MACRO Roma, l’autunno dell’arte tra fotografia, cinema e suono

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 21 Settembre 2026

Tempo stimato per la lettura: 2,4 minuti

Il MACRO inaugura la stagione autunnale con tre progetti che attraversano fotografia, video e ricerca sonora. Dal 24 settembre 2026, il museo romano presenta Sguardo rovescio, prima grande mostra museale italiana dedicata a Marialba Russo, visitabile fino al 31 gennaio 2027, insieme alle esposizioni curate da Maria Lodovica Ferrari: Maria’s Dream di Gaia De Megni e 52 Spaces di Robin Rimbaud, alias Scanner, aperte fino all’8 novembre 2026. Tre linguaggi diversi che si incontrano attorno a corpo, memoria, identità e trasformazione dello sguardo.

Marialba Russo, Sguardo rovescio

Curata da Cristiana Perrella ed Elena Magini, Sguardo rovescio ricostruisce il percorso di Marialba Russo attraverso sette nuclei di lavori realizzati tra gli anni Settanta e i primi Ottanta. La fotografa osserva corpi, rituali e comportamenti sociali, concentrandosi in particolare sulla rappresentazione della mascolinità. Travestimenti, feste popolari, riti di guarigione e immagini urbane diventano occasioni per mettere in discussione ruoli e convenzioni. Il suo sguardo non è soltanto documentario: attraverso la fotografia Russo mostra come i comportamenti collettivi possano diventare uno spazio di trasformazione dell’identità.

Gaia De Megni, Maria’s Dream

Nella Sala Video, Maria’s Dream di Gaia De Megni intreccia memoria personale e immaginario cinematografico. Realizzato in pellicola 16 mm e prodotto da Careof, il lavoro prende Monica Vitti come figura centrale per riflettere sulla rappresentazione femminile nel cinema italiano. L’artista guarda alla celebre attrice non soltanto come icona, ma come presenza capace di mettere in crisi i modelli tradizionali della femminilità. Il film si muove così tra ricordo individuale e memoria collettiva, interrogando il modo in cui il cinema costruisce immagini destinate a sedimentarsi nell’immaginario.

Robin Rimbaud (Scanner), 52 Spaces

La Sala Audio ospita 52 Spaces, progetto di Robin Rimbaud, alias Scanner, ispirato a L’eclisse di Michelangelo Antonioni. Realizzato nel 2002, il lavoro trasforma il film in un’esperienza esclusivamente sonora: dialoghi, rumori, frammenti musicali e paesaggi urbani vengono scomposti e ricomposti insieme a registrazioni realizzate a Roma. L’immagine cinematografica lascia così spazio all’ascolto e la città di Antonioni diventa un paesaggio acustico da attraversare. Un progetto che invita a percepire il cinema attraverso ciò che normalmente rimane sullo sfondo.

Tre sguardi sulla contemporaneità

Nel loro insieme, le tre mostre delineano un programma costruito sulla possibilità di cambiare prospettiva. Russo usa la fotografia per interrogare corpi e rituali, De Megni ripensa l’immagine femminile attraverso il cinema, mentre Rimbaud trasforma un film in una composizione sonora. Il MACRO propone così un percorso che supera i confini tra discipline e mette al centro non soltanto ciò che viene rappresentato, ma il modo in cui impariamo a guardarlo, ricordarlo e ascoltarlo.

 

Articoli recenti

condividi su

Lee Miller a Forlì: la grande mostra fotografica al San Domenico
Post

Il tuo sito web è accessibile?

SCOPRILO CON IL TEST GRATUITO

I tools AccessiWeb sono inclusi nella Web Accessibility Evaluation Tools List
del W3C Web Accessibility Initiative (WAI) - Italia.

W3C does not endorse specific vendor products. Inclusion of products in this list does not indicate endorsement by W3C.
Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
Vai al test di accessibilità
Scopri se il tuo sito è accessibile con il test gratuito di accessibilità

Related Posts

MACRO Roma, l’autunno dell’arte tra fotografia, cinema e suono

Published On: 21 Settembre 2026

About the Author: Redazione ViviCreativo

Tempo stimato per la lettura: 7 minuti

Il MACRO inaugura la stagione autunnale con tre progetti che attraversano fotografia, video e ricerca sonora. Dal 24 settembre 2026, il museo romano presenta Sguardo rovescio, prima grande mostra museale italiana dedicata a Marialba Russo, visitabile fino al 31 gennaio 2027, insieme alle esposizioni curate da Maria Lodovica Ferrari: Maria’s Dream di Gaia De Megni e 52 Spaces di Robin Rimbaud, alias Scanner, aperte fino all’8 novembre 2026. Tre linguaggi diversi che si incontrano attorno a corpo, memoria, identità e trasformazione dello sguardo.

Marialba Russo, Sguardo rovescio

Curata da Cristiana Perrella ed Elena Magini, Sguardo rovescio ricostruisce il percorso di Marialba Russo attraverso sette nuclei di lavori realizzati tra gli anni Settanta e i primi Ottanta. La fotografa osserva corpi, rituali e comportamenti sociali, concentrandosi in particolare sulla rappresentazione della mascolinità. Travestimenti, feste popolari, riti di guarigione e immagini urbane diventano occasioni per mettere in discussione ruoli e convenzioni. Il suo sguardo non è soltanto documentario: attraverso la fotografia Russo mostra come i comportamenti collettivi possano diventare uno spazio di trasformazione dell’identità.

Gaia De Megni, Maria’s Dream

Nella Sala Video, Maria’s Dream di Gaia De Megni intreccia memoria personale e immaginario cinematografico. Realizzato in pellicola 16 mm e prodotto da Careof, il lavoro prende Monica Vitti come figura centrale per riflettere sulla rappresentazione femminile nel cinema italiano. L’artista guarda alla celebre attrice non soltanto come icona, ma come presenza capace di mettere in crisi i modelli tradizionali della femminilità. Il film si muove così tra ricordo individuale e memoria collettiva, interrogando il modo in cui il cinema costruisce immagini destinate a sedimentarsi nell’immaginario.

Robin Rimbaud (Scanner), 52 Spaces

La Sala Audio ospita 52 Spaces, progetto di Robin Rimbaud, alias Scanner, ispirato a L’eclisse di Michelangelo Antonioni. Realizzato nel 2002, il lavoro trasforma il film in un’esperienza esclusivamente sonora: dialoghi, rumori, frammenti musicali e paesaggi urbani vengono scomposti e ricomposti insieme a registrazioni realizzate a Roma. L’immagine cinematografica lascia così spazio all’ascolto e la città di Antonioni diventa un paesaggio acustico da attraversare. Un progetto che invita a percepire il cinema attraverso ciò che normalmente rimane sullo sfondo.

Tre sguardi sulla contemporaneità

Nel loro insieme, le tre mostre delineano un programma costruito sulla possibilità di cambiare prospettiva. Russo usa la fotografia per interrogare corpi e rituali, De Megni ripensa l’immagine femminile attraverso il cinema, mentre Rimbaud trasforma un film in una composizione sonora. Il MACRO propone così un percorso che supera i confini tra discipline e mette al centro non soltanto ciò che viene rappresentato, ma il modo in cui impariamo a guardarlo, ricordarlo e ascoltarlo.

 

Il tuo sito web è accessibile?

SCOPRILO CON IL TEST GRATUITO

I tools AccessiWeb sono inclusi nella Web Accessibility Evaluation Tools List
del W3C Web Accessibility Initiative (WAI) - Italia.

W3C does not endorse specific vendor products. Inclusion of products in this list does not indicate endorsement by W3C.
Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
Vai al test di accessibilità
Scopri se il tuo sito è accessibile con il test gratuito di accessibilità