Interviste

Deadline: Solo e Diamond alla Galleria d’Arte Contemporanea Rosso20sette

Alessia
Scritto da Alessia

Questa settimana abbiamo rivolto qualche domanda a Solo, pittore e street artist che ha da poco inaugurato una doppia personale con Diamond presso la Galleria d’Arte Contemporanea Rosso20sette, permanente fino al 10 novembre.

Solo/Diamond
Deadline
Fino al 10 Novembre
dal martedì al sabato 11-19.30
domenica 11-14
presso Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39, a Roma, Zona largo Argentina

Tutte le opere e i relativi murales sono pubblicati in un catalogo con i testi critici di Giorgio de Finis e Anya Baglioni.

In mostra ci sono 14 tele, 7 per ogni artista, che riproducono altrettanti lavori eseguiti sui muri negli ultimi anni. Le tele sono esposte insieme ai bozzetti originali che servirono per la realizzazione del muro riprodotto. Muro che in galleria viene esposto fotograficamente al fianco della tela e del bozzetto, per un totale di 42 pezzi totali fra tele foto e bozzetti

Diamond e Solo sono due street artist romani, attivi in Italia e all’estero, che lavorano insieme da qualche anno.
Il marchio distintivo di Solo sono i supereroi, Diamond ha un segno stilistico elegante e provocatorio, sulla scia dell’Art nouveau. Due stili completamente diversi ma che si armonizzano e completano perfettamente tra loro.

Solo nasce nel 1982 a Roma, dove vive e lavora. Nel 2002 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma dove scopre la sua predilezione per la figura rispetto allo “studio calligrafico” ed inizia il suo percorso classico su tela. Alle opere su tela, che vengono esposte in varie gallerie del mondo, affianca la sua produzione sui muri. E così, dalla mostra al Macro di Roma curata da Achille Bonito Oliva dal titolo “Tracks”, alle gallerie di Parigi, Praga, Berlino, Miami e Londra, dai muri di Prima Valle a Roma, ai poster nelle zone disagiate di Rio de Janeiro e Los Angeles. Nel 2015 organizza il “Festival Internazionale di Poesia e Street Art” nel suo quartiere di origine, il Trullo, a Roma, progetto fortunato che trova la sua realizzazione con l’aiuto di altre realtà artistiche sbocciate proprio fra quelle vie, come i “Poeti der Trullo” e i “Pittori Anonimi”. A Londra, sempre nel 2015, crea un progetto chiamato “Comics Parkour”, con il quale dissemina per la città vari murales di grandi dimensioni, come se fossero parte di un fumetto le cui pagine sono state disperse dal vento.Nel 2018 partecipa alla collettiva ART IS MONEY MONEY IS ART presso la galleria Rosso20sette di Roma, collettiva di 18 artisti fra i quali Wharol, Banksy, Haring, Dface, Beuys.

Flavio, che feedback avete ricevuto da questa mostra in galleria?
Sono anni che io e Stefano (Diamond) realizziamo spesso delle collettive belle con la Galleria Rosso20setteAbbiamo dipinto sopra le banconote da un dollaro, i vinili, e a un certo punto è venuta l’idea di farne una noi due.
In realtà abbiamo riproposto i nostri muri più emblematici su tela, abbiamo deciso di esporre tutto il processo creativo che si compone di: foto del muro in questione, tela che lo riproduce e bozzetto originale che prepariamo per dipingere.
Abbiamo realizzato poi un catalogo di 90 pagine (con un prezzo molto basso per permettere ai giovani e ai ragazzi di poterlo acquistare). Una cosa molto particolare di questo catalogo è che, parlando di muri si parla inevitabilmente di viaggi. Infatti oltre alle foto delle opere – che però oggi come oggi le può vedere chiunque aprendo semplicemente Instagram – per dare un valore aggiunto abbiamo inserito tutte le foto più belle e più particolari dei nostri viaggi (dalla Russia all’Italia) direttamente dai nostri telefonini.
E visto che io e Stefano siamo abbastanza matti, ci sono delle foto piuttosto…estreme!
La foto di copertina è stata realizzata dalla bravissima Mary Stuart, con dei testi inediti di Giorgio De Finis e Anya Baglioni, a cui raccontiamo aneddoti e vicissitudini dei nostri viaggi.
In più, per dare un valore aggiunto alla mostra, abbiamo costruito dei diorami, dei modellini. Ci siamo autoritratti con la plastilina, realizzando due mini sculture da piazzare nel cestello meccanico; abbiamo comprato due camioncini che utilizziamo noi per dipingere su muro, quelli con il braccio elevatore e li abbiamo riverniciati, ci siamo ricostruiti con la plastilina, abbiamo fatto due autoritratti e li abbiamo montati sotto la tela. La tela diventa così come un muro; al mio diorama io ho aggiunto un mini muro con tanto di mini poster incollato sopra, che raffigura Cat Woman e sul muro stesso passeggiano due gatti in scala con tutto il modellino. Io e Stefano ci siamo divertiti molto nel prepararli!

Che tipo di pubblico era presente all’inaugurazione? Persone comuni o addetti ai lavori e critici d’arte?
Il pubblico era eterogeneo, dall’amatore, al collega, all’artista, all’amico.

 

Senti differenze tra le iniziative di street art rispetto a quelle legate alla pittura da esporre in galleria? Dove ti senti più a tuo agio?
Non ci sono differenze, a parità di attività, che è quella pittorica alla fine; io dipingo dovunque, sia su muro sia su tela e sono due mondi diversi, in realtà.
Però la mostra ti dà un feedback, delle emozioni e un ritorno che è completamente diverso dal muro. Se parliamo della pura attività pittorica e analizziamo le differenze per me fra il dipingere sul muro o sulla tela,  tolte le tecnicità della scala del disegno e degli strumenti specifici, non c’è differenza. Si dipinge. Punto.
Se invece analizziamo le differenze dal punto di vista del feedback, e delle emozioni, sono due mondi completamente diversi. le tele le presenti al pubblico in una mostra, che è un evento.. dove tutti ti si stringono intorno. Con il muro hai un feedback di pubblico totalmente diverso, della gente che passa di lì per caso, di qualcuno che viene per farti delle foto, ma nulla di paragonabile ad una inaugurazione, per fortuna! Se parliamo dei social, pubblicare una tela o un muro e pressoché la stessa cosa, forse qualcuno manco si accorge della differenza.

Quindi…ci sono delle differenze?
La mostra diventa un evento mondano, fai l’inaugurazione, la promuovi sui social, carichi di hype il pubblico per un periodo, poi scoppia l’inaugurazione, diventa una specie di ricevimento.
Una energia che carichi e passa tutto nel giro di qualche ora…
Mentre per il muro non hai un “ritorno” di persona….lo pubblichi sui social, quindi poi tutta quella energia ti investe attraverso i social, attraverso i commenti, attraverso i feedback che ricevi.
Sinceramente non saprei scegliere tra una cosa o l’altra. La mostra è un impegno talmente grande sia lavorativamente sia emotivamente che più di una all’anno non puoi farne.
Ne abbiamo realizzata una a settembre al Guido Reni, e ora a Rosso20sette.

Qual è il tuo pensiero su arte tradizionale vs arte digitale?
Io utilizzo il pc nella misura in cui mi è utile, magari se sto preparando il bozzetto per un muro, effettuo delle prove colore, o per trovare le proporzioni del muro rispetto al bozzetto che sto facendo, prima di arrivare alla fase finale di dipingere a mano.
Non vedo grandi differenze, io uso il digitale in una certa percentuale.
Nel mondo del fumetto si usa molto di più, con la tavoletta grafica. Ma non vedo questa grande differenza. Sicuramente è molto più comoda e veloce. È una evoluzione, come per esempio l’utilizzo del colore che era diverso 100 o 50 anni fa.
D base se non sai disegnare, se non hai creatività, se non sai associare le forme e i colori, non è che il computer lo fa al posto tuo.
Non vedo maggiore qualità el disegnare a mano rispetto al disegno digitale. Per disegnare a mano ti servono delle competenze, che devi avere anche se lavori in digitale.
Una persona che sa disegnare, sarà bravissima a farlo anche con la tavoletta grafica.
Se domani mattina io dovessi iniziare a lavorare con la tavoletta grafica…non dico che dovrei ricominciare tutto da capo, però ci metterei anni per arrivare al livello e allo stesso risultato con cui dipingo su tela!

Ora di cosa vi state occupando?
Io e Diamond abbiamo appena finito, nonostante le avversità del meteo, le nostre due facciate a Tor Bella Monaca per il nuovo progetto della 999 Contemporary; due bei palazzetti da 6 piani ciascuno. Penso sia il mio più grande muro a Roma! Potete vedere le foto delle opere finite sui canali Instagram @flaviosolo  e @crazydiamondtts. Se volete fare una bella passeggiata, andate a vederli dal vivo. ne vale veramente la pena! Potreste perdervi il Jeeg Robot più grande della vostra vita!

Facebook: Solo
Instagram: Flavio Solo
Facebook: Diamond
Instagram: Crazy Diamonds
Facebook: Rosso20Sette
Instagram: Rosso20Sette

Il creautore

Alessia

Alessia

Veneta di nascita (ma vivo a Roma da 10 anni), sono appassionata, abbastanza in questo ordine, di: Steve Jobs, tutto Beatles, Al Pacino, Emma Stone e, da poco, anche di Bruno Mars. Naturalmente amo da morire scrivere, e osservare. Sono curiosa dei nuovi linguaggi contemporanei, in tutte le verie forme.

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