La 13ª edizione del Festival della Cinémathèque. Un viaggio nel cinema restaurato

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 7 Marzo 2026

Tempo stimato per la lettura: 3,2 minuti

La tredicesima edizione del Festival della Cinémathèque française si svolge dal 11 al 15 marzo 2026, trasformando per cinque giorni Parigi e l’Île-de-France in un grande palcoscenico dedicato al cinema di patrimonio. Il pubblico riscopre sul grande schermo circa cento film provenienti da tutto il mondo, molti dei quali presentati in splendide versioni restaurate.

Omaggi al cinema americano

Per la sua tredicesima edizione, il Festival della Cinémathèque française rende omaggio a due figure del cinema americano, incarnazioni della grande forma hollywoodiana della fine del XX secolo. Debra Winger incarna un’idea alta e rigorosa del mestiere di attrice nello star-system dell’epoca, scegliendo con attenzione i suoi ruoli e collaborando con autori prestigiosi. Indimenticabile protagonista di Teneri passioni, rappresenta anche il lato più oscuro della “fabbrica dei sogni”, segnato dalle pressioni esercitate sulle attrici.

Campione del blockbuster degli anni ’80, John Badham coglie spesso con precisione lo spirito del suo tempo: La febbre del sabato sera segna la fine degli anni ’70, mentre WarGames anticipa con sorprendente lucidità i dibattiti contemporanei sull’intelligenza artificiale. Allo stesso modo, oggi Tuono di fuoco, cronaca di un’America sotto sorveglianza militare, assume nuove sfumature e significati.

Restauri, rarità e memoria

Come sempre, il festival riserva ampio spazio alle restaurazioni più recenti e alle rarità, affiancandole a numerosi omaggi. Vengono celebrati i cineasti Aleksandar Petrović, Robert Bober, Anja Breien e Pierre Zucca, insieme allo storico e archivista Naoum Kleiman, soprannominato “il Langlois russo”.

La manifestazione rende inoltre omaggio alla Kadokawa Pictures e alla città di Bruxelles, confermando la sua vocazione internazionale e la volontà di valorizzare il patrimonio cinematografico in tutte le sue forme.  In occasione del  cinquantesimo anniversario della Kadokawa Pictures, il Festival della Cinémathèque dedica loro una sezione speciale presentando sei film restaurati che attraversano cinquant’anni di cinema popolare giapponese, offreno uno sguardo privilegiato su una produzione fondamentale per la cultura audiovisiva del paese del Sol levante. Bruxelles vu par… evidenzia come la città belga sia una profondamente cinematografica, che nel tempo ha ispirato registi belgi e internazionali grazie alla sua atmosfera unica e ai suoi paesaggi urbani ricchi di carattere.

Eventi speciali e riflessioni contemporanee

Il programma è arricchito da diversi cine-concerti che uniscono immagini e musica dal vivo. Tra questi spicca la serata di chiusura con Il Maestro del logis di Carl Theodor Dreyer, accompagnato dalle sonorità di Gaspar Claus e Sylvain Rabourdin.

Il festival ospita anche una giornata di studio organizzata in collaborazione con il CNC e la CST, dal titolo Cinema ed ecologia – reinventare la critica, interrogare le pratiche, dedicata a una riflessione sulle nuove prospettive del settore audiovisivo e sui suoi modelli di analisi e produzione.

Incontri con il pubblico

John Badham e Debra Winger partecipano attivamente al festival, presentando numerose proiezioni e dialogando con il pubblico. In particolare, incontrano gli spettatori dopo le proiezioni di La febbre del sabato sera (sabato 14 marzo, ore 16:15) e di Un tè nel deserto (domenica 15 marzo, ore 14:30), creando momenti di confronto diretto e appassionato.

Un festival che continua

Cinque giorni, cento film, numerosi ospiti e undici sale partner: il Festival della Cinémathèque celebra la vitalità del cinema del passato rendendolo vivo nel presente. L’esperienza prosegue anche oltre la manifestazione: sulla piattaforma gratuita HENRI è disponibile Nanouk l’Esquimese di Robert J. Flaherty, mentre grazie all’ADRC il festival si estende nelle regioni francesi con proiezioni “fuori le mura” fino al 24 marzo.

Un invito a continuare a esplorare il patrimonio cinematografico, mantenendolo accessibile e attuale per il pubblico di oggi.

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Published On: 7 Marzo 2026

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 10 minuti

La tredicesima edizione del Festival della Cinémathèque française si svolge dal 11 al 15 marzo 2026, trasformando per cinque giorni Parigi e l’Île-de-France in un grande palcoscenico dedicato al cinema di patrimonio. Il pubblico riscopre sul grande schermo circa cento film provenienti da tutto il mondo, molti dei quali presentati in splendide versioni restaurate.

Omaggi al cinema americano

Per la sua tredicesima edizione, il Festival della Cinémathèque française rende omaggio a due figure del cinema americano, incarnazioni della grande forma hollywoodiana della fine del XX secolo. Debra Winger incarna un’idea alta e rigorosa del mestiere di attrice nello star-system dell’epoca, scegliendo con attenzione i suoi ruoli e collaborando con autori prestigiosi. Indimenticabile protagonista di Teneri passioni, rappresenta anche il lato più oscuro della “fabbrica dei sogni”, segnato dalle pressioni esercitate sulle attrici.

Campione del blockbuster degli anni ’80, John Badham coglie spesso con precisione lo spirito del suo tempo: La febbre del sabato sera segna la fine degli anni ’70, mentre WarGames anticipa con sorprendente lucidità i dibattiti contemporanei sull’intelligenza artificiale. Allo stesso modo, oggi Tuono di fuoco, cronaca di un’America sotto sorveglianza militare, assume nuove sfumature e significati.

Restauri, rarità e memoria

Come sempre, il festival riserva ampio spazio alle restaurazioni più recenti e alle rarità, affiancandole a numerosi omaggi. Vengono celebrati i cineasti Aleksandar Petrović, Robert Bober, Anja Breien e Pierre Zucca, insieme allo storico e archivista Naoum Kleiman, soprannominato “il Langlois russo”.

La manifestazione rende inoltre omaggio alla Kadokawa Pictures e alla città di Bruxelles, confermando la sua vocazione internazionale e la volontà di valorizzare il patrimonio cinematografico in tutte le sue forme.  In occasione del  cinquantesimo anniversario della Kadokawa Pictures, il Festival della Cinémathèque dedica loro una sezione speciale presentando sei film restaurati che attraversano cinquant’anni di cinema popolare giapponese, offreno uno sguardo privilegiato su una produzione fondamentale per la cultura audiovisiva del paese del Sol levante. Bruxelles vu par… evidenzia come la città belga sia una profondamente cinematografica, che nel tempo ha ispirato registi belgi e internazionali grazie alla sua atmosfera unica e ai suoi paesaggi urbani ricchi di carattere.

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Il programma è arricchito da diversi cine-concerti che uniscono immagini e musica dal vivo. Tra questi spicca la serata di chiusura con Il Maestro del logis di Carl Theodor Dreyer, accompagnato dalle sonorità di Gaspar Claus e Sylvain Rabourdin.

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Incontri con il pubblico

John Badham e Debra Winger partecipano attivamente al festival, presentando numerose proiezioni e dialogando con il pubblico. In particolare, incontrano gli spettatori dopo le proiezioni di La febbre del sabato sera (sabato 14 marzo, ore 16:15) e di Un tè nel deserto (domenica 15 marzo, ore 14:30), creando momenti di confronto diretto e appassionato.

Un festival che continua

Cinque giorni, cento film, numerosi ospiti e undici sale partner: il Festival della Cinémathèque celebra la vitalità del cinema del passato rendendolo vivo nel presente. L’esperienza prosegue anche oltre la manifestazione: sulla piattaforma gratuita HENRI è disponibile Nanouk l’Esquimese di Robert J. Flaherty, mentre grazie all’ADRC il festival si estende nelle regioni francesi con proiezioni “fuori le mura” fino al 24 marzo.

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