Puglia en Scène a Parigi: il teatro pugliese conquista l’Istituto Italiano di Cultura con storie di memoria, identità e resistenza

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 11 Luglio 2026

Tempo stimato per la lettura: 5,4 minuti

La Puglia non arriva a Parigi come semplice territorio da raccontare, ma come una geografia emotiva fatta di voci, ferite e immaginari contemporanei. Dal 15 al 21 luglio 2026, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ospita Puglia en Scène, festival dedicato alla creatività teatrale pugliese promosso da Puglia Culture, con una serie di spettacoli che portano nella capitale francese alcune delle esperienze più interessanti della scena teatrale regionale. Il programma riunisce compagnie e artisti come Michele Cipriani, Licia Lanera, Sara Bevilacqua, Gianni Forte e altri protagonisti della ricerca teatrale contemporanea, creando un percorso tra memoria civile, grandi figure del Novecento e conflitti dell’uomo contemporaneo.

Più che una vetrina internazionale, Puglia en Scène diventa un racconto della capacità del teatro pugliese di trasformare storie locali in questioni universali.

Una regione che porta sul palco le proprie contraddizioni

La forza della scena pugliese contemporanea nasce dalla capacità di unire radici e sperimentazione. Il teatro prodotto in Puglia negli ultimi anni ha costruito una propria identità attraverso linguaggi diversi: dalla narrazione civile alla ricerca performativa, dalla riscrittura dei classici alla drammaturgia contemporanea. Le compagnie coinvolte nel festival mostrano una particolare attenzione verso personaggi e vicende capaci di superare il confine geografico: figure storiche, tragedie familiari, conflitti sociali e domande sull’identità individuale diventano strumenti per parlare a un pubblico internazionale.

Il corpo, la memoria, la parola: le diverse anime del festival

Il programma di Puglia en Scène mette in dialogo spettacoli molto diversi tra loro, accomunati dalla volontà di utilizzare il teatro come spazio di riflessione. Tra gli appuntamenti figura, il 15 luglio, Schiaparelli Life, spettacolo dedicato alla vita di Elsa Schiaparelli, scritto da Eleonora Mazzoni, interpretato da Nunzia Antonino e diretto da Carlo Bruni. Il lavoro attraversa la biografia della grande stilista italiana, raccontando il momento in cui una delle figure più rivoluzionarie della moda del Novecento decide di confrontarsi con il cambiamento e con il distacco dal proprio mondo creativo. La storia personale diventa così una riflessione sul rapporto tra arte, identità e trasformazione.

Yasmina Reza e la fragilità delle convenzioni sociali

In programma lo stesso giorno, di seguito all’omaggio alla grande stilista, Il dio del massacro di Yasmina Reza, una delle commedie contemporanee più rappresentate al mondo. La pièce parte da una situazione apparentemente ordinaria: due coppie di genitori si incontrano per discutere dell’aggressione tra i loro figli. Ma dietro il tentativo di mantenere educazione e controllo emergono tensioni profonde, ipocrisie e contraddizioni. La produzione proposta dal festival è interpretata e diretta da Michele Cipriani, con Arianna Gambaccini, Saba Salvemini e Annika Strøhm, per la produzione di Compagnia Areté Ensemble e Cipriani Gambaccini. Il testo di Reza mostra come il teatro possa trasformare una situazione quotidiana in una radiografia feroce dei rapporti umani.

Le ferite della storia: da Agnese Borsellino alla memoria civile

Uno dei nuclei più intensi del festival è rappresentato da La stanza di Agnese, progetto di Meridiani Perduti Teatro, scritto e interpretato da Sara Bevilacqua, con drammaturgia di Osvaldo Capraro e video di Mimmo Greco. Lo spettacolo, in scena il 16 luglio, parte dalla figura di Agnese Borsellino e dal rapporto con il marito Paolo Borsellino, ricostruendo una storia privata intrecciata alla memoria collettiva dell’Italia contemporanea. Il teatro diventa qui un luogo di ascolto: non soltanto ricostruzione storica, ma spazio per comprendere il peso umano delle grandi vicende pubbliche.

Antigone e la domanda senza tempo sulla disobbedienza

La stessa sera, il festival propone anche Antigone. C’est toi qui arrêteras la pluie, lavoro dei Teatri di Bari con testo e regia di Gianni Forte, interpretato da Maya Sansa, Mauro Conte, Désirée Giorgetti, Matthieu Pastore e Valentina Vandelli. Il mito di Antigone continua a interrogare il presente perché mette al centro una domanda essenziale: fino a che punto l’individuo può opporsi alla legge quando questa entra in conflitto con la coscienza? La tragedia antica diventa così materia contemporanea, capace di parlare di responsabilità, potere e libertà.

Una nuova drammaturgia italiana tra Parigi e il Mediterraneo

Attraverso Con la carabina di Pauline Peyrade, nella messinscena di Licia Lanera, il festival affronta – il 21 luglio – uno dei temi più delicati della contemporaneità: la violenza e il percorso di riappropriazione della propria voce dopo un trauma. La scelta dei testi conferma la direzione di Puglia en Scène: portare a Parigi un teatro capace di confrontarsi con questioni universali senza perdere il legame con il territorio da cui nasce. La Puglia diventa così non soltanto un luogo geografico, ma un punto di osservazione sul presente.

Ennio De Giorgi, la poesia nascosta della matematica arriva sul palcoscenico

Tra gli appuntamenti più singolari di Puglia en Scène a Parigi c’è Verba Manent. Canto per Ennio De Giorgi, in programma il 21 luglio 2026. Lo spettacolo di Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno, con le musiche di Marco Schiavone e prodotto da Ura Teatro, sceglie il linguaggio del teatro per raccontare la vita e il pensiero di Ennio De Giorgi, uno dei più grandi matematici italiani del Novecento, nato a Lecce nel 1928.

Con questo spettacolo il festival amplia così il proprio orizzonte: non soltanto teatro di memoria e di conflitto, ma anche teatro della conoscenza, capace di raccontare una delle intelligenze più luminose del Novecento italiano attraverso la forza evocativa della scena.

Il teatro pugliese come ambasciatore culturale

La presenza del festival all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi testimonia il ruolo crescente della scena teatrale pugliese nel panorama internazionale. Attraverso spettacoli diversi per linguaggio e temi, Puglia en Scène racconta una regione capace di produrre cultura contemporanea, costruendo ponti tra tradizione e innovazione. Il teatro diventa una lingua comune: un luogo dove storie nate in un territorio specifico riescono a raggiungere spettatori lontani perché parlano di emozioni, conflitti e domande condivise.

 

Crediti immagini: IIC

1 Il dio del massacro

2 Con la carabina

3 La stanza di Agnese

4 Verba Manent. Canto per Ennio De Giorgi

5 Schiapparelli Life

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Tempo stimato per la lettura: 16 minuti

La Puglia non arriva a Parigi come semplice territorio da raccontare, ma come una geografia emotiva fatta di voci, ferite e immaginari contemporanei. Dal 15 al 21 luglio 2026, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ospita Puglia en Scène, festival dedicato alla creatività teatrale pugliese promosso da Puglia Culture, con una serie di spettacoli che portano nella capitale francese alcune delle esperienze più interessanti della scena teatrale regionale. Il programma riunisce compagnie e artisti come Michele Cipriani, Licia Lanera, Sara Bevilacqua, Gianni Forte e altri protagonisti della ricerca teatrale contemporanea, creando un percorso tra memoria civile, grandi figure del Novecento e conflitti dell’uomo contemporaneo.

Più che una vetrina internazionale, Puglia en Scène diventa un racconto della capacità del teatro pugliese di trasformare storie locali in questioni universali.

Una regione che porta sul palco le proprie contraddizioni

La forza della scena pugliese contemporanea nasce dalla capacità di unire radici e sperimentazione. Il teatro prodotto in Puglia negli ultimi anni ha costruito una propria identità attraverso linguaggi diversi: dalla narrazione civile alla ricerca performativa, dalla riscrittura dei classici alla drammaturgia contemporanea. Le compagnie coinvolte nel festival mostrano una particolare attenzione verso personaggi e vicende capaci di superare il confine geografico: figure storiche, tragedie familiari, conflitti sociali e domande sull’identità individuale diventano strumenti per parlare a un pubblico internazionale.

Il corpo, la memoria, la parola: le diverse anime del festival

Il programma di Puglia en Scène mette in dialogo spettacoli molto diversi tra loro, accomunati dalla volontà di utilizzare il teatro come spazio di riflessione. Tra gli appuntamenti figura, il 15 luglio, Schiaparelli Life, spettacolo dedicato alla vita di Elsa Schiaparelli, scritto da Eleonora Mazzoni, interpretato da Nunzia Antonino e diretto da Carlo Bruni. Il lavoro attraversa la biografia della grande stilista italiana, raccontando il momento in cui una delle figure più rivoluzionarie della moda del Novecento decide di confrontarsi con il cambiamento e con il distacco dal proprio mondo creativo. La storia personale diventa così una riflessione sul rapporto tra arte, identità e trasformazione.

Yasmina Reza e la fragilità delle convenzioni sociali

In programma lo stesso giorno, di seguito all’omaggio alla grande stilista, Il dio del massacro di Yasmina Reza, una delle commedie contemporanee più rappresentate al mondo. La pièce parte da una situazione apparentemente ordinaria: due coppie di genitori si incontrano per discutere dell’aggressione tra i loro figli. Ma dietro il tentativo di mantenere educazione e controllo emergono tensioni profonde, ipocrisie e contraddizioni. La produzione proposta dal festival è interpretata e diretta da Michele Cipriani, con Arianna Gambaccini, Saba Salvemini e Annika Strøhm, per la produzione di Compagnia Areté Ensemble e Cipriani Gambaccini. Il testo di Reza mostra come il teatro possa trasformare una situazione quotidiana in una radiografia feroce dei rapporti umani.

Le ferite della storia: da Agnese Borsellino alla memoria civile

Uno dei nuclei più intensi del festival è rappresentato da La stanza di Agnese, progetto di Meridiani Perduti Teatro, scritto e interpretato da Sara Bevilacqua, con drammaturgia di Osvaldo Capraro e video di Mimmo Greco. Lo spettacolo, in scena il 16 luglio, parte dalla figura di Agnese Borsellino e dal rapporto con il marito Paolo Borsellino, ricostruendo una storia privata intrecciata alla memoria collettiva dell’Italia contemporanea. Il teatro diventa qui un luogo di ascolto: non soltanto ricostruzione storica, ma spazio per comprendere il peso umano delle grandi vicende pubbliche.

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