Prorogata la mostra Autorotella al Museo Casa della Memoria a Catanzaro

Tempo stimato per la lettura: 2,1 minuti
La mostra Autorotella, al Museo Casa della Memoria di Catanzaro, è eccezionalmente prorogata fino al 25 settembre 2026, offrendo al pubblico un’ulteriore occasione per visitare l’esposizione dedicata a una delle figure più significative dell’arte contemporanea, un omaggio della Fondazione Mimmo Rotella nel ventesimo anniversario della scomparsa del Maestro.
Mimmo Rotella tra il 1966 e il 1970
La rassegna, a cura di Alberto Fiz, prende spunto da una serie di opere conservate all’interno della Casa della Memoria per poi arricchirsi con preziose testimonianze messe a disposizione dalla Fondazione Mimmo Rotella, con diretto riferimento all’autobiografia dell’artista che racconta in forma diaristica gli avvenimenti che lo hanno coinvolto tra il 1966 e il 1970. Si viene così a creare una stretta relazione tra parola e immagine nell’ambito di una rassegna che può essere letta come una dichiarazione di poetica, un modo originale per indagare il maestro del décollage attraverso la disseminazione della propria immagine. Le opere selezionate spaziano in un percorso che va dal 1958 al 1999 proponendo una sintesi di tecniche e stili: da Autoportrait, tela emulsionata del 1969, per giungere a Autoritratto napoleonico, lamiera con interventi di décollage e sovrapittura, passando attraverso un’altra lamiera dove compare l’artista con la figlia Asya sulle spalle. Non manca poi una scultura in bronzo con i tratti del motociclista e alcuni disegni autoironici e caricaturali.
La pratica dell’autoritratto
Da Picasso a Warhol, da Giacometti a Bacon, l’affermazione del sé rappresenta una componente determinante di un’arte che rivolge il proprio sguardo all’interno, a un soggetto solo in apparenza stabile. Nel caso di Rotella la pratica dell’autoritratto è scevra da ogni forma di narcisismo autoreferenziale con l’artista che pone sé stesso come parte di un sistema semantico articolato dove il proprio volto può essere strappato, manipolato, ridipinto o reso iconico attraverso la maschera. Rotella mette così in discussione la propria immagine sottoponendola alla medesima forza di abrasione che agisce su altri contesti quali la pubblicità, l’universo cinematografico o il paesaggio urbano. Autorotella appare dunque come un percorso particolarmente attuale per indagare la poetica di un artista che, a vent’anni dalla scomparsa, non ha perso la propria forza trasgressiva e dirompente.
Comunicato stampa
Crediti immagini:
1 – Mimmo Rotella Autoportrait, 1969 tela emulsionata90x60,3 cm Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
4 -Mimmo RotellaAutoritratto Napoleonico, 1992-1999sovrapittura su lamiera100x75 cmCourtesy Fondazione Mimmo Rotella
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Prorogata la mostra Autorotella al Museo Casa della Memoria a Catanzaro
Tempo stimato per la lettura: 6 minuti
La mostra Autorotella, al Museo Casa della Memoria di Catanzaro, è eccezionalmente prorogata fino al 25 settembre 2026, offrendo al pubblico un’ulteriore occasione per visitare l’esposizione dedicata a una delle figure più significative dell’arte contemporanea, un omaggio della Fondazione Mimmo Rotella nel ventesimo anniversario della scomparsa del Maestro.
Mimmo Rotella tra il 1966 e il 1970
La rassegna, a cura di Alberto Fiz, prende spunto da una serie di opere conservate all’interno della Casa della Memoria per poi arricchirsi con preziose testimonianze messe a disposizione dalla Fondazione Mimmo Rotella, con diretto riferimento all’autobiografia dell’artista che racconta in forma diaristica gli avvenimenti che lo hanno coinvolto tra il 1966 e il 1970. Si viene così a creare una stretta relazione tra parola e immagine nell’ambito di una rassegna che può essere letta come una dichiarazione di poetica, un modo originale per indagare il maestro del décollage attraverso la disseminazione della propria immagine. Le opere selezionate spaziano in un percorso che va dal 1958 al 1999 proponendo una sintesi di tecniche e stili: da Autoportrait, tela emulsionata del 1969, per giungere a Autoritratto napoleonico, lamiera con interventi di décollage e sovrapittura, passando attraverso un’altra lamiera dove compare l’artista con la figlia Asya sulle spalle. Non manca poi una scultura in bronzo con i tratti del motociclista e alcuni disegni autoironici e caricaturali.
La pratica dell’autoritratto
Da Picasso a Warhol, da Giacometti a Bacon, l’affermazione del sé rappresenta una componente determinante di un’arte che rivolge il proprio sguardo all’interno, a un soggetto solo in apparenza stabile. Nel caso di Rotella la pratica dell’autoritratto è scevra da ogni forma di narcisismo autoreferenziale con l’artista che pone sé stesso come parte di un sistema semantico articolato dove il proprio volto può essere strappato, manipolato, ridipinto o reso iconico attraverso la maschera. Rotella mette così in discussione la propria immagine sottoponendola alla medesima forza di abrasione che agisce su altri contesti quali la pubblicità, l’universo cinematografico o il paesaggio urbano. Autorotella appare dunque come un percorso particolarmente attuale per indagare la poetica di un artista che, a vent’anni dalla scomparsa, non ha perso la propria forza trasgressiva e dirompente.
Comunicato stampa
Crediti immagini:
1 – Mimmo Rotella Autoportrait, 1969 tela emulsionata90x60,3 cm Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
4 -Mimmo RotellaAutoritratto Napoleonico, 1992-1999sovrapittura su lamiera100x75 cmCourtesy Fondazione Mimmo Rotella








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