Interviste

Feli PE Carrera: “La creatività è espressione artistica incondizionata”

Alessia
Scritto da Alessia

Filippo Carrera, aka Feli PE Carrera, è il vincitore nella sezione dj alla scorsa edizione della Biennale MArteLive.

Nasce a Milano nel 1985 e passa la sua infanzia ascoltando vinili e CD di musica del mondo. Approda al mondo dj grazie ai club milanesi dove mescola prettamente musica house, revival e hip hop. Pochi anni dopo decide di seguire la sua passione britannica, la Drum N Bass e porta a Milano un appuntamento settimanale ai Magazzini Generali.
Dopo qualche anno di gestazione viene contaminato dalle sonorità raffinate della chillout del mondo psy trance, inizia così a frequentare festival europei alla scoperta del suo nuovo sentiero. Lo trova infine grazie all’esperienza maturata in America Latina, da dove proviene il suo nome artistico, e alla collaborazione con WAO festival e da allora si dedica al suo grande amore: la global bass. Nuovo genere che si accosta alla Electronic World Music (EWM), queste sonorità ci immergono nel folklore della musica popolare del mondo rivisitate in chiave elettronica. Diventa così facile immaginarsi attorno ad un fuoco ad ascoltare canti sciamanici tra le fitte liane della giungla amazzonica, risalire le Ande sulle note di un flauto dolce e volare in picchiata verso il Medio Oriente sviolinando un sitar… il tutto accompagnato da una fedele bass line, degna dei migliori club berlinesi.
Tra i festival maggiori in cui si è esibito troviamo: Shankra Festival CH, Free Earth Festival GR, Le Ali Dello Spirito IT, WAO Festival IT

Ci racconti dell’esperienza con MArteLive? Perché hai deciso di partecipare e cosa significa per te aver vinto la finale?
Ho conosciuto MArteLive grazie ad una mia amica di Roma, per gioco mi ha coinvolto e ho presentato la candidatura l’ultimo giorno possibile per la selezione. Poche ore dopo ricevo l’approvazione da parte dell’organizzazione quindi prendo la strada al contrario e inizio a leggere il regolamento.

Vengo subito attratto dall’idea di dare spazio ad artisti che propongano performance innovative quindi decido di realizzare un set che comprendesse tutta la gamma della Elettronic world music, dalla più cullante tropical Bass, passando per la Digital cumbia, shamanic chill rave e arrivando così ad una atmosfera più club slow house.

Durante la serata ho notato Grande interesse da parte della giuria che mi ha ascoltato e ad essere sincero mi aspettavo di classificarmi tra i primi tre. Appena ho saputo il risultato ho pensato: “Questa è la strada giusta, innovazione e tradizione devono coesistere nello stesso spettro musicale” e ho mentalmente ringraziato tutti i produttori musicali che ho selezionato per la performance.

Come si sta sviluppando la tua attività artistica? Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Da quando sono tornato in Europa mi si è aperto un ventaglio di opportunità che spaziano dai festival musicali alle one night nei club cittadini. Il collettivo musicale di cui faccio parte sta crescendo molto nel panorama nazionale e questo mi rende orgoglioso del lavoro che tutti stiamo facendo.

La ricerca musicale continua ad essere il mio main focus così da essere costantemente aggiornato sui movimenti artistici e le tendenze mondiali. Di fatto mi sto inserendo nel magico movimento del conscious clubbing, nello specifico nel circuito delle ecstatic dance, il quale mi da la possibilità di spaziare ulteriormente nei generi musicali trattati e il modo in cui il pubblico fruisce della performance, più in linea con l’onda sciamanica che desidero condividere. Amo osservare il dj come focalizzatore dell’energia della danza, sentire il rituale del ballo che ci collega alla preistoria e trarre beneficio psico fisico dalla questa pratica cosciente.

Cosa significa per te la parola creatività?
Creatività è espressione artistica incondizionata. Quando troviamo un’attività che ci fa entrare nel flusso di coscienza, smettiamo di sentire il passare del tempo e diventiamo canali di espressione creativa universale.

Se non avessi fatto questo lavoro, cosa ti sarebbe piaciuto sviluppare?
Ricordo che uno dei miei sogni era diventare medico e lavorare in Africa. Detto ciò oltre alla professione di dj ho diversi progetti in essere. Non mi è mai piaciuto limitare le mie capacità a una singola attività.

Sono facilitatore di piante sacre e medicina naturale e la musica che mescolo ha un forte imprinting folkloristico e sciamanico che conduce il mio pubblico in un viaggio mistico che ricorda quello dei curanderos andini; particolarmente indicata è la miscela di Ecstatic Dance e cacao sacro.

Qual è il “consiglio” che ti dai più spesso? Hai un motto?
La sicurezza in ciò che faccio è alla base del mio successo. Cerco di vivere ogni giorno come fosse il primo e ogni notte come fosse l’ultima, stare nel presente è la mia crociata.

Credere fermamente nei miei progetti aiuta a renderli reali, ma cerco sempre di non identificarmi negli stessi, così alla fine sono solo io l’artefice della mia vita, non il mio lavoro.

Quale artista, non del tuo campo, del passato o del presente, è stato per te fonte di ammirazione e ispirazione?
Senza dubbio chi ha contribuito a regalarmi una fonte inesauribile di ispirazione è il cileno Alejandro Jodorowsky. Poeta, scrittore, regista, psicoterapeuta e cartomante, oggi centenario, ha contribuito attraverso la sua arte all’apertura di porte sull’ignoto mondo del subconscio. Usando il teatro come veicolo, ha sviluppato diversi strumenti per sanare le coscienze di molti attraverso vie non convenzionali.
A lui mi ispiro quando compongo una cerimonia musicale, qualunque sia l’intento, cerco di trasmetterlo come farebbe Alejandro.

Il creautore

Alessia

Alessia

Veneta di nascita (ma vivo a Roma da 10 anni), sono appassionata, abbastanza in questo ordine, di: Steve Jobs, tutto Beatles, Al Pacino, Emma Stone e, da poco, anche di Bruno Mars. Naturalmente amo da morire scrivere, e osservare. Sono curiosa dei nuovi linguaggi contemporanei, in tutte le verie forme.

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