Festivaletteratura 2026: Mantova compie trent’anni e torna a interrogare il futuro

Tempo stimato per la lettura: 3,1 minuti
Dal 9 al 13 settembre 2026, Festivaletteratura festeggia a Mantova la sua trentesima edizione con oltre 300 autrici e autori italiani e internazionali. Palazzi, piazze, cortili e strade della città torneranno a trasformarsi in luoghi d’incontro, ascolto e discussione. Un compleanno importante, celebrato però senza nostalgia: il festival continua a cambiare forma, a mescolare linguaggi e generazioni, cercando nella letteratura gli strumenti per leggere un presente sempre più difficile da decifrare.
Trent’anni e un futuro da immaginare
Che cosa significa avere trent’anni oggi, in un’epoca in cui il futuro sembra più una minaccia che una promessa? È una delle domande che attraversano il programma. Le voci degli scrittori parleranno di identità, confini, migrazioni e di un mondo nel quale la condizione dello straniero non riguarda più soltanto chi attraversa una frontiera. La letteratura diventa così un modo per osservare le trasformazioni del presente, senza pretendere risposte semplici a questioni sempre più complesse.
Dall’universo all’intelligenza artificiale
Lo sguardo del festival si spingerà dall’infinitamente grande alle tecnologie che stanno modificando la vita quotidiana. L’universo sarà osservato con la curiosità dell’infanzia, mentre l’intelligenza artificiale e le sue possibilità apriranno nuove domande sul rapporto tra esseri umani e macchine. Anche il suono avrà un ruolo centrale, con la musica pronta a uscire dai luoghi convenzionali per risuonare nei palazzi, sui balconi, nelle piazze e durante le parate che attraverseranno Mantova.
Le fratture del presente
Festivaletteratura non evita le zone più difficili del nostro tempo. Il programma affronterà le radici dell’odio, le nuove questioni di classe e le disuguaglianze che continuano a ridisegnare la società. Ci sarà spazio anche per interrogarsi sulle regole che governano questa stagione di instabilità. E proprio il gioco, con le sue norme condivise e i suoi esiti imprevedibili, diventerà una lente attraverso cui osservare il funzionamento della società, della politica e delle relazioni umane.
Nievo, Lovecraft e le voci della memoria
La trentesima edizione guarda anche alla letteratura del passato, con omaggi a Ippolito Nievo e al mondo oscuro di H.P. Lovecraft. Torneranno inoltre le parole dei predicatori dell’epoca di san Francesco, accanto alle testimonianze di chi oggi racconta violenze, guerre e ingiustizie. È un confronto tra epoche lontane ma unite dalla necessità di dare un nome alle inquietudini del proprio tempo e di trovare, nella parola, una possibilità di resistenza.
Le utopie sono ancora possibili?
Se il presente sembra aver consumato molte delle sue certezze, il festival affida proprio ai ragazzi una parte della risposta. Le loro domande attraverseranno incontri e laboratori, mettendo alla prova adulti e autori su temi come il corpo, il desiderio, la giustizia e il futuro. Da qui nasce una delle idee più forti dell’edizione: forse l’utopia non è un progetto irrealizzabile, ma la capacità di continuare a immaginare alternative quando tutto sembra suggerire il contrario.
Oltre trecento voci
Tra gli ospiti di questa edizione figurano Niccolò Ammaniti, Nathacha Appanah, Alessandro Barbero, Tim Berners-Lee, Natasha Brown, Emmanuel Carrère, Gino Cecchettin, Francesco Costa, Geoff Dyer, Mathias Énard, Didier Fassin, Giovanni Lindo Ferretti, Amitav Ghosh, Isabella Hammad, Siri Hustvedt, Theodor Kallifatides, Kim Bo-young, Luciana Littizzetto, Lorrie Moore, i Motus, Emma Nolde, Helen Oyeyemi, Gisèle Pelicot, Daniel Pennac, Bianca Pitzorno, Douglas Stuart, Sandro Veronesi, Hervé Tullet, Irvine Welsh, Lea Ypi e Matteo Zuppi, insieme a molte altre voci della letteratura e della cultura internazionale.
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Festivaletteratura 2026: Mantova compie trent’anni e torna a interrogare il futuro
Tempo stimato per la lettura: 9 minuti
Dal 9 al 13 settembre 2026, Festivaletteratura festeggia a Mantova la sua trentesima edizione con oltre 300 autrici e autori italiani e internazionali. Palazzi, piazze, cortili e strade della città torneranno a trasformarsi in luoghi d’incontro, ascolto e discussione. Un compleanno importante, celebrato però senza nostalgia: il festival continua a cambiare forma, a mescolare linguaggi e generazioni, cercando nella letteratura gli strumenti per leggere un presente sempre più difficile da decifrare.
Trent’anni e un futuro da immaginare
Che cosa significa avere trent’anni oggi, in un’epoca in cui il futuro sembra più una minaccia che una promessa? È una delle domande che attraversano il programma. Le voci degli scrittori parleranno di identità, confini, migrazioni e di un mondo nel quale la condizione dello straniero non riguarda più soltanto chi attraversa una frontiera. La letteratura diventa così un modo per osservare le trasformazioni del presente, senza pretendere risposte semplici a questioni sempre più complesse.
Dall’universo all’intelligenza artificiale
Lo sguardo del festival si spingerà dall’infinitamente grande alle tecnologie che stanno modificando la vita quotidiana. L’universo sarà osservato con la curiosità dell’infanzia, mentre l’intelligenza artificiale e le sue possibilità apriranno nuove domande sul rapporto tra esseri umani e macchine. Anche il suono avrà un ruolo centrale, con la musica pronta a uscire dai luoghi convenzionali per risuonare nei palazzi, sui balconi, nelle piazze e durante le parate che attraverseranno Mantova.
Le fratture del presente
Festivaletteratura non evita le zone più difficili del nostro tempo. Il programma affronterà le radici dell’odio, le nuove questioni di classe e le disuguaglianze che continuano a ridisegnare la società. Ci sarà spazio anche per interrogarsi sulle regole che governano questa stagione di instabilità. E proprio il gioco, con le sue norme condivise e i suoi esiti imprevedibili, diventerà una lente attraverso cui osservare il funzionamento della società, della politica e delle relazioni umane.
Nievo, Lovecraft e le voci della memoria
La trentesima edizione guarda anche alla letteratura del passato, con omaggi a Ippolito Nievo e al mondo oscuro di H.P. Lovecraft. Torneranno inoltre le parole dei predicatori dell’epoca di san Francesco, accanto alle testimonianze di chi oggi racconta violenze, guerre e ingiustizie. È un confronto tra epoche lontane ma unite dalla necessità di dare un nome alle inquietudini del proprio tempo e di trovare, nella parola, una possibilità di resistenza.
Le utopie sono ancora possibili?
Se il presente sembra aver consumato molte delle sue certezze, il festival affida proprio ai ragazzi una parte della risposta. Le loro domande attraverseranno incontri e laboratori, mettendo alla prova adulti e autori su temi come il corpo, il desiderio, la giustizia e il futuro. Da qui nasce una delle idee più forti dell’edizione: forse l’utopia non è un progetto irrealizzabile, ma la capacità di continuare a immaginare alternative quando tutto sembra suggerire il contrario.
Oltre trecento voci
Tra gli ospiti di questa edizione figurano Niccolò Ammaniti, Nathacha Appanah, Alessandro Barbero, Tim Berners-Lee, Natasha Brown, Emmanuel Carrère, Gino Cecchettin, Francesco Costa, Geoff Dyer, Mathias Énard, Didier Fassin, Giovanni Lindo Ferretti, Amitav Ghosh, Isabella Hammad, Siri Hustvedt, Theodor Kallifatides, Kim Bo-young, Luciana Littizzetto, Lorrie Moore, i Motus, Emma Nolde, Helen Oyeyemi, Gisèle Pelicot, Daniel Pennac, Bianca Pitzorno, Douglas Stuart, Sandro Veronesi, Hervé Tullet, Irvine Welsh, Lea Ypi e Matteo Zuppi, insieme a molte altre voci della letteratura e della cultura internazionale.



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