OPEN a Palazzo Buontalenti: quando arte e ricerca accademica interrogano il valore nascosto del presente

Tempo stimato per la lettura: 4,2 minuti
In occasione del suo cinquantesimo anniversario, l’Istituto Universitario Europeo (EUI) apre le porte di Palazzo Buontalenti a Firenze con OPEN, una mostra che, dall’ 8 maggio al 12 ottobre 2026, mette in relazione due territori apparentemente lontani ma profondamente connessi: la ricerca accademica e la creazione artistica contemporanea.
Il progetto nasce dall’idea che l’arte, come la ricerca scientifica, sia uno strumento per interrogare il presente, mettere in discussione ciò che appare evidente e osservare quelle zone marginali della realtà spesso escluse dai grandi racconti ufficiali. Fin dalla sua fondazione, l’EUI ha rappresentato un luogo internazionale di confronto tra studiosi impegnati nell’analisi delle trasformazioni politiche, economiche e sociali del mondo contemporaneo. Con OPEN, questa vocazione alla ricerca si apre al linguaggio dell’arte, creando uno spazio dove il pensiero critico incontra l’immaginazione.
Palazzo Buontalenti diventa un luogo di dialogo tra arte, conoscenza e società
Curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, in dialogo con la storica e alumna dell’EUI Johanna Gautier-Morin, la mostra trasforma Palazzo Buontalenti in un ambiente di riflessione collettiva. Il percorso espositivo coinvolge anche alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti – Gaia Lupo, Michele Bernardini, Alessandro Musumeci, Marta Fumanti, Elena Coli e Antonio Vasquez – chiamati a partecipare alla costruzione di un progetto che unisce formazione, ricerca e pratica artistica.
La scelta degli spazi è parte integrante del racconto: le opere si distribuiscono tra gli ambienti del palazzo e il giardino, creando un dialogo continuo tra architettura storica, installazioni contemporanee e paesaggio. OPEN non propone soltanto una successione di opere, ma un ambiente aperto alla contaminazione tra discipline diverse.
Gli artisti di OPEN e la ricerca sulle forme invisibili del valore
Il progetto riunisce le opere di Agnieszka Polska, Berlinde De Bruyckere, Eglė Budvytytė, Elena Mazzi, Leone Contini, Riccardo Previdi e Pierre Chastel, artisti accomunati dalla capacità di osservare ciò che spesso rimane nascosto. Attraverso linguaggi diversi – installazione, video, scultura e interventi site-specific – la mostra invita il pubblico a riflettere sui meccanismi che regolano la società contemporanea.
Il tema centrale è quello del valore: come nasce ciò che consideriamo importante? Quali attività, gesti e forme di conoscenza vengono riconosciuti e quali invece rimangono invisibili? L’arte diventa così uno strumento per illuminare le “zone cieche” del sistema economico e sociale, mostrando processi normalmente esclusi dalla narrazione dominante.
Se rendessimo visibile ciò che l’economia nasconde?
La domanda alla base di OPEN è profondamente contemporanea: come apparirebbe la vita economica, e più in generale la nostra organizzazione sociale, se tutte le sue parti invisibili diventassero improvvisamente visibili? La mostra non offre risposte definitive, ma costruisce uno spazio di interrogazione. Molti sistemi che regolano la vita quotidiana dipendono infatti da attività spesso non riconosciute: il lavoro di cura, le relazioni comunitarie, le risorse naturali, le conoscenze condivise e i processi culturali che contribuiscono alla costruzione del valore collettivo. Gli artisti coinvolti lavorano proprio su queste tensioni, mettendo in crisi l’idea che il valore possa essere misurato soltanto attraverso criteri economici.
L’arte contemporanea come forma di pensiero critico
OPEN nasce dalla convinzione che arte e ricerca accademica condividano una stessa funzione: interrogare il mondo invece di limitarsi a descriverlo. L’artista, come il ricercatore, osserva fenomeni complessi, formula domande e cerca nuovi strumenti per comprendere la realtà. In questo senso la mostra rappresenta una riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea oggi: non semplice produzione estetica, ma spazio critico capace di mettere in discussione abitudini, gerarchie e modelli consolidati. L’immaginazione diventa una forma di conoscenza.
Un percorso tra palazzo e giardino dove il contemporaneo incontra la storia
La scelta di Palazzo Buontalenti, situato a pochi passi dall’Accademia di Belle Arti di Firenze, rafforza il dialogo tra memoria storica e sperimentazione contemporanea. Le installazioni site-specific inserite negli spazi del palazzo e del giardino modificano la percezione dell’architettura, creando un confronto tra passato e presente. L’edificio non è soltanto il contenitore della mostra, ma parte integrante dell’esperienza: un luogo in cui la storia diventa il punto di partenza per nuove domande sul futuro.
OPEN, una mostra gratuita dove il sapere incontra l’immaginazione
Grazie a OPEN, l’Istituto Universitario Europeo celebra cinquant’anni di ricerca aprendo un nuovo spazio di confronto con l’arte contemporanea. La mostra propone un modello culturale fondato sulla collaborazione tra discipline, dove università, artisti e pubblico possono incontrarsi attorno alle grandi questioni del presente. Più che raccontare ciò che già conosciamo, OPEN invita a osservare ciò che normalmente resta ai margini: valori nascosti, economie invisibili, relazioni dimenticate. Un progetto che ricorda come l’arte, proprio come la ricerca, inizi sempre da una domanda.
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OPEN a Palazzo Buontalenti: quando arte e ricerca accademica interrogano il valore nascosto del presente
Tempo stimato per la lettura: 13 minuti
In occasione del suo cinquantesimo anniversario, l’Istituto Universitario Europeo (EUI) apre le porte di Palazzo Buontalenti a Firenze con OPEN, una mostra che, dall’ 8 maggio al 12 ottobre 2026, mette in relazione due territori apparentemente lontani ma profondamente connessi: la ricerca accademica e la creazione artistica contemporanea.
Il progetto nasce dall’idea che l’arte, come la ricerca scientifica, sia uno strumento per interrogare il presente, mettere in discussione ciò che appare evidente e osservare quelle zone marginali della realtà spesso escluse dai grandi racconti ufficiali. Fin dalla sua fondazione, l’EUI ha rappresentato un luogo internazionale di confronto tra studiosi impegnati nell’analisi delle trasformazioni politiche, economiche e sociali del mondo contemporaneo. Con OPEN, questa vocazione alla ricerca si apre al linguaggio dell’arte, creando uno spazio dove il pensiero critico incontra l’immaginazione.
Palazzo Buontalenti diventa un luogo di dialogo tra arte, conoscenza e società
Curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, in dialogo con la storica e alumna dell’EUI Johanna Gautier-Morin, la mostra trasforma Palazzo Buontalenti in un ambiente di riflessione collettiva. Il percorso espositivo coinvolge anche alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti – Gaia Lupo, Michele Bernardini, Alessandro Musumeci, Marta Fumanti, Elena Coli e Antonio Vasquez – chiamati a partecipare alla costruzione di un progetto che unisce formazione, ricerca e pratica artistica.
La scelta degli spazi è parte integrante del racconto: le opere si distribuiscono tra gli ambienti del palazzo e il giardino, creando un dialogo continuo tra architettura storica, installazioni contemporanee e paesaggio. OPEN non propone soltanto una successione di opere, ma un ambiente aperto alla contaminazione tra discipline diverse.
Gli artisti di OPEN e la ricerca sulle forme invisibili del valore
Il progetto riunisce le opere di Agnieszka Polska, Berlinde De Bruyckere, Eglė Budvytytė, Elena Mazzi, Leone Contini, Riccardo Previdi e Pierre Chastel, artisti accomunati dalla capacità di osservare ciò che spesso rimane nascosto. Attraverso linguaggi diversi – installazione, video, scultura e interventi site-specific – la mostra invita il pubblico a riflettere sui meccanismi che regolano la società contemporanea.
Il tema centrale è quello del valore: come nasce ciò che consideriamo importante? Quali attività, gesti e forme di conoscenza vengono riconosciuti e quali invece rimangono invisibili? L’arte diventa così uno strumento per illuminare le “zone cieche” del sistema economico e sociale, mostrando processi normalmente esclusi dalla narrazione dominante.
Se rendessimo visibile ciò che l’economia nasconde?
La domanda alla base di OPEN è profondamente contemporanea: come apparirebbe la vita economica, e più in generale la nostra organizzazione sociale, se tutte le sue parti invisibili diventassero improvvisamente visibili? La mostra non offre risposte definitive, ma costruisce uno spazio di interrogazione. Molti sistemi che regolano la vita quotidiana dipendono infatti da attività spesso non riconosciute: il lavoro di cura, le relazioni comunitarie, le risorse naturali, le conoscenze condivise e i processi culturali che contribuiscono alla costruzione del valore collettivo. Gli artisti coinvolti lavorano proprio su queste tensioni, mettendo in crisi l’idea che il valore possa essere misurato soltanto attraverso criteri economici.
L’arte contemporanea come forma di pensiero critico
OPEN nasce dalla convinzione che arte e ricerca accademica condividano una stessa funzione: interrogare il mondo invece di limitarsi a descriverlo. L’artista, come il ricercatore, osserva fenomeni complessi, formula domande e cerca nuovi strumenti per comprendere la realtà. In questo senso la mostra rappresenta una riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea oggi: non semplice produzione estetica, ma spazio critico capace di mettere in discussione abitudini, gerarchie e modelli consolidati. L’immaginazione diventa una forma di conoscenza.
Un percorso tra palazzo e giardino dove il contemporaneo incontra la storia
La scelta di Palazzo Buontalenti, situato a pochi passi dall’Accademia di Belle Arti di Firenze, rafforza il dialogo tra memoria storica e sperimentazione contemporanea. Le installazioni site-specific inserite negli spazi del palazzo e del giardino modificano la percezione dell’architettura, creando un confronto tra passato e presente. L’edificio non è soltanto il contenitore della mostra, ma parte integrante dell’esperienza: un luogo in cui la storia diventa il punto di partenza per nuove domande sul futuro.
OPEN, una mostra gratuita dove il sapere incontra l’immaginazione
Grazie a OPEN, l’Istituto Universitario Europeo celebra cinquant’anni di ricerca aprendo un nuovo spazio di confronto con l’arte contemporanea. La mostra propone un modello culturale fondato sulla collaborazione tra discipline, dove università, artisti e pubblico possono incontrarsi attorno alle grandi questioni del presente. Più che raccontare ciò che già conosciamo, OPEN invita a osservare ciò che normalmente resta ai margini: valori nascosti, economie invisibili, relazioni dimenticate. Un progetto che ricorda come l’arte, proprio come la ricerca, inizi sempre da una domanda.




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