Hervé di Rosa al Centre Pompidou

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 2 Marzo 2024

Tempo stimato per la lettura: 3,3 minuti

Con l’esposizione Hervé di Rosa, le passe -mondes il Centre Pompidou rende omaggio – dal 28 febbraio al 26 agosto 2024 – a uno dei protagonisti del movimento della Figurazione libera. Tra fumetto e cultura popolare, la Figurazione libera è stato un movimento importante per la scena artistica francese degli anni 80.

Erede di una storia che spazia dal dadaismo al movimento punk, passando per Jean Dubuffet e CoBrA, Hervé Di Rosa ne ha costantemente messo in dubbio la legittimità gerarchie artistiche e l’assolutismo della “Grande Arte”. Grazie alla significativa donazione effettuata dall’artista nel 2013 e con alcuni prestiti, soprattutto di opere recenti, questa mostra offre, in una trentina di opere, un eloquente panorama del percorso dell’artista.

Il giro del mondo

L’esposizione presenta anche diversi dipinti recenti dell’artista che rivelano quello che è il suo lavoro dopo il lungo viaggio delle sue immagini in giro per il mondo. Un viaggio al quale sono invitati i bambini, che grazie ai cartelli pensati e posizionati alla loro altezza possono scoprire divertendosi le opere in mostra.

Ispirate ai fumetti e alla cultura popolare, le pitture che realizza denotano un forte rifiuto delle gerarchie artistiche in un contesto post-punk. Nel corso dei decenni seguenti il suo progetto Autour du monde apre una nuova strada all’iconografia che crea. Nel corso dei decenni successivi, dona all’iconografia ricca ed esuberante del suo primo periodo una nuova vitalità con il singolare progetto Hervé di Rosa decide di affidare le sue immagini differenti, tecniche e savoir faire, da Sophia Lisbona, passando per kumasi, Portonovo ad Elisa Abeba, Videoin, Duban, L’Avana, Mexico Forman, Miami, Tunisi e Siviglia.

L’arte degli altri

Sono riunite più di venti opere di questa collezione la mostra. Durante i suoi viaggi studia il modo in cui vengono realizzate le immagini altrove, per utilizzare queste diverse tecniche e know-how nelle tue creazioni: la tecnica dell’icona bulgara (Le Bonheur), la pittura segnaletica in Ghana (Modest Art), applicazioni su tessuto del Benin (La Sortie de l’usine), lacche e intarsi in madreperla in Vietnam (La Tigre di Madreperla), la fonderia del Camerun (Robot Grabber) o addirittura la terra alberi messicani cucinati della vita (Ascolta il tuo corpo, è vivo) e le paillettes del Comunità haitiana della Florida (Guns).

Artista-collezionista

Hervé Di Rosa affianca all’attività di artista anche quella di appassionato collezionista. Nel corso degli anni ha costruito una collezione di quelle che definisce “arti modeste”. Parte di questa poliedrica collezione è ora al Museo Internazionale delle Arti modesto, creato nel 2000 a Sète da Hervé Di Rosa. Il rapporto tra l’opera e la collezione, tra le immagini che l’artista crea e quelle che il collezionista unisce con passione costituisce uno degli aspetti più affascinanti dell’universo Di Rosa. Un grande planisfero (L’Arcipelago delle Arti Modeste) e una vetrina contenente diverse centinaia di oggetti ne sono testimonianza nella mostra di questa dimensione del suo lavoro.

Un museo per le arti modeste

«Le arti modeste non sono né un genere artistico né un movimento; spostano lo sguardo. Sono un’apertura di questo sguardo, una disposizione alla curiosità. Le arti modeste riguardano sia oggetti prodotti in serie che creazioni uniche. Costituiscono una sorta di supercategoria che racchiude e collega i margini di ciascun dominio», afferma Hervé Di Rosa.

Nela 2000, l’artista ha creato nella sua città natale Sète, il Museo Internazionale delle Arti modeste (MIAM). Una maxi-tela ovale, un planisfero, riunisce tutte queste arti, che finalmente entrano in una della più importanti istituzioni artistiche al mondo.

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Published On: 2 Marzo 2024

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 10 minuti

Con l’esposizione Hervé di Rosa, le passe -mondes il Centre Pompidou rende omaggio – dal 28 febbraio al 26 agosto 2024 – a uno dei protagonisti del movimento della Figurazione libera. Tra fumetto e cultura popolare, la Figurazione libera è stato un movimento importante per la scena artistica francese degli anni 80.

Erede di una storia che spazia dal dadaismo al movimento punk, passando per Jean Dubuffet e CoBrA, Hervé Di Rosa ne ha costantemente messo in dubbio la legittimità gerarchie artistiche e l’assolutismo della “Grande Arte”. Grazie alla significativa donazione effettuata dall’artista nel 2013 e con alcuni prestiti, soprattutto di opere recenti, questa mostra offre, in una trentina di opere, un eloquente panorama del percorso dell’artista.

Il giro del mondo

L’esposizione presenta anche diversi dipinti recenti dell’artista che rivelano quello che è il suo lavoro dopo il lungo viaggio delle sue immagini in giro per il mondo. Un viaggio al quale sono invitati i bambini, che grazie ai cartelli pensati e posizionati alla loro altezza possono scoprire divertendosi le opere in mostra.

Ispirate ai fumetti e alla cultura popolare, le pitture che realizza denotano un forte rifiuto delle gerarchie artistiche in un contesto post-punk. Nel corso dei decenni seguenti il suo progetto Autour du monde apre una nuova strada all’iconografia che crea. Nel corso dei decenni successivi, dona all’iconografia ricca ed esuberante del suo primo periodo una nuova vitalità con il singolare progetto Hervé di Rosa decide di affidare le sue immagini differenti, tecniche e savoir faire, da Sophia Lisbona, passando per kumasi, Portonovo ad Elisa Abeba, Videoin, Duban, L’Avana, Mexico Forman, Miami, Tunisi e Siviglia.

L’arte degli altri

Sono riunite più di venti opere di questa collezione la mostra. Durante i suoi viaggi studia il modo in cui vengono realizzate le immagini altrove, per utilizzare queste diverse tecniche e know-how nelle tue creazioni: la tecnica dell’icona bulgara (Le Bonheur), la pittura segnaletica in Ghana (Modest Art), applicazioni su tessuto del Benin (La Sortie de l’usine), lacche e intarsi in madreperla in Vietnam (La Tigre di Madreperla), la fonderia del Camerun (Robot Grabber) o addirittura la terra alberi messicani cucinati della vita (Ascolta il tuo corpo, è vivo) e le paillettes del Comunità haitiana della Florida (Guns).

Artista-collezionista

Hervé Di Rosa affianca all’attività di artista anche quella di appassionato collezionista. Nel corso degli anni ha costruito una collezione di quelle che definisce “arti modeste”. Parte di questa poliedrica collezione è ora al Museo Internazionale delle Arti modesto, creato nel 2000 a Sète da Hervé Di Rosa. Il rapporto tra l’opera e la collezione, tra le immagini che l’artista crea e quelle che il collezionista unisce con passione costituisce uno degli aspetti più affascinanti dell’universo Di Rosa. Un grande planisfero (L’Arcipelago delle Arti Modeste) e una vetrina contenente diverse centinaia di oggetti ne sono testimonianza nella mostra di questa dimensione del suo lavoro.

Un museo per le arti modeste

«Le arti modeste non sono né un genere artistico né un movimento; spostano lo sguardo. Sono un’apertura di questo sguardo, una disposizione alla curiosità. Le arti modeste riguardano sia oggetti prodotti in serie che creazioni uniche. Costituiscono una sorta di supercategoria che racchiude e collega i margini di ciascun dominio», afferma Hervé Di Rosa.

Nela 2000, l’artista ha creato nella sua città natale Sète, il Museo Internazionale delle Arti modeste (MIAM). Una maxi-tela ovale, un planisfero, riunisce tutte queste arti, che finalmente entrano in una della più importanti istituzioni artistiche al mondo.

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