Rodrigo Mella, finalista della Biennale MArteLive: “La parola creatività? Oggi è usata troppo spesso (o forse non abbastanza)

About the Author: Alessia

Published On: 6 Aprile 2019

Tempo stimato per la lettura: 3,6 minuti

Rodrigo Mella è uno dei finalisti della prossima Biennale MArteLive

Nato a Roma il 1 luglio 1996, da madre argentina e padre italiano, dopo un percorso scolastico al liceo spagnolo di Trastevere, Rodrigo si trasferisce nel Regno Unito per imparare la lingua e proseguire i propri studi. A 17 anni, torna a Roma e completa la scuola. Subito dopo decide di tornare in UK, dove ottiene una laurea in psicologia alla University Ff Glasgow. Durante gli anni universitari, Rodrigo si trasferisce negli Stati Uniti grazie ad un programma di scambio, che gli permetterà di studiare per un anno alla University Of Berkeley in California. Qui la passione per il cinema si cristallizza e Rodrigo inizia a sperimentare con varie forme di composizione visiva, vincendo dei premi studenteschi. Nel settembre 2018, Rodrigo di trasferisce a Londra per un master in sceneggiatura alla University Of Goldsmiths.

EL TERCER HOMBRE
El Tercer Hombre è un cortometraggio sperimentale che analizza il ruolo della soggettività nell’esperienza di uno spettatore. Che si tratti di arte, sport o qualsiasi altra manifestazione pubblica, ognuno di noi ha la capacità di manipolare mentalmente, e a proprio piacimento, gli eventi che si svolgono di fronte ai nostri occhi. Ciò che rimane di questi è quindi nient’altro che una proiezione unica e distorta della realtà che ci circonda. La domanda che nasce dal cortometraggio e che l’autore pone a se stesso è la seguente: che possibilità abbiamo di conoscere la realtà se tutte le nostre esperienze sono solo riflessioni grottesche di quest’ultima? Diviso in tre capitoli, El Tercer Hombre si sviluppa come collage audiovisuale, rimanendo aperto a interpretazioni personali e persino discordanti.

Raccontaci un po’ di te: quando hai cominciato a lavorare nel campo artistico, perché hai iniziato?
Ho iniziato abbastanza presto a disegnare e dipingere. Non saprei dire esattamente perché, ma c’era qualcosa di affascinante nel poter riprodurre e ricreare a mio piacere la realtà che mi circondava. Persi interesse nei primi anni dell’adolescenza e mi dedicai alla musica per paio d’anni con scarsi risultati. Durante gli ultimi anni di liceo invece fu il cinema a catturare la mia attenzione e da li non ho più smesso. Ora cerco in tutti i modi di conciliare queste tre forme d’arte in maniera organica.

Cosa significa per te “avere creatività”?
Credo che la parola “creatività” venga usata troppo spesso al giorno d’oggi, o forse non abbastanza. Qualsiasi cosa nella vita richiede creatività, non solo l’arte. Per me è semplicemente la materializzazione di un’immagine o un pensiero che mi passa per la testa.

Come è stata l’esperienza con MArteLive?
MArteLive è stata sicuramente un’esperienza positiva, un’opportunità di confrontarmi con un pubblico estraneo e di conoscere il lavoro di altri giovani emergenti come me.

Sei tra i primi finalisti della prossima Biennale, quali sono le tue aspettative?
Mi aspetto di trovarci materiale interessante e di conoscere persone stimolanti. Per quanto riguarda la mia sezione (videoarte) spero di vedere qualcosa che mi sorprenda e che mi invogli a provare qualcosa di nuovo.

Cosa farai domani – progetti per il futuro…
Per adesso mi sto concentrando sul cinema più standard. Sto studiando sceneggiatura e lavorando a diversi cortometraggi, cercando d’imparare il più possibile per poi affrontare lo scoglio del lungometraggio. La videoarte invece sta diventando sempre più una valvola di sfogo, un modo di esprimermi senza filtri. Sto sperimentando con la pellicola e nuovi modi di comporre immagini, soprattutto in relazione alla musica.

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Rodrigo Mella, finalista della Biennale MArteLive: “La parola creatività? Oggi è usata troppo spesso (o forse non abbastanza)

Published On: 6 Aprile 2019

About the Author: Alessia

Tempo stimato per la lettura: 10 minuti

Rodrigo Mella è uno dei finalisti della prossima Biennale MArteLive

Nato a Roma il 1 luglio 1996, da madre argentina e padre italiano, dopo un percorso scolastico al liceo spagnolo di Trastevere, Rodrigo si trasferisce nel Regno Unito per imparare la lingua e proseguire i propri studi. A 17 anni, torna a Roma e completa la scuola. Subito dopo decide di tornare in UK, dove ottiene una laurea in psicologia alla University Ff Glasgow. Durante gli anni universitari, Rodrigo si trasferisce negli Stati Uniti grazie ad un programma di scambio, che gli permetterà di studiare per un anno alla University Of Berkeley in California. Qui la passione per il cinema si cristallizza e Rodrigo inizia a sperimentare con varie forme di composizione visiva, vincendo dei premi studenteschi. Nel settembre 2018, Rodrigo di trasferisce a Londra per un master in sceneggiatura alla University Of Goldsmiths.

EL TERCER HOMBRE
El Tercer Hombre è un cortometraggio sperimentale che analizza il ruolo della soggettività nell’esperienza di uno spettatore. Che si tratti di arte, sport o qualsiasi altra manifestazione pubblica, ognuno di noi ha la capacità di manipolare mentalmente, e a proprio piacimento, gli eventi che si svolgono di fronte ai nostri occhi. Ciò che rimane di questi è quindi nient’altro che una proiezione unica e distorta della realtà che ci circonda. La domanda che nasce dal cortometraggio e che l’autore pone a se stesso è la seguente: che possibilità abbiamo di conoscere la realtà se tutte le nostre esperienze sono solo riflessioni grottesche di quest’ultima? Diviso in tre capitoli, El Tercer Hombre si sviluppa come collage audiovisuale, rimanendo aperto a interpretazioni personali e persino discordanti.

Raccontaci un po’ di te: quando hai cominciato a lavorare nel campo artistico, perché hai iniziato?
Ho iniziato abbastanza presto a disegnare e dipingere. Non saprei dire esattamente perché, ma c’era qualcosa di affascinante nel poter riprodurre e ricreare a mio piacere la realtà che mi circondava. Persi interesse nei primi anni dell’adolescenza e mi dedicai alla musica per paio d’anni con scarsi risultati. Durante gli ultimi anni di liceo invece fu il cinema a catturare la mia attenzione e da li non ho più smesso. Ora cerco in tutti i modi di conciliare queste tre forme d’arte in maniera organica.

Cosa significa per te “avere creatività”?
Credo che la parola “creatività” venga usata troppo spesso al giorno d’oggi, o forse non abbastanza. Qualsiasi cosa nella vita richiede creatività, non solo l’arte. Per me è semplicemente la materializzazione di un’immagine o un pensiero che mi passa per la testa.

Come è stata l’esperienza con MArteLive?
MArteLive è stata sicuramente un’esperienza positiva, un’opportunità di confrontarmi con un pubblico estraneo e di conoscere il lavoro di altri giovani emergenti come me.

Sei tra i primi finalisti della prossima Biennale, quali sono le tue aspettative?
Mi aspetto di trovarci materiale interessante e di conoscere persone stimolanti. Per quanto riguarda la mia sezione (videoarte) spero di vedere qualcosa che mi sorprenda e che mi invogli a provare qualcosa di nuovo.

Cosa farai domani – progetti per il futuro…
Per adesso mi sto concentrando sul cinema più standard. Sto studiando sceneggiatura e lavorando a diversi cortometraggi, cercando d’imparare il più possibile per poi affrontare lo scoglio del lungometraggio. La videoarte invece sta diventando sempre più una valvola di sfogo, un modo di esprimermi senza filtri. Sto sperimentando con la pellicola e nuovi modi di comporre immagini, soprattutto in relazione alla musica.

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