Il sacro e il lampo a Messina: arte e pirotecnica mediterranea

Tempo stimato per la lettura: 4,2 minuti
Un lampo squarcia il cielo, il fragore attraversa le strade, la folla si raccoglie in attesa. Nella pirotecnica mediterranea, il fuoco è molto più di uno spettacolo effimero: è rito, memoria condivisa e manifestazione di un’identità collettiva. A questa dimensione, sospesa tra sacro e profano, è dedicato Il sacro e il lampo – Mito e potere nella pirotecnica mediterranea, l’incontro in programma sabato 7 novembre 2026, alle ore 18, a Palazzo del Monte di Pietà a Messina. L’appuntamento è promosso da MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, il nuovo polo dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea nel Mediterraneo.
Leggi anche: MIRA Messina: nasce il nuovo polo del Mediterraneo per arte, ricerca e cooperazione culturale
Tra fotografia, antropologia e tradizioni popolari
Al centro del dialogo ci sarà la ricerca di Andrea Botto, artista e fotografo che da oltre dieci anni indaga il mondo della pirotecnica, trasformandolo in un terreno di riflessione sulle immagini, sui rituali e sulle relazioni sociali. Accanto a lui interverranno Berardino Palumbo, professore ordinario di Antropologia sociale all’Università degli Studi di Messina, l’etnomusicologo Mario Sarica e lo scrittore Massimo Maugeri. Quattro prospettive differenti per interrogare un fenomeno che appartiene tanto alla cultura visiva quanto alla storia delle comunità, mettendo in relazione la pratica artistica con gli strumenti dell’antropologia e lo studio delle tradizioni.
Dalle feste siciliane alle celebrazioni di Malta
La ricerca attraversa le feste religiose italiane e le ricorrenze maltesi, dove l’arte pirotecnica occupa un posto centrale nella vita culturale e sociale. Tra analogie e differenze, il Mediterraneo emerge come uno spazio di scambi e stratificazioni, nel quale gesti e consuetudini si tramandano, si trasformano e continuano a generare appartenenza. Particolare attenzione sarà riservata a Messina e alla Sicilia, territori in cui le celebrazioni popolari contribuiscono a definire il rapporto tra comunità, luoghi e memoria. Il fuoco diventa così una chiave di lettura del paesaggio sociale, capace di rendere visibili legami che spesso sfuggono allo sguardo quotidiano.
I «bummi» tra devozione, spettacolo e politica
Che cosa raccontano i botti di una festa? Quali significati si nascondono dietro il fragore dei cosiddetti «bummi», le esplosioni che accompagnano celebrazioni e ricorrenze? L’incontro affronterà la storia della pirotecnica e le sue molteplici funzioni, dalla dimensione votiva al rapporto con il potere, dalla devozione religiosa alla sfera pubblica. Non mancherà una riflessione sulla dimensione di genere e sui cambiamenti che attraversano le tradizioni nel confronto con la società contemporanea. La festa si rivela così uno spazio complesso, nel quale si negoziano ruoli, appartenenze e gerarchie, mentre il patrimonio immateriale continua a reinventarsi attraverso le generazioni.
MIRA, un nuovo spazio di ricerca a Messina
L’appuntamento si inserisce nel programma culturale di MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, realtà nata per favorire la sperimentazione artistica, la formazione e la cooperazione culturale tra Messina e l’area mediterranea. Il progetto è promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea e l’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, insieme al Comune e all’Università di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI. La scelta di partire dalle tradizioni pirotecniche del territorio sottolinea la volontà di costruire un rapporto continuativo con la città, riconoscendone le storie, le pratiche e le espressioni culturali come materia viva di ricerca.
Il Mediterraneo come laboratorio culturale
In Il sacro e il lampo, la pirotecnica diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul modo in cui le comunità costruiscono e trasmettono la propria memoria. Tra fotografia, antropologia e narrazione, il fuoco appare come un linguaggio capace di unire dimensione simbolica ed esperienza collettiva, spettacolarità e appartenenza. È in questa tensione che il Mediterraneo si rivela non soltanto come spazio geografico, ma come laboratorio culturale attraversato da incontri, continuità e trasformazioni. Un’occasione per osservare le tradizioni da una prospettiva contemporanea e comprendere come, dietro la luce improvvisa di un’esplosione, si custodisca una storia molto più lunga.
Informazioni e prenotazioni
L’incontro si terrà sabato 7 novembre 2026, alle ore 18, a Palazzo del Monte di Pietà, a Messina. La durata prevista è di circa 90 minuti. Interverranno Andrea Botto, Berardino Palumbo, Mario Sarica e Massimo Maugeri.
L’ingresso è gratuito, esclusivamente su prenotazione. Per partecipare è necessario registrarsi attraverso la pagina dedicata su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/il-sacro-e-il-lampo-mito-e-potere-nella-pirotecnica-mediterranea-tickets-2003665860526?aff=oddtdtcreator. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito miramessina.art.
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Il sacro e il lampo a Messina: arte e pirotecnica mediterranea
Tempo stimato per la lettura: 13 minuti
Un lampo squarcia il cielo, il fragore attraversa le strade, la folla si raccoglie in attesa. Nella pirotecnica mediterranea, il fuoco è molto più di uno spettacolo effimero: è rito, memoria condivisa e manifestazione di un’identità collettiva. A questa dimensione, sospesa tra sacro e profano, è dedicato Il sacro e il lampo – Mito e potere nella pirotecnica mediterranea, l’incontro in programma sabato 7 novembre 2026, alle ore 18, a Palazzo del Monte di Pietà a Messina. L’appuntamento è promosso da MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, il nuovo polo dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea nel Mediterraneo.
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Tra fotografia, antropologia e tradizioni popolari
Al centro del dialogo ci sarà la ricerca di Andrea Botto, artista e fotografo che da oltre dieci anni indaga il mondo della pirotecnica, trasformandolo in un terreno di riflessione sulle immagini, sui rituali e sulle relazioni sociali. Accanto a lui interverranno Berardino Palumbo, professore ordinario di Antropologia sociale all’Università degli Studi di Messina, l’etnomusicologo Mario Sarica e lo scrittore Massimo Maugeri. Quattro prospettive differenti per interrogare un fenomeno che appartiene tanto alla cultura visiva quanto alla storia delle comunità, mettendo in relazione la pratica artistica con gli strumenti dell’antropologia e lo studio delle tradizioni.
Dalle feste siciliane alle celebrazioni di Malta
La ricerca attraversa le feste religiose italiane e le ricorrenze maltesi, dove l’arte pirotecnica occupa un posto centrale nella vita culturale e sociale. Tra analogie e differenze, il Mediterraneo emerge come uno spazio di scambi e stratificazioni, nel quale gesti e consuetudini si tramandano, si trasformano e continuano a generare appartenenza. Particolare attenzione sarà riservata a Messina e alla Sicilia, territori in cui le celebrazioni popolari contribuiscono a definire il rapporto tra comunità, luoghi e memoria. Il fuoco diventa così una chiave di lettura del paesaggio sociale, capace di rendere visibili legami che spesso sfuggono allo sguardo quotidiano.
I «bummi» tra devozione, spettacolo e politica
Che cosa raccontano i botti di una festa? Quali significati si nascondono dietro il fragore dei cosiddetti «bummi», le esplosioni che accompagnano celebrazioni e ricorrenze? L’incontro affronterà la storia della pirotecnica e le sue molteplici funzioni, dalla dimensione votiva al rapporto con il potere, dalla devozione religiosa alla sfera pubblica. Non mancherà una riflessione sulla dimensione di genere e sui cambiamenti che attraversano le tradizioni nel confronto con la società contemporanea. La festa si rivela così uno spazio complesso, nel quale si negoziano ruoli, appartenenze e gerarchie, mentre il patrimonio immateriale continua a reinventarsi attraverso le generazioni.
MIRA, un nuovo spazio di ricerca a Messina
L’appuntamento si inserisce nel programma culturale di MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, realtà nata per favorire la sperimentazione artistica, la formazione e la cooperazione culturale tra Messina e l’area mediterranea. Il progetto è promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea e l’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, insieme al Comune e all’Università di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI. La scelta di partire dalle tradizioni pirotecniche del territorio sottolinea la volontà di costruire un rapporto continuativo con la città, riconoscendone le storie, le pratiche e le espressioni culturali come materia viva di ricerca.
Il Mediterraneo come laboratorio culturale
In Il sacro e il lampo, la pirotecnica diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul modo in cui le comunità costruiscono e trasmettono la propria memoria. Tra fotografia, antropologia e narrazione, il fuoco appare come un linguaggio capace di unire dimensione simbolica ed esperienza collettiva, spettacolarità e appartenenza. È in questa tensione che il Mediterraneo si rivela non soltanto come spazio geografico, ma come laboratorio culturale attraversato da incontri, continuità e trasformazioni. Un’occasione per osservare le tradizioni da una prospettiva contemporanea e comprendere come, dietro la luce improvvisa di un’esplosione, si custodisca una storia molto più lunga.
Informazioni e prenotazioni
L’incontro si terrà sabato 7 novembre 2026, alle ore 18, a Palazzo del Monte di Pietà, a Messina. La durata prevista è di circa 90 minuti. Interverranno Andrea Botto, Berardino Palumbo, Mario Sarica e Massimo Maugeri.
L’ingresso è gratuito, esclusivamente su prenotazione. Per partecipare è necessario registrarsi attraverso la pagina dedicata su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/il-sacro-e-il-lampo-mito-e-potere-nella-pirotecnica-mediterranea-tickets-2003665860526?aff=oddtdtcreator. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito miramessina.art.







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