Giorgio Morandi nella collezione Eni

Tempo stimato per la lettura: 2,3 minuti
Dall’11 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, la Sala Fontana di Palazzo Esposizioni Roma accoglie Giorgio Morandi nella Collezione Eni, una mostra che invita a rallentare lo sguardo e ad abitare il tempo della contemplazione. Un progetto raffinato, promosso da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, realizzato da Azienda Speciale Palaexpo e ideato e prodotto da Eni, che intreccia arte, impresa e visione culturale.
Morandi e Mattei: il rigore come valore condiviso
Al centro dell’esposizione, due nature morte di Giorgio Morandi, datate 1919 e 1941, appartenenti al nucleo storico della Collezione Eni. Opere che riflettono con precisione la sintonia tra il linguaggio essenziale del maestro bolognese e il pensiero di Enrico Mattei, per il quale l’arte non era investimento, ma esercizio dello sguardo e strumento di crescita intellettuale.
Una collezione pensata per essere vissuta
La Collezione Eni nasce dalla volontà di creare ambienti di lavoro visivamente stimolanti, capaci di nutrire creatività e pensiero. Accanto a Morandi, trovano spazio artisti come Casorati, Sironi, De Pisis, Cantatore e Guttuso, in un dialogo continuo tra quotidianità e alta cultura. Una pratica che negli anni si è ampliata includendo Boetti, Adami e Rotella.
Opere che viaggiano, cultura che si condivide
La filosofia di Eni è chiara: l’arte va condivisa. Le opere della collezione vengono messe a disposizione gratuitamente per mostre internazionali, portando il patrimonio aziendale in Giappone, Russia, America e Spagna. Le due nature morte di Morandi raccontano questa visione attraverso un equilibrio silenzioso che attraversa confini e generazioni.
Un percorso espositivo tra impresa e modernità
L’allestimento accompagna il visitatore in un viaggio nella storia della Collezione Eni, testimonianza di una visione capace di coniugare industria e cultura. «Nella collezione convivono artisti classici e d’avanguardia», spiega Lucia Nardi, Responsabile Cultura d’Impresa di Eni, «con la consapevolezza del valore dell’arte come attivatore di pensiero e creatività».
La Sala Fontana come spazio di dialogo
«La Sala Fontana è pensata per accogliere progetti raccolti ma profondi», sottolinea Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo. La collaborazione con Eni diventa così un esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato, capace di rendere accessibile un patrimonio altrimenti invisibile.
Un nuovo capitolo tra arte, identità e visione
Con Giorgio Morandi nella Collezione Eni, l’azienda riafferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e nel racconto della propria identità attraverso l’arte. Un progetto che dimostra come cultura e industria possano coesistere in equilibrio, proprio come le forme sospese e silenziose di Morandi.
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Giorgio Morandi nella collezione Eni
Tempo stimato per la lettura: 7 minuti
Dall’11 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, la Sala Fontana di Palazzo Esposizioni Roma accoglie Giorgio Morandi nella Collezione Eni, una mostra che invita a rallentare lo sguardo e ad abitare il tempo della contemplazione. Un progetto raffinato, promosso da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, realizzato da Azienda Speciale Palaexpo e ideato e prodotto da Eni, che intreccia arte, impresa e visione culturale.
Morandi e Mattei: il rigore come valore condiviso
Al centro dell’esposizione, due nature morte di Giorgio Morandi, datate 1919 e 1941, appartenenti al nucleo storico della Collezione Eni. Opere che riflettono con precisione la sintonia tra il linguaggio essenziale del maestro bolognese e il pensiero di Enrico Mattei, per il quale l’arte non era investimento, ma esercizio dello sguardo e strumento di crescita intellettuale.
Una collezione pensata per essere vissuta
La Collezione Eni nasce dalla volontà di creare ambienti di lavoro visivamente stimolanti, capaci di nutrire creatività e pensiero. Accanto a Morandi, trovano spazio artisti come Casorati, Sironi, De Pisis, Cantatore e Guttuso, in un dialogo continuo tra quotidianità e alta cultura. Una pratica che negli anni si è ampliata includendo Boetti, Adami e Rotella.
Opere che viaggiano, cultura che si condivide
La filosofia di Eni è chiara: l’arte va condivisa. Le opere della collezione vengono messe a disposizione gratuitamente per mostre internazionali, portando il patrimonio aziendale in Giappone, Russia, America e Spagna. Le due nature morte di Morandi raccontano questa visione attraverso un equilibrio silenzioso che attraversa confini e generazioni.
Un percorso espositivo tra impresa e modernità
L’allestimento accompagna il visitatore in un viaggio nella storia della Collezione Eni, testimonianza di una visione capace di coniugare industria e cultura. «Nella collezione convivono artisti classici e d’avanguardia», spiega Lucia Nardi, Responsabile Cultura d’Impresa di Eni, «con la consapevolezza del valore dell’arte come attivatore di pensiero e creatività».
La Sala Fontana come spazio di dialogo
«La Sala Fontana è pensata per accogliere progetti raccolti ma profondi», sottolinea Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo. La collaborazione con Eni diventa così un esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato, capace di rendere accessibile un patrimonio altrimenti invisibile.
Un nuovo capitolo tra arte, identità e visione
Con Giorgio Morandi nella Collezione Eni, l’azienda riafferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e nel racconto della propria identità attraverso l’arte. Un progetto che dimostra come cultura e industria possano coesistere in equilibrio, proprio come le forme sospese e silenziose di Morandi.



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