Time in Jazz 2026 premia Sayf: il Premio Miles Ahead celebra il nuovo talento italiano

Tempo stimato per la lettura: 4,5 minuti
Nel paesaggio granitico della Gallura, dove da quasi quarant’anni il jazz incontra la natura, la memoria e la sperimentazione, Time in Jazz continua a raccontare una musica che rifiuta le etichette. Per la sua 39ª edizione, in programma dall’8 al 16 agosto 2026 tra Berchidda e altri quindici comuni del nord Sardegna, il festival fondato e diretto da Paolo Fresu sceglie di guardare al futuro senza perdere di vista la propria storia. Non è un caso che l’edizione di quest’anno sia dedicata al centenario della nascita di Miles Davis, figura che ha trasformato il jazz in un linguaggio aperto, capace di reinventarsi continuamente.
È proprio nel segno di questa eredità che il festival assegna il Premio Miles Ahead 2026 a Sayf, rapper e cantautore italo-tunisino tra le personalità più interessanti della nuova scena musicale italiana.
Un premio che guarda oltre il jazz
La consegna del Premio Miles Ahead è in programma giovedì 13 agosto 2026 alle ore 21.15, sul palco principale di Piazza del Popolo, a Berchidda. La cerimonia aprirà una delle serate più attese del festival, che proseguirà con i concerti del pianista e compositore norvegese Bugge Wesseltoft e del musicista e produttore tedesco Apparat, accompagnato dalla sua live band.
Il riconoscimento nasce con l’intenzione di valorizzare artisti che, pur provenendo da linguaggi differenti, condividono lo spirito di ricerca e la libertà creativa che hanno reso Miles Davis una figura imprescindibile della musica del Novecento. Più che un premio alla carriera, è un invito a osservare quei percorsi artistici che stanno ridefinendo il panorama contemporaneo.
Sayf, una voce tra identità e sperimentazione
Nato a Genova il 23 marzo 1999, da madre tunisina e padre genovese, Sayf appartiene a quella generazione di artisti che attraversa con naturalezza i confini tra rap, cantautorato, elettronica e cultura urbana. La sua scrittura intreccia autobiografia, questioni identitarie e osservazione sociale, costruendo un racconto che evita stereotipi e facili appartenenze.
La sua affermazione presso il grande pubblico è arrivata con il secondo posto al Festival di Sanremo, grazie al brano Tu mi piaci tanto, ma il suo percorso artistico era già caratterizzato da una costante ricerca musicale e narrativa.
Un elemento meno noto, ma particolarmente significativo per Time in Jazz, è il rapporto di Sayf con la tromba, strumento che accompagna il suo percorso creativo e che stabilisce un legame simbolico con la figura di Miles Davis.
Paolo Fresu: “Curiosità e coraggio creativo”
Per Paolo Fresu, la scelta del vincitore appare quasi naturale. «In un’edizione dedicata a Miles Davis, musicista geniale e visionario che ha cambiato il corso della storia del jazz e della musica contemporanea, ci è sembrato naturale premiare un artista che dimostra curiosità, coraggio creativo e una sincera passione per la tromba, portando al tempo stesso un messaggio musicale e umano profondamente attuale».
Parole che raccontano bene la filosofia di Time in Jazz, manifestazione che fin dalla sua nascita ha costruito un dialogo continuo tra generazioni, linguaggi e culture differenti. Il festival non si limita infatti a presentare concerti, ma interpreta la musica come spazio d’incontro, ricerca e trasformazione.
Il festival tra grandi concerti e sold out
L’attesa intorno all’edizione 2026 trova conferma anche nella risposta del pubblico. Dopo il rapido sold out del concerto di Diodato, protagonista il 9 agosto del tradizionale omaggio a Fabrizio De André a L’Agnata, è già esaurito anche Kind of Miles, lo spettacolo teatrale e musicale scritto e interpretato da Paolo Fresu, in programma l’11 agosto.
Restano invece disponibili i biglietti per le altre serate di Piazza del Popolo, con un cartellone che alterna jazz europeo, contaminazioni elettroniche e nuove traiettorie della musica contemporanea. Tra gli appuntamenti più attesi figurano anche Nils Petter Molvær, Theon Cross, Nicholas Payton, Fabrizio Bosso Quartet e i britannici Kokoroko, protagonisti del concerto gratuito che chiuderà la serata del 15 agosto.
Un festival diffuso nel territorio
La Gallura diventa ancora una volta il palcoscenico naturale della musica.
Come da tradizione, Time in Jazz supera i confini di Berchidda per estendersi nei paesi del Monte Acuto e del nord Sardegna. Concerti, incontri e performance trovano spazio tra piazze, boschi, chiese campestri e siti naturalistici, trasformando il paesaggio in parte integrante dell’esperienza d’ascolto.
Questa dimensione diffusa rappresenta da sempre uno dei tratti distintivi del festival, capace di coniugare qualità artistica e valorizzazione del territorio, coinvolgendo comunità locali e pubblico internazionale in un’unica narrazione culturale.
La musica come linguaggio del presente
La scelta di premiare Sayf racconta molto dell’identità che Time in Jazz ha costruito nel corso degli anni. Pur affondando le proprie radici nella tradizione jazzistica, il festival rifiuta qualsiasi visione nostalgica del genere, preferendo esplorare le forme con cui la musica continua a reinventarsi.
Nel centenario della nascita di Miles Davis, il Premio Miles Ahead, che sarà consegnato il 13 agosto 2026, diventa così il simbolo di un passaggio ideale tra generazioni: dalla rivoluzione del jazz del Novecento alle nuove voci che oggi attraversano rap, elettronica, cantautorato e improvvisazione, mantenendo intatta la stessa tensione verso la libertà creativa.
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Time in Jazz 2026 premia Sayf: il Premio Miles Ahead celebra il nuovo talento italiano
Tempo stimato per la lettura: 13 minuti
Nel paesaggio granitico della Gallura, dove da quasi quarant’anni il jazz incontra la natura, la memoria e la sperimentazione, Time in Jazz continua a raccontare una musica che rifiuta le etichette. Per la sua 39ª edizione, in programma dall’8 al 16 agosto 2026 tra Berchidda e altri quindici comuni del nord Sardegna, il festival fondato e diretto da Paolo Fresu sceglie di guardare al futuro senza perdere di vista la propria storia. Non è un caso che l’edizione di quest’anno sia dedicata al centenario della nascita di Miles Davis, figura che ha trasformato il jazz in un linguaggio aperto, capace di reinventarsi continuamente.
È proprio nel segno di questa eredità che il festival assegna il Premio Miles Ahead 2026 a Sayf, rapper e cantautore italo-tunisino tra le personalità più interessanti della nuova scena musicale italiana.
Un premio che guarda oltre il jazz
La consegna del Premio Miles Ahead è in programma giovedì 13 agosto 2026 alle ore 21.15, sul palco principale di Piazza del Popolo, a Berchidda. La cerimonia aprirà una delle serate più attese del festival, che proseguirà con i concerti del pianista e compositore norvegese Bugge Wesseltoft e del musicista e produttore tedesco Apparat, accompagnato dalla sua live band.
Il riconoscimento nasce con l’intenzione di valorizzare artisti che, pur provenendo da linguaggi differenti, condividono lo spirito di ricerca e la libertà creativa che hanno reso Miles Davis una figura imprescindibile della musica del Novecento. Più che un premio alla carriera, è un invito a osservare quei percorsi artistici che stanno ridefinendo il panorama contemporaneo.
Sayf, una voce tra identità e sperimentazione
Nato a Genova il 23 marzo 1999, da madre tunisina e padre genovese, Sayf appartiene a quella generazione di artisti che attraversa con naturalezza i confini tra rap, cantautorato, elettronica e cultura urbana. La sua scrittura intreccia autobiografia, questioni identitarie e osservazione sociale, costruendo un racconto che evita stereotipi e facili appartenenze.
La sua affermazione presso il grande pubblico è arrivata con il secondo posto al Festival di Sanremo, grazie al brano Tu mi piaci tanto, ma il suo percorso artistico era già caratterizzato da una costante ricerca musicale e narrativa.
Un elemento meno noto, ma particolarmente significativo per Time in Jazz, è il rapporto di Sayf con la tromba, strumento che accompagna il suo percorso creativo e che stabilisce un legame simbolico con la figura di Miles Davis.
Paolo Fresu: “Curiosità e coraggio creativo”
Per Paolo Fresu, la scelta del vincitore appare quasi naturale. «In un’edizione dedicata a Miles Davis, musicista geniale e visionario che ha cambiato il corso della storia del jazz e della musica contemporanea, ci è sembrato naturale premiare un artista che dimostra curiosità, coraggio creativo e una sincera passione per la tromba, portando al tempo stesso un messaggio musicale e umano profondamente attuale».
Parole che raccontano bene la filosofia di Time in Jazz, manifestazione che fin dalla sua nascita ha costruito un dialogo continuo tra generazioni, linguaggi e culture differenti. Il festival non si limita infatti a presentare concerti, ma interpreta la musica come spazio d’incontro, ricerca e trasformazione.
Il festival tra grandi concerti e sold out
L’attesa intorno all’edizione 2026 trova conferma anche nella risposta del pubblico. Dopo il rapido sold out del concerto di Diodato, protagonista il 9 agosto del tradizionale omaggio a Fabrizio De André a L’Agnata, è già esaurito anche Kind of Miles, lo spettacolo teatrale e musicale scritto e interpretato da Paolo Fresu, in programma l’11 agosto.
Restano invece disponibili i biglietti per le altre serate di Piazza del Popolo, con un cartellone che alterna jazz europeo, contaminazioni elettroniche e nuove traiettorie della musica contemporanea. Tra gli appuntamenti più attesi figurano anche Nils Petter Molvær, Theon Cross, Nicholas Payton, Fabrizio Bosso Quartet e i britannici Kokoroko, protagonisti del concerto gratuito che chiuderà la serata del 15 agosto.
Un festival diffuso nel territorio
La Gallura diventa ancora una volta il palcoscenico naturale della musica.
Come da tradizione, Time in Jazz supera i confini di Berchidda per estendersi nei paesi del Monte Acuto e del nord Sardegna. Concerti, incontri e performance trovano spazio tra piazze, boschi, chiese campestri e siti naturalistici, trasformando il paesaggio in parte integrante dell’esperienza d’ascolto.
Questa dimensione diffusa rappresenta da sempre uno dei tratti distintivi del festival, capace di coniugare qualità artistica e valorizzazione del territorio, coinvolgendo comunità locali e pubblico internazionale in un’unica narrazione culturale.
La musica come linguaggio del presente
La scelta di premiare Sayf racconta molto dell’identità che Time in Jazz ha costruito nel corso degli anni. Pur affondando le proprie radici nella tradizione jazzistica, il festival rifiuta qualsiasi visione nostalgica del genere, preferendo esplorare le forme con cui la musica continua a reinventarsi.
Nel centenario della nascita di Miles Davis, il Premio Miles Ahead, che sarà consegnato il 13 agosto 2026, diventa così il simbolo di un passaggio ideale tra generazioni: dalla rivoluzione del jazz del Novecento alle nuove voci che oggi attraversano rap, elettronica, cantautorato e improvvisazione, mantenendo intatta la stessa tensione verso la libertà creativa.







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