Palazzo Bonaparte Roma: la mostra sul Novecento italiano con Klimt e i capolavori della Collezione Generali

About the Author: Alice Stocchi

Published On: 16 Luglio 2026

Tempo stimato per la lettura: 3,1 minuti

Ci sono opere che appartengono all’immaginario collettivo e altre che, pur essendo fondamentali, restano invisibili perché custodite nelle collezioni private o aziendali. È proprio questo patrimonio nascosto che Palazzo Bonaparte porta finalmente alla luce con Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali, visitabile gratuitamente dal 14 luglio al 23 agosto 2026. Oltre cinquanta capolavori, esposti insieme per la prima volta, compongono un itinerario che non celebra soltanto i grandi nomi della pittura italiana, ma racconta un secolo di cambiamenti, inquietudini e speranze. La mostra trasforma una raccolta corporate in un archivio vivo della memoria nazionale, dimostrando come anche le collezioni d’impresa possano custodire pagine decisive della storia dell’arte.

Una collezione che racconta il Paese

La raccolta del Gruppo Generali nasce nei primi anni Ottanta da un’idea sorprendentemente moderna: non decorare gli spazi di rappresentanza, ma costruire una collezione capace di interpretare il Novecento italiano attraverso opere di qualità museale. Il risultato è una selezione che evita la semplice successione di capolavori per privilegiare un dialogo tra linguaggi, poetiche e stagioni artistiche differenti. Futurismo, Metafisica, Realismo Magico, Scuola Romana e figurazione convivono senza gerarchie, mostrando come ogni opera rifletta le trasformazioni culturali, sociali e politiche del proprio tempo.

Da Boccioni a de Chirico, il secolo delle avanguardie

Tra le sale si incontrano protagonisti assoluti come Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Gino Severini, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Alberto Savinio, Antonio Donghi, Ubaldo Oppi, Mario Sironi, Massimo Campigli, Fausto Pirandello ed Emanuele Cavalli. Più che una semplice rassegna di grandi firme, il percorso costruisce una narrazione coerente dedicata ai temi della modernità: la velocità, il paesaggio, il corpo, la memoria, l’identità e il rapporto tra individuo e società. Le cinque sezioni accompagnano il visitatore in un viaggio attraverso le grandi domande del Novecento.

Il dialogo con il capolavoro di Gustav Klimt

Ad ampliare il respiro internazionale della mostra arriva un ospite d’eccezione: Le tre età di Gustav Klimt (foto 2), concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. La presenza del dipinto rappresenta uno dei momenti più attesi dell’esposizione e crea un dialogo naturale con i maestri italiani del XX secolo. L’opera del maestro viennese diventa così il simbolo di un confronto tra culture artistiche diverse ma unite dalla riflessione sul tempo, sulla vita e sulla fragilità dell’esistenza.

Un’arte accessibile a tutti

La mostra celebra il decimo anniversario di Generali Valore Cultura, il progetto nato nel 2016 con l’obiettivo di rendere l’arte sempre più inclusiva e accessibile. L’ingresso gratuito conferma questa vocazione, permettendo a un pubblico ampio di scoprire un patrimonio raramente visibile. Ad arricchire il percorso espositivo sono presenti anche storici manifesti delle Assicurazioni Generali firmati da Marcello Dudovich, Achille Beltrame e Gino Boccasile, oltre a eleganti foulard d’artista che raccontano il dialogo tra arte, grafica, design e comunicazione.

Un viaggio nella memoria del Novecento

Curata da Costantino D’Orazio e prodotta da Arthemisia, la mostra conferma Palazzo Bonaparte come uno dei principali poli espositivi della capitale. Ma il suo valore va oltre la qualità delle opere esposte. Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali restituisce infatti il ritratto di un Paese che ha attraversato rivoluzioni artistiche, cambiamenti sociali e profonde trasformazioni culturali. Un’esposizione che invita a rileggere il secolo scorso attraverso lo sguardo degli artisti e che restituisce al pubblico un patrimonio rimasto troppo a lungo lontano dagli occhi.

 

 

Crediti immagini :

Allestimento mostra “Nocevento italiano. Opere dallaCollezione Generali” © arthemisia

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Published On: 16 Luglio 2026

About the Author: Alice Stocchi

Tempo stimato per la lettura: 9 minuti

Ci sono opere che appartengono all’immaginario collettivo e altre che, pur essendo fondamentali, restano invisibili perché custodite nelle collezioni private o aziendali. È proprio questo patrimonio nascosto che Palazzo Bonaparte porta finalmente alla luce con Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali, visitabile gratuitamente dal 14 luglio al 23 agosto 2026. Oltre cinquanta capolavori, esposti insieme per la prima volta, compongono un itinerario che non celebra soltanto i grandi nomi della pittura italiana, ma racconta un secolo di cambiamenti, inquietudini e speranze. La mostra trasforma una raccolta corporate in un archivio vivo della memoria nazionale, dimostrando come anche le collezioni d’impresa possano custodire pagine decisive della storia dell’arte.

Una collezione che racconta il Paese

La raccolta del Gruppo Generali nasce nei primi anni Ottanta da un’idea sorprendentemente moderna: non decorare gli spazi di rappresentanza, ma costruire una collezione capace di interpretare il Novecento italiano attraverso opere di qualità museale. Il risultato è una selezione che evita la semplice successione di capolavori per privilegiare un dialogo tra linguaggi, poetiche e stagioni artistiche differenti. Futurismo, Metafisica, Realismo Magico, Scuola Romana e figurazione convivono senza gerarchie, mostrando come ogni opera rifletta le trasformazioni culturali, sociali e politiche del proprio tempo.

Da Boccioni a de Chirico, il secolo delle avanguardie

Tra le sale si incontrano protagonisti assoluti come Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Gino Severini, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Alberto Savinio, Antonio Donghi, Ubaldo Oppi, Mario Sironi, Massimo Campigli, Fausto Pirandello ed Emanuele Cavalli. Più che una semplice rassegna di grandi firme, il percorso costruisce una narrazione coerente dedicata ai temi della modernità: la velocità, il paesaggio, il corpo, la memoria, l’identità e il rapporto tra individuo e società. Le cinque sezioni accompagnano il visitatore in un viaggio attraverso le grandi domande del Novecento.

Il dialogo con il capolavoro di Gustav Klimt

Ad ampliare il respiro internazionale della mostra arriva un ospite d’eccezione: Le tre età di Gustav Klimt (foto 2), concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. La presenza del dipinto rappresenta uno dei momenti più attesi dell’esposizione e crea un dialogo naturale con i maestri italiani del XX secolo. L’opera del maestro viennese diventa così il simbolo di un confronto tra culture artistiche diverse ma unite dalla riflessione sul tempo, sulla vita e sulla fragilità dell’esistenza.

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La mostra celebra il decimo anniversario di Generali Valore Cultura, il progetto nato nel 2016 con l’obiettivo di rendere l’arte sempre più inclusiva e accessibile. L’ingresso gratuito conferma questa vocazione, permettendo a un pubblico ampio di scoprire un patrimonio raramente visibile. Ad arricchire il percorso espositivo sono presenti anche storici manifesti delle Assicurazioni Generali firmati da Marcello Dudovich, Achille Beltrame e Gino Boccasile, oltre a eleganti foulard d’artista che raccontano il dialogo tra arte, grafica, design e comunicazione.

Un viaggio nella memoria del Novecento

Curata da Costantino D’Orazio e prodotta da Arthemisia, la mostra conferma Palazzo Bonaparte come uno dei principali poli espositivi della capitale. Ma il suo valore va oltre la qualità delle opere esposte. Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali restituisce infatti il ritratto di un Paese che ha attraversato rivoluzioni artistiche, cambiamenti sociali e profonde trasformazioni culturali. Un’esposizione che invita a rileggere il secolo scorso attraverso lo sguardo degli artisti e che restituisce al pubblico un patrimonio rimasto troppo a lungo lontano dagli occhi.

 

 

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Allestimento mostra “Nocevento italiano. Opere dallaCollezione Generali” © arthemisia

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