e lungometraggi, cinema sperimentale e documentario, immagini d’archivio e nuove forme narrative convivono in una programmazione costruita per sorprendere. L’obiettivo non è stabilire gerarchie, ma creare cortocircuiti. Le opere selezionate arrivano da geografie e pratiche differenti e interrogano il rapporto, sempre più complesso, fra immagini, realtà e immaginazione.
Ogni sera, inoltre, il Piazzale di Villa Medici diventa una sala cinematografica a cielo aperto. Tra i giardini e la facciata storica dell’edificio, il pubblico potrà assistere a un’anteprima, a un film recente o a un classico del cinema restituito in una nuova versione. Una programmazione pensata per far dialogare il patrimonio cinematografico con la creazione contemporanea.
Dodici film in concorso
Il cuore della manifestazione è il concorso internazionale, che quest’anno presenta dodici film recenti. A giudicarli sarà una giuria capace di attraversare linguaggi e mondi diversi: l’attrice, produttrice e regista franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, l’artista italiana Rosa Barba e il cineasta rumeno Radu Jude.
Tre sguardi differenti, riuniti da una stessa curiosità per un cinema che non ama stare al proprio posto. Al termine del festival verranno assegnati il Premio Villa Medici al Miglior film e il Premio speciale della Giuria, rispettivamente del valore di 5.000 e 3.000 euro. I riconoscimenti comprendono anche la possibilità per i registi premiati di soggiornare in residenza presso Villa Medici.
Il cinema secondo tre autori
La sezione Focus amplia ulteriormente il campo. Le tre Cartes blanches, affidate ai membri della giuria, permettono a Zar Amir Ebrahimi, Rosa Barba e Radu Jude di costruire personali costellazioni di immagini, mettendo in relazione il proprio lavoro con quello di altri artisti e cineasti.
A queste si aggiungono i Contrechamps, dedicati al dialogo fra opere contemporanee e storiche, con particolare attenzione ai film realizzati dagli artisti e dai registi in residenza a Villa Medici. Il risultato è un programma che procede per associazioni, contrasti e scoperte, lontano dalla logica della semplice successione di proiezioni.
Un omaggio a Lili Hinstin
Questa sesta edizione è attraversata da un’assenza. Il festival è dedicato alla memoria di Lili Hinstin, scomparsa nel 2026 a 49 anni, figura importante della programmazione cinematografica internazionale e presenza costante nella storia della manifestazione.
Hinstin aveva iniziato proprio a Villa Medici, dove era stata programmatrice cinematografica dal 2005 al 2010. In seguito aveva diretto il Festival Entrevues di Belfort e, dal 2018 al 2020, il Locarno Film Festival. Dal 2023 era responsabile della programmazione del Festival international du film de Biarritz Nouvelles Vagues. Ma il legame con Villa Medici non si era mai interrotto: aveva accompagnato la nascita del Festival di Film e partecipato, fin dalla prima edizione, ai suoi comitati di selezione e organizzazione.
Quarant’anni di cinema in una sola settimana
La lista degli artisti coinvolti restituisce la vocazione internazionale della manifestazione. Tra gli autori presenti figurano Majid Al-Remaihi, Marwa Arsanios, Rosa Barba, Louidgi Beltrame, Maeve Brennan, Lukas Dhont, Koji Fukada, Amandine Gay, Gessica Généus, Beatrice Gibson, Arthur Harari, Radu Jude, Daria Kim, Mariia Lapidus, Phill Niblock, Sanaz Sohrabi, Céline Sciamma, Aura Satz e Ana Vaz, accanto a molti altri.
È una geografia cinematografica volutamente irregolare, dove i confini fra artista visivo e regista, fra cinema e installazione, fra documento e finzione diventano porosi. Ed è proprio in questa zona d’incertezza che il festival trova la sua ragion d’essere.
Quando il cinema esce dalla sala
Con circa 4.000 spettatori nell’edizione 2025, il Festival di Film di Villa Medici ha ormai costruito un pubblico curioso, disposto a lasciarsi sorprendere da forme che non sempre trovano spazio nei circuiti cinematografici tradizionali. Tre sale, una delle quali all’aperto, potranno accogliere fino a 500 spettatori ogni sera.
Ci sarà anche una selezione di libri dedicati al cinema, realizzata in collaborazione con la Libreria 7L, e numerosi incontri con registi e artisti. Perché qui il film non è mai soltanto un punto d’arrivo: è l’inizio di una conversazione.
Guardare ancora
È forse questo il vero lusso di un festival come quello di Villa Medici: restituire alle immagini il tempo di sorprenderci. Loin des formats calibrés et des certitudes, il cinema vi ritrova una libertà quasi artigianale, capace di far dialogare un film, un’opera d’arte, un ricordo, un’idea. In un paesaggio saturo di immagini, non è poco. Ci sono film che raccontano il mondo e altri che, più semplicemente, ci insegnano a guardarlo di nuovo.








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