Interviste

Biennale MArteLive, Silvia Malena si racconta

Alessia
Scritto da Alessia

Silvia Malena nasce il 12/02/1996
Dopo il diploma al liceo classico Nazareth si iscrive alla facoltà di Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico e Archeologico dell’Università Roma Tre dove tutt’ora frequenta i corsi.
In concomitanza con l’Università frequenta l’Accademia delle Arti Orafe di Roma diplomandosi nei corsi di: “Oreficeria e gioielleria” nel 2015, “Micromodellazione in cera” nel 2016, “Design al computer e CAD” nel 2017, “Incassatura ed incastonatura” nel 2018.

Malena Jewelry è il nome del brand di gioielleria artigianale di Silvia Malena.

Il progetto nasce nel 2015, in concomitanza con gli studi del primo anno nell’Accademia delle Arti Orafe a Roma, con una pagina Facebook dove venivano mostrati i lavori artigianali svolti a scuola, con lo scopo di ricevere pareri e critiche da amici e conoscenti. A distanza di tre anni la pagina Malena Jewelry ha raggiunto un pubblico di oltre tremila persone che quotidianamente interagiscono, apprezzando o criticando costruttivamente le mie creazioni e permettendomi di migliorare.

“I gioielli sono uno dei pochi ornamenti che si indossano per esprimere se stessi, proprio per questa ragione devono essere creati con cura e amore”.

Con questa frase si può riassumere lo scopo principale del suo progetto. Ogni gioiello che realizza è unico, modellato attraverso la tecnica della cera persa, fuso in argento o bronzo dorato, rifinito attraverso le tecniche classiche della tradizione orafa ed infine ornato con pietre preziose o semipreziose selezionate con cura da gemmologi italiani.

Principale fonte di ispirazione per i design è l’Art Nouveau dei primi del 1900, rivisitata in chiave moderna e minimalista, con forti richiami alla natura e ai colori. La cura per il dettaglio è uno dei principali obiettivi del suo brand, che si propone a persone di tutte le età, con un particolare focus sui più giovani, il cui scopo è di mostrare quanto possa essere particolare un lavoro artigianale rispetto ad uno industriale, ricordando che una macchina non avrà mai la stessa attenzione rispetto a un paio di mani.
In una Italia dove i piccoli artigiani sono talvolta dimenticati, il brand Malena Jewelry vuole essere un progetto in espansione su Internet in grado di raggiungere un pubblico sempre più vasto grazie alle piattaforme Social Media come Instagram e Facebook, in modo da rieducare il pubblico alla forte tradizione artigianale italiana, conosciuta e lodata in tutto il mondo, e spingendo i più giovani ad intraprendere la mia stessa strada.

Ci racconti l’esperienza con MArteLive? Perché hai deciso di partecipare e quali sono le tue aspettative sulla finale?
MArteLive è un progetto che apprezzo moltissimo. Promuovere gli artisti emergenti è una scelta positiva su due fronti: permette di avvicinare il pubblico alle novità proposte dagli artisti e permette ai secondi di mettersi in gioco, mostrando le proprie abilità.
Quando ho partecipato per la prima volta all’evento, non immaginavo un così gran numero di artisti tutti nello stesso posto. È stato stimolante ricevere così tanti input creativi e sono stata veramente felice di riuscire a confrontare le mie idee sia con gli altri partecipanti, sia con i visitatori.
Forse è presto per avere aspettative sulla finale, quello a cui sicuramente punto è la possibilità di fare nuove conoscenze dal punto di vista artistico. Avere nuovi punti di vista, fonti di ispirazione e idee è il miglior modo per ampliare il proprio bagaglio culturale e creativo. Penso che lo spirito del MArteLive sia soprattutto questo.

Come si sta sviluppando la tua attività artistica?
Direi molto bene, dopo il MArteLive ho iniziato una lunga ricerca per poter aprire un laboratorio per la mia attività e finalmente ci sono riuscita.
Disegno e creo i miei gioielli, ho sviluppato uno stile personale di cui sono orgogliosa e che ho intenzione di continuare ad evolvere. Sicuramente ho ancora tanto da imparare, ma sono contenta dei risultati che sto ottenendo.
Nel futuro mi piacerebbe diventare abbastanza brava da poter insegnare agli altri o, dal punto di vista più strettamente imprenditoriale, vorrei riuscire ad ampliare la mia attività e a lavorare insieme ad altre persone in un ambiente creativo ricco di idee.

Cosa significa per te la creatività?
È la capacità di esprimere noi stessi e la nostra individualità.
Ognuno vede il mondo attraverso la sua prospettiva personale ed è proprio questa prospettiva che consente di esprimere il nostro lato creativo traducendo il tutto opere tangibili e creando nuove esperienze sia per noi stessi che per gli altri.

Se non avessi fatto questo lavoro, cosa avresti voluto svolgere?
Bella domanda! Sinceramente non saprei rispondere. Una volta finite le superiori mi sono iscritta ai corsi dell’Accademia orafa con lo specifico intento di fare questo nella vita e continuare a seguire la mia vocazione studiando di pari passo Storia dell’Arte all’Università nella facoltà di Storia e conservazione del patrimonio artistico e archeologico.
Probabilmente mi sarei comunque iscritta a Storia dell’Arte o ad un’altra facoltà umanistica ma sinceramente non avrei saputo bene cosa fare dopo.

Quale artista, non del tuo campo, del passato o del presente, è stato per te fonte di ammirazione e ispirazione?
Alfonse Mucha, sicuramente. Fu uno dei più importanti artisti dell’Art Nouveau ed il suo nome è legato ai famosissimi poster delle opere teatrali e le locandine pubblicitarie che dipingeva. I colori sgargianti, i motivi arabescati e i soggetti naturalistici delle sue opere sono continua fonte di ispirazione per le mie creazioni.
Inoltre va detto che Mucha si dilettò anche nel disegno di qualche gioiello durante la sua vita. Uno dei più belli è l’anello “Peacock” in oro e opale, realizzato dal gioielliere Georges Fouquet. Un’opera che ancora oggi riesce ad emozionare.

Il creautore

Alessia

Alessia

Veneta di nascita (ma vivo a Roma da 10 anni), sono appassionata, abbastanza in questo ordine, di: Steve Jobs, tutto Beatles, Al Pacino, Emma Stone e, da poco, anche di Bruno Mars. Naturalmente amo da morire scrivere, e osservare. Sono curiosa dei nuovi linguaggi contemporanei, in tutte le verie forme.

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